Rifiuti speciali negli ospedali, sequestri a L’Aquila e Sulmona

L’AQUILA – Il sequestro di ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi negli ospedali di L’Aquila e Sulmona e due indagati tra i responsabili della Olicar, la ditta che ha l’appalto della Asl provinciale di L’Aquila per manutenere gli impianti di aerazione e elettrici negli ospedali del territorio: e’ il bilancio di controlli sulla gestione dei rifiuti negli ospedali di L’Aquila e di Sulmona effettuati dai Carabinieri Forestali.

Coordinati dal comandante, Antonio Renato Rampini, il NIPAAF di L’Aquila e le Stazioni Carabinieri Forestale di Sulmona ed Avezzano agli ordini dei marescialli Silvano Corpetti e Donato Sperduto hanno condotto una operazione che segue quella dell’8 novembre scorso che gia’ aveva permesso di sequestrare all’interno di alcuni locali dell’ospedale di Avezzano decine di metri cubi di rifiuti speciali e pericolosi, oltre all’impianto di depurazione delle acque.

I Carabinieri hanno trovato negli ospedali di L’Aquila e Sulmona le stesse tipologie di rifiuti: centinaia di filtri smontati dagli impianti di filtraggio dell’aria e rifiuti pericolosi e speciali derivanti dalla manutenzione degli impianti elettrici, tra cui lampade al neon, rifiuti elettrici, batterie scariche. I rifiuti, secondo gli investigatori, anziche’ essere inviati alle regolari procedure di smaltimento venivano stoccati in alcuni locali all’interno degli ospedali configurando, affermano gli investigatori in una nota, “quantomeno una gestione illecita degli stessi e quindi la violazione del D. Lgs. 152/06”.

I responsabili delle tre unita’ operative per la ditta appaltatrice, a cui carico e’ stato eseguito il sequestro, non avrebbero saputo spiegare i motivi per i quali il materiale pericoloso anziche’ essere smaltito, come prevederebbe il contratto in essere con l’azienda sanitaria, fosse in quantita’ cosi’ ingenti depositato nei locali dove e’ stato rinvenuto. Intanto le indagini del NIPAAF, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Avezzano, si sono spostate in Piemonte dove la Olicar ha alcune sedi in cui potrebbero essere conservati documenti ritenuti importanti per tracciare il percorso dei rifiuti sequestrati.