San Nicolò a Tordino, “Quale agricoltura domani?”

ll futuro dell’agricoltura abruzzese al centro di un paolo de castroconvegno organizzato dalla Confagricoltura di Teramo, il 29 settembre

SAN NICOLO’ A TORDINO (TE) – Il futuro dell’agricoltura, il reddito dell’impresa agricola, il nuovo Programma di Sviluppo Rurale, saranno alcuni dei temi al centro del convegno “Quale agricoltura domani?”, che si terrà martedì 29 settembre, alle ore 11, a San Nicolò a Tordino (Teramo), presso la Sala Piero Lupi del Centro Eltron della Banca dell’Adriatico. All’incontro, organizzato dalla Confagricoltura di Teramo, interverranno il presidente nazionale dell’associazione, Mario Guidi, il direttore del Dipartimento per il coordinamento Politiche Europee ed Internazionali e Sviluppo Rurale del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Giuseppe Blasi,
il Coordinatore della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo, Paolo De Castro, il presidente dell’Unione Provinciale degli agricoltori teramani, Bernando Savini Giosia Bernardi, il presidente di Banca dell’Adriatico, Giandomenico Di Sante. L’incontro sarà moderato dal Presidente Regionale di Confagricoltura, Concezio Gasbarro.

“Abbiamo bisogno di sapere quale futuro ci sarà per l’agricoltura nel nostro Paese, in Abruzzo e nella provincia di Teramo” – spiega Bernardo Savini Giosia Bernardi. “Il problema fondamentale è il reddito reale dell’impresa agricola, che in Italia è ancora molto basso e che non lascia spazio a teorie filosofiche: essere agricoltori vuol dire fare un lavoro duro e investire capitale, vuol dire seminare 
senza sapere se ci sarà il raccolto e quale sarà il prezzo del prodotto finale. Un sostegno al settore, a nostro parere, non può manifestarsi solo attraverso la concessione di finanziamenti, ma deve prevedere un progetto concreto dell’Italia per l’Agricoltura, che sappia interpretare le molteplici differenze che vi sono in questa complessa e variegata attività e che snellisca gli adempimenti burocratici in modo da facilitare gli agricoltori nella sfida con i mercati europei”
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