Salviamo l’Università dell’Aquila

Il futuro dell’università aquilana? Difficile oggi poterlo preventivare tuttavia non bisogna farsi prendere dal pessimismo lasciando che uno dei centri più importanti di formazione rischia di dissolversi o di perdere la propria importanza.

I problemi logistici per una pronta ripresa ci sono tutti a partire dai disagi per i numerosi studenti “pendolari” cui deve essere garantito subito il trasporto (preferibilmente in modo gratuito per questo periodo di “emergenza”).

Come intervenire allora?

Se da un lato il rettore dell’Università, Di Iorio, punta ad una riapertura immediata dei corsi, c’è chi come l’Unione degli Universitari che propone di installare una nuova sede per la casa degli studenti, distaccata dalla sede e quindi al momento potenzialmente più sicura.

Sarebbe un grave errore lasciare che gli studenti vengano integrati presso altre facoltà, l’Università è un patrimonio culturale troppo importante per essere esportato, soprattutto alla luce delle già gravi perdite che si sono registrate nel capoluogo.

Così interviene Santilli, come portavoce dell’Unione degli Universitari: “è indispensabile individuare tutte le strutture agibili nell’ambito del territorio cittadino per allocarvi le sedi delle facoltà dell’ateneo aquilano, evitando che le stesse vengano dislocate in luoghi diversi dalla città”.

Dunque a partire da quei studenti in procinto di laurearsi fino a tutti quelli che hanno la necessità di sostenere esami e seguire i corsi, occorre trovare adeguate soluzioni per non alimentare ulteriore sconforto nell’ambiente già fortemente colpito dal disastro provocato dal terremoto.