Pescara,presentato il Codice Deontologico dipendenti comunali

presentazione del Codice Deontologico dei dipendenti comunaliPESCARA – Si è svolta ieri la conferenza stampa di presentazione del Codice Deontologico dei dipendenti comunali di Pescara.Presenti il sindaco  Luigi Albore Mascia, l’assessore al Personale Marcello Antonelli e  i rappresentanti sindacali che, nei mesi scorsi, hanno avuto modo di approfondire il documento e di condividerne scelte e finalità.Si tratta di  un vademecum sui diritti e doveri del dipendente pubblico, per disciplinare al meglio il rapporto con l’utenza interna e tra colleghi, e per avere chiare regole da seguire, come il dovere alla riservatezza di atti e documenti amministrativi, l’obbligo al rispetto della privacy, il divieto categorico di accettare regali o favori, e l’obbligo a denunciare presso le Autorità competenti qualunque anomalia riscontrata sul luogo di lavoro.

“La redazione del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici – ha ricordato il sindaco Albore Mascia – è un obbligo di legge, infatti è stato istituito con un Decreto del Presidente della Repubblica il 16 aprile 2013, un documento che va a sancire in maniera generale le buone prassi del dipendente pubblico, disciplinando obblighi, diritti e doveri. Quello stesso Decreto prevedeva poi che ogni Pubblica amministrazione definisse con una procedura aperta alla partecipazione, un proprio Codice di comportamento a integrazione e ulteriore specificazione di quello nazionale, adeguandolo, eventualmente, a esigenze particolari. L’amministrazione comunale di Pescara si è subito adeguata alla normativa e nei mesi scorsi il Responsabile della Prevenzione della Corruzione, ossia il Segretario generale Langiu, ha redatto il documento nel dettaglio per poi aprire, la fase della consultazione e della partecipazione pubblica, attraverso cui abbiamo coinvolto le Organizzazioni, anche sindacali, e le Associazioni più rappresentative di interessi collettivi in ordine alle funzioni di competenza della nostra amministrazione, nonché i dipendenti comunali, tutti chiamati a proporre eventuali osservazioni o proposte di modifica al Codice, proposte che dovevano pervenire entro lo scorso 20 dicembre, istituendo anche un indirizzo mail apposito, anticorruzione@comune.pescara.it. In realtà a quell’indirizzo sono arrivate poche osservazioni da singoli utenti, non dai sindacati, ed è arrivata anche una mail di apprezzamento da parte di un cittadino. A quel punto il documento è divenuto effettivo. Il Codice si sviluppa in 15 articoli, 8 pagine in tutto, e non vuole assolutamente essere uno strumento di censura, né punitivo, ma piuttosto mira a codificare il giusto comportamento dei dipendenti all’interno della pubblica amministrazione, mettendo a disposizione anche uno strumento di riferimento durante la propria attività professionale. Il Codice è valido dunque per tutti coloro che hanno un qualsiasi rapporto di lavoro con il Comune, dunque non solo per i dipendenti con contratto a tempo indeterminato, ma anche coloro che hanno contratti di lavoro flessibile, i titolari di contratti di collaborazione, o collaboratori di imprese fornitrici di beni e servizi in favore del Comune e anche tirocinanti o altri soggetti che hanno rapporti di natura formativa. I principi che si pongono alla base dei comportamenti dei collaboratori comunali sono, fra gli altri, lo spirito di servizio, ossia l’essere consapevoli di lavorare per soddisfare i bisogni della collettività; l’imparzialità; la legalità, ossia agire sempre in conformità alle leggi e ai regolamenti; autonomia, ovvero con assunzione di responsabilità; rispetto e fiducia; tutela della qualità della vita e responsabilità sociale nel costruire un rapporto di fiducia con i cittadini, contribuendo alla buona reputazione del Comune; proteggere la diversità culturale, assicurare solidarietà nei confronti delle persone più vulnerabili e garantire le pari opportunità. All’articolo 4 si disciplina la materia dei ‘regali’stabilendo – ha precisato il sindaco Albore Mascia – che ‘i regali ricevuti in violazione al Codice di comportamento sono consegnati immediatamente alla Direzione generale perché provveda alla loro restituzione o alla loro devoluzione ai fini istituzionali’; i collaboratori comunali