Premio Bonanni dedicato al terremoto dell’Aquila

Il premio letterario Internazionale “L’Aquila” Carispaq, intitolata a Laudomia Bonanni.  giunto quest’anno all’ottava edizione, sarà  dedicata interamente al terremoto dello scorso 6 aprile. Ad annunciarlo è stato il presidente della Carispaq nonché del Premio, Antonio Battaglia e la presidente della Provincia dell’Aquila e della giuria, Stefania Pezzopane, nel corso di una conferenza stampa.

Niente gara dunque quest’anno e cancellazione delle tre categorie su in cui  tradizionalmente si articola il Premio: la poesia edita, la sezione dei giovani poeti e quella riservata agli studenti degli istituti superiori della Provincia, La consueta competizione lascerà il posto ad un omaggio in versi che i vincitori delle passate edizioni hanno voluto rendere alla città, che ha dato i natali a Laudomia Bonanni.

Così ha commentato il Presidente Battaglia:

Un’idea che ci è stata suggerita da Anna Maria Giancarli, una delle componenti della giuria e che noi abbiamo accolto con molto favore, dal momento che ci è sembrata in sintonia con lo spirito di questo periodo.

La presidente Pezzopane ha aggiunto:

Nonostante tutte le difficoltà anche quest’anno non abbiamo voluto rinunciare ad un appuntamento atteso e ormai consolidato per la città. La gara non avrebbe avuto alcun senso, dunque abbiamo chiesto ai vincitori delle passate edizioni di scrivere dei versi per la città che hanno conosciuto in passato. Una città che li ha premiati e che è rimasta nei loro cuori.

Ci sarà invece, come di consueto, l’ospite d’onore, che per l’edizione speciale 2009 sarà il poeta greco Titos Patrikios, che sarà presente alla serata conclusiva del premio Bonanni, che quest’ano si svolgerà il 31 ottobre 2009 presso l’Auditorium Carispaq “Elio Sericchi” presso il centro Direzionale Strinella 88.

Nel corso della conferenza stampa la presidente Pezzopane ha voluto leggere alcuni versi di una poesia scritta dal poeta greco in onore della Grecia, dal titolo “Grecia, percossa sulla schiena”.

La presidente ha detto con commozione:

Se sostituiamo la parola Grecia con L’Aquila, ci sembrano dei versi scritti per la nostra città.

La serata del 31 ottobre sarà condotta, come di consueto, dal giornalista RAI Andrea Fusco e vedrà la partecipazione straordinaria della scrittrice ungherese Edith Bruck, che devolverà al premio Bonanni la somma di denaro vinta in occasione del premio Città di Bari, con il romanzo “Quanta stella c’è nel cielo”. Il contributo della scrittrice servirà a finanziare il prossimo anno i premi per la sezione dei giovani studenti. Per i non affezionati alla manifestazione è giusto ricordare chi era Laudomia Bonanni, la donna cioè cui il premio è dedicato.

Nata da una  famiglia di condizione modesta l’8 dicembre 1907, fu per lunghi anni maestra elementare nei villaggi della montagna abruzzese, faccia a faccia con la disperazione dei più poveri. Si  rivelò al mondo letterario nel 1948 vincendo da outsider, con il romanzo breve Il fosso e il racconto Il mostro, un concorso per inediti organizzato a Roma dal più importante circolo letterario della capitale, il salotto Bellonci.  Nel fosso si narrava la tragedia del sottoproletariato, da lei così bene conosciuta per diretta persona. Il romanzo stupì la critica al punto che una volta edito da Mondadori insieme ad altri due racconti, vinse nel 1950 anche lo storico Premio Bagutta, per la prima volta assegnato ad una donna. Il suo realismo, la sua piena coscienza dei drammi della vita, della disperazione delle classi povere, contrassegnò fino alla fine i suoi scritti. I due premi sopra citati non furono gli unici a lei attribuiti. Con Palma e sorelle (lunghi racconti, 1954) ebbe il Premio Soroptimist, per L’imputata (romanzo, 1960)  vinse il Premio Viareggio e con L’adultera (romanzo, 1964) il Premio Selezione Campiello.

La Bonanni condusse un’esistenza schiva che nonostante i suoi numerosi romanzi ed elzeviri pubblicati per molti giornali, contribuì forse a  cancellarne  il ricordo presso i contemporanei.  Morì a Roma quasi dimenticata il 21 febbraio del 2002. Nel 2003 uscì postumo il romanzo La rappresaglia, morte di una partigiana catturata al nono mese di gravidanza e fucilata subito dopo il parto. Anche in quest’ultimo romanzo si può notare il realismo e la consapevolezza sulla crudeltà e crudezza della vita che la Bonanni conobbe e raccontò per tutta la vita.