Processo “Housework”: testimonianza del consulente della procura

Camillo De Stefanis  riferisce su beni e conti di D’Alfonso

PESCARA – E’ ripresa ieri mattina la penultima udienza , prima della pausa estiva,  del Processo “Housework”  sulle presunte tangenti  negli appalti pubblici al Comune di Pescara.

Hanno continuato  a sfilare i testimoni e  davanti al Presidente del collegio, Antonella Di Carlo, sono stati ascoltati due ex dipendenti del Comune di Pescara e il consulente nominato dal tribunale Camillo De Stefanis.

Il processo, che procede a ritmi serrati dal 14 aprile, vede imputate  ben 26 persone fra cui l’ex Sindaco Luciano D’Alfonso, il suo ex braccio destro Guido Dezio, e gli imprenditori Carlo e Alfonso Toto.


Nelle precedenti udienze  l’accusa e la difesa hanno ascoltato alcuni agenti della polizia postale e della squadra Mobile che hanno riferito delle indagini svolte, delle perquisizioni, dei viaggi e dei pagamenti dell’ex Sindaco.

Nell’udienza di ieri mattina il primo teste ad essere ascoltato è stato Giustino Patricelli che ha affermato:

sono stato dipendente del Comune dal ’79 al 2007 , quando ero al Comune mi occupavo della parte amministrativa della città, a riguardo della gestione degli eventi.

Quando si è insediato D’Alfonso, io ho conservato il mio posto, in alcune circostanze devo ammettere però non ero io ad occuparmi degli eventi.

Nel 2005  D’Alfonso mi fece una proposta valida e  mi chiese se ero disponibile ad entrare a far parte del suo staff nel reparto di retribuzione.

Il pm titolare dell’inchiesta Varone, incalza il teste con una serie di domande e parla anche di conteggi, di compensi non dovuti ; il teste risponde

non mi sono occupato di queste cose, perché non mi interessava, ho detto sì a quelle società pubbliche, non mi interessava il rapporto con il privato.

Il secondo testimone ad essere ascoltato dal giudice è stato l’ing. Carugno Pierluigi, che ha rivolto nel corso della sua deposizione delle accuse all’ex Sindaco D’Alfonso.

L’ing. Carugno, dirigente del Comune di Pescara, con contratto a tempo determinato dal Febbraio ’98 al giugno 2004 , ha riferito di essersi dimesso dal suo incarico a causa delle continue ingerenze ricevute “ da più soggetti”, fra cui l’allora sindaco D’Alfonso, in particolare per la vicenda riguardante l’ampliamento di chiosco di libri in pzza Salotto, da adibire a rivendita di salsicce, porchetta e mortadella.

Il momento più significativo dell’udienza è stato senza dubbio la deposizione del consulente  della procura ,Camillo De Stefanis , il quale ha ricostruito in oltre tre ore di interrogatorio tutti gli accertamenti bancari e patrimoniali dell’ex Sindaco e dei suoi familiari, dei viaggi che D’Alfonso avrebbe fatto insieme con i suoi familiari in particolare uno a Santiago de Compostela ed un altro a Malta, viaggi che si presuppongono non fossero istituzionali.

Poi, ha parlato anche della Villa di Lettomanoppello, che D’Alfonso avrebbe pagato sottocosto circa 320 mila €, oltre alla villa il consulente  ha citato anche la casa di Via Salita Zanni, pagata interamente con assegni; in modo particolare il consulente ha posto l’attenzione che dal periodo 2003 al 2007 non si registrano in alcuni mesi movimenti bancari.

Dopo aver esaminato attentamente tutto il quadro generale sull’ex Sindaco, Camillo De Stefanis, ha acquisito ed analizzato i dati contabili di alcune ditte tra cui: Aquila S.r.l., Di Properzio, l’impresa De Cesaris e Mariani – Ferragina.

Per la prossima udienza fissata a Lunedì prossimo alle ore 9,30 saranno ascoltati la signora Ivana D’Angelo e Nicola Baiocchi, mentre  il consulente è stato riammesso a comparire per il controesame della difesa degli imputati.