possono accettare regali o altre utilità solo se di modico valore, ossia un valore non superiore ai 150 euro, e tale limite costituisce il tetto massimo consentito, per anno solare e per singolo collaboratore. Se nell’anno solare i regali o altre utilità, intese anche come partecipazione gratuita a convegni, eventi sportivi o manifestazioni, dovessero superare tale limite, il collaboratore comunale dovrà mettere a disposizione dell’amministrazione quanto eccedente, e comunque mai e poi mai i collaboratori comunali possono accettare omaggi o utilità sotto forma di denaro, indipendentemente dal valore, né possono accettare incarichi di collaborazione, anche non retribuita, da soggetti privati che abbiano avuto, nel biennio precedente, un interesse economico significativo in relazione ad attività della struttura. E il Comune deve assicurare i controlli sul rispetto di tale disposizione soprattutto nei confronti di coloro che hanno funzioni decisionali nell’erogazione di contributi o sussidi, rilascio di concessioni e autorizzazioni, reclutamento del personale e acquisizione di beni. Il Codice continua e prevede poi che il dipendente comunale dovrà comunicare al proprio dirigente la propria adesione o appartenenza ad associazioni od organizzazioni, esclusi partiti politici e sindacati, i cui ambiti di interesse possano interferire con lo svolgimento dell’attività della struttura di assegnazione; ovviamente è vietata ai collaboratori comunali l’appartenenza ad associazioni la cui formazione è proibita dall’articolo 18 della Costituzione, compresa l’adesione ad associazioni segrete. Ancora, proprio per garantire la massima trasparenza, il collaboratore comunale deve comunicare al dirigente i rapporti di collaborazione con soggetti privati per verificare l’eventuale esistenza di conflitti di interesse. E secondo il Codice, ciascun collaboratore è tenuto a segnalare al Dirigente cui è assegnato le eventuali situazioni di illecito penale, amministrativo, contabile o disciplinare compiute all’interno dell’amministrazione e di cui sia venuto a conoscenza, fermi restando i suoi obblighi di denuncia all’Autorità giudiziaria. Ancora, nel Codice, vengono codificati i principi cui deve attenersi il dipendente, esercitando i propri compiti con indipendenza di giudizio, contribuendo all’attività del Comune in modo propositivo e perseguendo il benessere della collettività, evitando e contrastando condotte moleste, anche di tipo sessuale, discriminatorie od offensive. Inoltre devono assicurare di non fornire informazioni in merito ad attività istruttorie, ispettive o di indagini in corso e a non divulgare i contenuti dei provvedimenti prima che siano stati ufficialmente deliberati dagli Organi competenti. Previste anche le norme sull’uso degli strumenti e dei beni messi a disposizione dal Comune, ovvero ogni dipendente ha l’obbligo di utilizzare beni come internet, linee telefoniche, o posta elettronica nel rispetto del principio di riservatezza, per le specifiche finalità della propria attività; non può utilizzare quei canali per inviare messaggi ingiuriosi, diffamatori o minatori o comunque dal contenuto censurabile, non può collegarsi a siti censurabili,  e può utilizzare tali beni per motivi non attinenti al proprio lavoro solo in casi di urgenza e comunque non in modo ripetuto. Codificato anche il rapporto con il pubblico, nel quale il dipendente deve sempre garantire informazioni chiare, a supporto della cittadinanza, rendendosi riconoscibile all’utente e dando comunicazioni semplici e comprensibili a tutti. Ovviamente nel Codice sono riportate anche norme chiare per i dirigenti, chiamati a tutelare i propri collaboratori, garantendo equità e imparzialità di trattamento e di assegnazione dei carichi di lavoro, coinvolgendoli nella pianificazione dell’attività lavorativa. Infine è stato istituito un indirizzo di posta elettronica istituzionale dell’Ufficio Procedimenti disciplinari, cui cittadini, utenti e dipendenti potranno inviare segnalazioni circa una potenziale condotta contraria ai principi e alle disposizioni del Codice, ossia upd@comune.pescara.it, utilizzando un apposito modulo che sarà disponibile sul sito istituzionale del Comune. Lo strumento è stato, come dicevo, sottoposto al vaglio e all’approvazione dei sindacati”.