Ponte del mare: l’assessore D’Ercole interviene sul caso

PESCARA – Il Ponte del mare, progettato con finalità sociali, urbanistiche ed architettoniche, doveva realizzare innanzitutto l’unione tra la gente delle due parti della città, separate dal fiume, oltre che essere un forte richiamo per i turisti. L’opera è indubbiamente suggestiva e certamente esprime un linguaggio architettonico innovativo, ma diversi sono gli interrogativi che si pongono i cittadini pescaresi. Infatti i comunicati stampa di questi ultimi giorni di rappresentanti dell’Amministrazione comunale e di quelli dell’opposizione, inerenti al Ponte del mare, stanno montando un vero caso su questa opera da poco riconsegnata alla città.

Alla luce di tutto ciò dovremmo chiamarlo “Ponte della Discordia” per la querelle in atto tra le due opposte fazioni politiche o “Ponte della Dimenticanza” se si scoprirà che in fase di progettazione non si è tenuto in debito conto che la manutenzione ordinaria delle idrovore, situate sotto l’asse ciclo-pedonale, è ostacolata da una parte della struttura del ponte. Forse si è pensato troppo all’aspetto estetico che a quello funzionale e sorgono dubbi se in fase di progettazione siano stati previsti costi di costruzione dell’opera ma non quelli di manutenzione, che ricadrebbero sul Comune e quindi sui contribuenti pescaresi.

L’Assessore ai lavori pubblici, Alfredo D’Ercole, in merito al problema ha detto:

Nelle prossime ore mi riservo di acquisire il Piano di Manutenzione del Ponte del Mare per verificare se il problema del carter fosse o meno stato previsto, con i relativi costi inerenti lo smontaggio e la reinstallazione della ‘gabbia’ in acciaio che avvolge la struttura. Il problema non è più se quel ponte sia bello o brutto, se piaccia o meno agli utenti, ma piuttosto se la passata amministrazione abbia valutato o meno i costi della manutenzione che, una volta realizzata l’opera, comunque dovevano essere sostenuti dalla città. Nei prossimi giorni valuteremo, in accordo con l’Aca, come dovremo procedere per garantire la gestione degli impianti di sollevamento sottostanti il Ponte; è chiaro che se quel carter è un errore, ereditato comunque dal governo precedente, dovrà essere smontato.

Purtroppo la verità è che su tale problematica i consiglieri comunali di centro-sinistra, ‘padri’ di quel Ponte, hanno innescato una sterile e strumentale guerra di campanile che non ha ragion d’essere. Nessun esponente dell’attuale maggioranza ha manifestato ‘avversione’ per quell’opera, nessuno ha sostenuto di voler smontare il Ponte del Mare, ma ci siamo limitati a denunciare un grave disagio segnalato dall’Aca nel corso della seduta della Commissione Lavori pubblici, un disagio causato dallo stesso Ponte e che ora dovremo risolvere celermente. Nelle prossime ore acquisirò il Piano di Manutenzione del Ponte che l’impresa deve aver redatto al momento del collaudo della struttura, anche per verificare tutti gli interventi inclusi e soprattutto se siano stati previsti i relativi costi.

Il sospetto sostanziale è che su Pescara negli ultimi anni ci si sia limitati a realizzare opere senza pensare alla loro successiva manutenzione che comporta degli oneri per la pubblica amministrazione. Oggi il dibattito non è più se il Ponte del Mare sia bello o brutto, se piaccia o meno, ma piuttosto se la passata amministrazione si sia o meno preoccupata dei costi di gestione, altrimenti è come comprare una Ferrari, ma poi non avere i soldi per metterci la benzina o riparare un guasto al motore. In ogni manuale, in riferimento alla costruzione di strutture, si parla del ‘ciclo’ dell’opera pubblica, che non va dalla consegna del cantiere alla fine dei lavori, ma piuttosto dalla realizzazione, alla sua gestione e rimozione.

La gestione di un’opera va dunque programmata insieme alla sua realizzazione, perché già in fase di progettazione è possibile prevedere quei correttivi che in futuro consentono a una pubblica amministrazione di abbattere i costi di manutenzione. Anche gli studenti sanno che tale procedura si chiama ‘analisi del valore’ che ora dovremo verificare se sia stata o meno contemplata nella fase di progettazione del Ponte. Ora accerteremo il Piano della manutenzione, eventualmente verificheremo anche il ‘libretto delle istruzioni’, ma è chiaro che se quella gabbia rappresenta un errore andrà smontata, operazione che non spetterà all’Aca.