San Giovanni Teatino, don Luigi Merola incontra i ragazzi delle terze medie in un confronto sulle mafie

Il sacerdote, conosciuto come “prete anticamorra”, porterà la testimonianza di legalità. Il sindaco: “Una voce autorevole per giovani che spesso non conoscono che significa criminalità organizzata”

SAN GIOVANNI TEATINO (CH) – Don Luigi Merola, il parroco “anticamorra” dell’arcidiocesi di Napoli, incontrerà oggi,23 maggio, a mezzogiorno, nella sala consiliare del municipio, i ragazzi delle terze classi della scuola media locale, accompagnati dai docenti e dal preside, Alfredo Schiazza. L’incontro, organizzato dall’amministrazione comunale, è inserito nel percorso di educazione alla legalità che il Comune ha programmato nel corso dell’anno con eventi significativi rivolti in particolar modo ai giovani.
Don Luigi Merola, classe 1972, è sacerdote dell’arcidiocesi di Napoli dal 1997. Laureato (1996) e specializzato (1999) in teologia spirituale presso la facoltà teologica dell’Italia meridionale “San Luigi”, ha conseguito anche la laurea in Scienze Sociali nel 2007. Prima è stato viceparroco a Marano di Napoli, poi nel rione di Forcella, dove si è impegnato per il riscatto civile e sociale del quartiere creando corsi di informatizzazione, di musica, ballo, canto e laboratori di teatro.

Nel 2004 dopo l’uccisione di una ragazzina, Annalisa Durante, trovatasi per caso a passare nel luogo dove era in atto un agguato camorristico, don Merola pronuncia una dura omelia durante i funerali della piccola, ignorando gli inviti a mantenere un profilo basso. Don Merola così diventa oggetto di minacce e gli viene assegnata la scorta: Nel 2007 è a Roma presso il Ministero dell’Istruzione, che lo nomina dirigente dell’Ufficio III presso la Direzione per lo Studente con l’incarico di promuovere la legalità in tutte le scuole di ogni ordine e grado, incarico che dura fino al settembre 2008. Dal mese successivo gli viene assegnato un incarico di studio per la promozione della legalità nelle scuole.
Il 14 dicembre 2007 a Napoli, nel quartiere Arenaccia, fonda la fondazione di recupero minorile “’a voce d’è creature”, della quale è tutt’ora presidente. La fondazione è stata voluta da don Merola per i ragazzi a rischio e in particolare per quelli che si sono allontanati dalla scuola. La frequentano in ottanta, tra i sei e i diciotto anni, altri quaranta sono nella sezione distaccata tra Pompei e Castellammare; nelle due sedi si tengono lezioni di recupero scolastico, laboratori musicali (batteria, piano, chitarra) e teatrali, corsi di informatica, danza, sport e di formazione e lavoro.
Il 23 marzo 2010 è nominato consulente a titolo gratuito della Commissione Parlamentare Antimafia. Per questo è stato definito “parroco anticamorra”, definizione che però egli non è solito attribuirsi. Dall’1 settembre 2010 il card. Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli, lo nomina parroco della chiesa di San Carlo Borromeo alle Brecce, in via Galileo Ferraris a Napoli e cappellano alla Stazione Centrale di Napoli.

Ha pubblicato un libro dal titolo “Il cancro sociale: la camorra”, in cui racconta la sua storia dalla vocazione al suo impegno sociale intervallata dalla storia di ragazzi che hanno lasciato il “sistema” per una vita nuova.
«Ho desiderato fortemente – ha dichiarato il sindaco, Luciano Marinucci – che don Luigi Merola potesse incontrare i nostri ragazzi, che spesso non sanno neppure cosa sia davvero la criminalità organizzata e in particolare la camorra, un sistema che è inserito nello stesso tessuto sociale della realtà campana. Incontri come questo, in cui si stabilisce un contatto umano con chi paga a caro prezzo la propria scelta di legalità, sono i fondamentali appuntamenti che i nostri ragazzi non possono perdere per educarli ad una cultura fatta di impegno civile e di responsabilità».