Pescara, mare inquinato: basta denunce ci vogliono soluzioni

E’ quanto sostiene  Fiorilli di  Pescara – Mi piace alla luce divieto-balneazionedelle dichiarazioni sui divieti di balneazione del primo cittadino e del  vicesindaco

PESCARA –  L’avvocato Berardino Fiorilli, promotore dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ ritiene  sconcertanti le dichiarazioni del primo cittadino di Pescara, Alessandrini e del suo vicesindaco Del Vecchio che ogni giorno denunciano l’inquinamento del fiume, senza muovere un dito per la soluzione del problema. Se il fiume è inquinato sarebbe opportuno  cominciare ad investire le risorse Por-Fas ricevute per il disinquinamento del Pescara. Ma soprattutto bisognerebbe adottare  misure necessarie per capire perché la problematica si è aggravata in maniera drammatica dal 6 aprile 2015, giorno del cedimento della condotta fognaria di via Raiale.

“Sono mesi che il sindaco Alessandrini e il suo vice Del Vecchio ripetono la stessa filastrocca: il fiume è inquinato, il mare è inquinato, colpa degli scarichi abusivi, colpa della diga foranea, colpa del destino, colpa della sfortuna – ha sottolineato l’avvocato Fiorilli -.

Sono mesi che sentiamo parole, parole, parole, e non abbiamo visto un solo atto concreto: si annunciano le opere di disinquinamento del fiume, e poi il cantiere non l’abbiamo mai visto; si annuncia lo sfondamento della diga foranea e le opere non possono partire; si annuncia la chiusura degli scarichi abusivi e gli scarichi restano aperti, anzi ne spuntano di nuovi.

Nel frattempo il mare continua a versare in condizioni drammatiche e il vicesindaco Del Vecchio candidamente comunica che la stagione estiva e turistica si aprirà con i divieti di balneazione su tre quarti della riviera nord, ossia nel tratto di litorale che dalla Madonnina arriva sino all’altezza di via Mazzini; bisognerà sperare che tre prelievi consecutivi dell’Arta vadano bene per poter togliere quei divieti, e nel frattempo anche l’estate 2016 sarà sfumata.

In altre parole oggi il vicesindaco Del Vecchio ha inferto il colpo finale al turismo e all’economia che deriva dalle nostre spiagge, che inevitabilmente vedranno un crollo nelle prenotazioni di ombrelloni e palme. La verità è che dopo 21 mesi il sindaco Alessandrini e il vicesindaco Del Vecchio hanno messo a nudo tutta la propria incapacità di individuare soluzioni e strumenti, e l’unica via di fuga che conoscono è lo scaricabarile, attribuendo la colpa a ‘chi c’era prima di noi’.

Ma la realtà è ben diversa: le condizioni del fiume sono note da anni – ha detto l’avvocato Fiorilli -, ma è altrettanto vero che dal 2009 al 2014 non abbiamo mai registrato valori tanto elevati di inquinamento da escherichiacoli nel nostro mare, tanto da imporre restrizioni così pesanti alla stagione balneare, e lo certificano le analisi condotte dalla stessa Arta. È evidente che qualcosa è cambiato negli ultimi 21 mesi, e, in particolare, dal 6 aprile 2015, quando il crollo della condotta di via Raiale ha fatto precipitare la situazione ed è da lì che devono partire, evidentemente, le azioni per ripristinare la situazione di balneabilità del litorale.

Basta parlare di ‘disinquinamento del fiume’, basta convocare al capezzale del fiume sindaci, presidenti e tecnici per produrre il gigantismo delle carte: oggi il sindaco Alessandrini dispone di risorse importanti, come i 2 milioni di euro di fondi regionali-Por-Fas che ha destinato alla ristrutturazione del teatro Michetti, di cui 1milione inizialmente dirottato su un inutile pontile del mare. Allora blocchi le progettazioni superflue in atto e cominci a investire quelle risorse, concretamente, nel disinquinamento del tratto pescarese del fiume. Investa risorse per il completamento del DK15, con la linea di via del Circuito e della golena sud-via Andrea Doria-via Bardet; si precipiti al Ministero delle Infrastrutture per ottenere fondi per salvare la stagione balneare di Pescara.

In caso contrario, se dopo 21 mesi ha ormai preso coscienza della propria inadeguatezza nel rivestire la carica di sindaco, rassegni le proprie dimissioni. Invece, dopo l’annuncio odierno di non balneabilità della nostra costa in apertura della stagione balneare, per gli operatori del mare si apre la strada per l’adozione di una class action a tutela di migliaia di posti di lavoro”.

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