Ponte del mare tra polemiche e collaudi

Mentre il sindaco illustra i collaudi che verranno effettuati in procura arrivano gli esposti

PESCARA- Stamattina, 5 novembre alle ore 9 è fissata l’ora d’inizio delle operazioni di collaudo statico delle parti in metallo del Ponte del Mare, come aveva spiegato il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, ieri al termine di una riunione tecnico-operativa :

giovedì 5 novembre, alle 9 in punto, con l’ausilio della Polizia municipale, 54 furgoncini di 35 quintali l’uno cominceranno a salire, gradualmente, sull’asse ciclo-pedonale per verificarne, in modo definitivo, la tenuta. La procedura proseguirà per l’intera giornata e, se i risultati saranno positivi, dovrebbe concludersi nel primo pomeriggio di venerdì. A quel punto potremo confermare la data dell’inaugurazione dell’infrastruttura già annunciata per il prossimo 7 dicembre, con l’intitolazione del Ponte ad un grande personaggio della storia.

Nel corso dell’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti dell’impresa Mospeca, capofila dell’Ati che ha realizzato l’opera, il Direttore generale del Comune Stefano Ilari, il Dirigente dell’area tecnica Antonio Biase e il Presidente della Fondazione PescarAbruzzo Nicola Mattoscio il quale ha ribadito alla Mospeca la  promessa di versare subito dopo il collaudo, come da contratto l’ultima tranche di finanziamenti ancora in sospeso, pari a circa 1 milione di euro, mentre il Direttore Ilari ha ricevuto al proprio fax copia del bonifico di pagamento pari a 240mila euro effettuato lo scorso 29 ottobre dall’impresa Toto, uno dei cinque sovvenzionatori che ha contribuito alla realizzazione del Ponte. Resta dunque in sospeso solo l’ultimo mecenate il quale deve versare la metà del finanziamento impegnato, ossia 120mila euro. Invece ammonta a 1milione 80mila euro le riserve avanzate dalla Mospeca per presunti ritardi registrati nella fase d’apertura del cantiere e per la consegna parziale della disponibilità delle aree da parte della passata amministrazione comunale, riserve che saranno tutte discusse in sede legale.

Tutte queste operazioni finanziarie da giorni hanno suscitato non pochi dubbi che rientrano in un’indagine complessa con migliaia di documenti sequestrati, perizie, intercettazioni sulla gestione della edilizia pubblica dell’ex direzione comunale presieduta da Luciano D’Alfonso e siccome non sono ancora stati chiariti tali dubbi, l’associazione Terra Nostra ha deciso di sollecitare la procura a dare risposte ferme e rassicuranti circa l’intera procedura.

La motivazione dell’esposto viene spiegata dal presidente dell’associazione Terra Nostra, Monaco :

In questi ultimi giorni ci sono sorti dubbi sui costi dell’opera, 6 milioni per un ponte Ciclopedonale. I dubbi trovano conferma nelle ultime richieste avanzate da parte dell’impresa esecutrice che non provvederà ai collaudi se prima non gli vengono erogati “presunti crediti” per costi derivanti dalla ritardata consegna delle aree da parte del Comune di Pescara. Tali cifre richieste superano il milione di euro. Ci è sembrato doveroso porre all’evidenza della magistratura tutte le dichiarazioni che in questi ultimi tre anni hanno “rassicurato” la cittadinanza sulla “gratuità” dell’opera. Oggi scopriamo che i benefattori sono ‘latitanti’; i dubbi verrebbero a chiunque e qualcuno di questi non sarebbe neanche in grado di far fronte all’impegno preso. Abbiamo inoltre fatto presente alla magistratura il tentativo della giunta D’Alfonso di accendere un conto corrente intestato all’ex-segretario generale del Comune di Pescara. Un conto dove far confluire i soldi delle donazioni senza farli transitare nei bilanci comunali. Non va inoltre dimenticato il “prelievo” da diecimila euro dalle casse comunali per le spese della “famigerata” cerimonia di inaugurazione/presentazione del Ponte avvenuta a maggio scorso, nè va dimenticata la “fantasmagorica” colletta istituita per sostenere tali spese.

Terra Nostra, in ultimo, fa richiesta di approfondire anche il ruolo e la pertinenza della Fondazione Pescarabruzzo presieduta dal professor Mattoscio che si è impegnato a versare in più trance la somma totale di 5 milioni di euro.

Si spera che la magistratura faccia subito chiarezza su tutta la questione e risolva al più presto le controversie legate all’edificazione del ponte che ancora prima di essere inaugurato ha provocato diverse polemiche invece di mostrarsi solo come un’utilità per i cittadini pescaresi.