Pescara, presentato l’atto di nascita originale di d’Annunzio

Pconsigliere Di Biase e Presidente De Camillis su d'Annunzio02ESCARA – Il  consigliere comunale Licio Di Biase, delegato al recupero e alla valorizzazione del patrimonio storico, nel corso della conferenza stampa convocata ieri  con il Presidente del Consiglio comunale Roberto De Camillis , ha mostrato  al pubblico i cimeli e i documenti su d’Annunzio conservati all’interno della Sala Aternum, tra cui l’atto di nascita originale di d’Annunzio stesso, rintracciato dallo stesso Di Biase circa tre anni fa tra gli archivi del Comune.Verrà distribuita in tutte le scuole della città la copia in anastatica che riproduce il numero unico del giornale ‘Gabriele d’Annunzio’ pubblicato in occasione delle celebrazioni promosse nel nostro Paese e a Pescara per il centenario dalla nascita del Vate, un omaggio che la Presidenza del Consiglio comunale ha voluto fare alla città partecipando agli eventi della ‘Settimana dannunziana’ predisposti dall’amministrazione comunale.

Ma soprattutto un omaggio con il quale viene sfatata in modo definitivo la voce secondo cui Pescara non avrebbe mai riservato la giusta attenzione nei confronti del nostro illustre concittadino. In realtà, sfogliando e cercando tra le carte, si scopre che proprio in occasione del centenario si organizzarono eventi e cerimonie solenni di ogni genere, sino alla manifestazione al Quirinale con il Presidente della Repubblica, a dimostrazione del riguardo che il capoluogo adriatico ha sempre avuto nei confronti di Gabriele d’Annunzio.

Ha detto De Camillis:

consigliere Di Biase e Presidente De Camillis su d'Annunzio01nella settimana corrente  l’amministrazione comunale ha acceso i riflettori in maniera prepotente sulla figura di d’Annunzio: a partire da oggi lasceremo esposto nella Sala Aternum l’atto di nascita originale del Vate che potrà essere visionato liberamente dai cittadini, un documento unico di assoluto rilievo. E poi nelle scuole della città consegneremo una copia in anastatica del numero Unico del giornale ‘Gabriele d’Annunzio’ dato alle stampe nel 1964, ossia l’anno seguente al centenario e che raccoglie tutte le iniziative, manifestazioni, i documenti stessi prodotti nell’anno del centenario, a cura del Comitato costituito in occasione delle celebrazioni e presieduto addirittura da Spataro. Il nostro obiettivo è quello di divulgare in ogni maniera la figura e l’opera del Vate che, come abbiamo sottolineato negli ultimi giorni, è di fatto il nostro brand.

Ha detto Di Biase:

quello che viene conservato nella Sala Aternum  è il Registro dello Stato Civile originale del 1863, Registro nel quale è riportato l’atto di nascita del piccolo Gabriele d’Annunzio e, in occasione del 150°, era doveroso esporlo al pubblico. Ma soprattutto quella odierna è l’occasione per distribuire la riproduzione originale di un ‘contenitore’, una sorta di rassegna stampa del 1863-1864, che ci dimostra con documenti e immagini la grande attenzione che ci fu nel nostro Paese nei confronti del Vate in occasione del centenario della nascita: pensiamo che addirittura l’11 marzo 1963 si svolse una manifestazione celebrativa al Quirinale con il Presidente della Repubblica. Per il 150° abbiamo voluto riproporre la copia in anastatica del giornale pubblicato, peraltro, alla fine dell’anno delle celebrazioni, nel marzo 1964, perché riassumesse le cose dette e gli eventi vissuti, un giornale da cui si evince quanto d’Annunzio fosse tenuto in alta considerazione. Fra l’altro ricordiamo che nel 1963 venne realizzato anche il Teatro d’Annunzio, teso proprio a ricordarne la figura; e ancora già nel 2002 l’amministrazione comunale fece installare una lapide al Vittoriale, lapide che abbiamo consegnato con l’allora vicesindaco Gianfranco D’Ascanio, a ricordare il legame tra Pescara e Gardone, un legame che oggi, grazie anche alla presenza di Giordano Bruno Guerri quale testimonial di Pescara, si è ulteriormente rafforzato. Sicuramente la lettura dei documenti ci conferma come, nel tempo, sia stata esagerata la presunta dimenticanza di Pescara nei confronti del Vate. Sicuramente dopo la fine del fascismo ci fu un periodo di difficoltà, ma non v’è dubbio che già negli anni ’60 l’attenzione per il poeta-soldato è esplosa nella sua pienezza se un antifascista come Spataro si fece promotore e presidente del Comitato per le celebrazioni del centenario della nascita.