Pescara, “La matita” di Daniele Cavicchia

la matitaDomani la presentazione presso il museo Vittoria Colonna

 PESCARA – Venerdì 24 ottobre,alle  ore 17.30, presso la sala convegni del museo Vittoria Colonna in Via Gramsci,a  Pescara, si terrà la presentazione del libro “La matita” di Daniele Cavicchia (Edizioni Noubs).Partecipano: FRANCO FARIAS (relatore), ASSUNTA DEZIO e LUIGI CIAVARELLI (attori), MARCO FELICIONI (flauto, intermezzo musicale).

IL LIBRO Pensieri, incontri, facce, schegge, luoghi, paesaggi, vissuti, occasioni, fantasie di biografia propria e altrui. Gli ”abitanti” dei racconti di Daniele Cavicchia si muovono come automi impazziti dentro il proprio ristretto spazio di sapienza, coscienza, scienza.
La sapienza si affida a una matita ben affilata che aspetta solo il fiat benedetto per mettersi in moto, come un salto prodigioso da cui sembra esclusa ogni possibilità di controllo. La coscienza è l’identità polverizzata dal flusso di esperienze e ricordi, la luce che si rifrange su un diamante in più direzioni, lo specchio che restituisce di sé un’immagine contraddittoria come un puzzle, troppo difficile, impossibile da ricomporre. La scienza è quella che non sa distinguere un meteorite da uno scricchiolìo qualunque perché in ogni caso «la realtà potrebbe essere tanto vicina da sbatterci contro». (dall’introduzione di Renato Minore)

L’AUTORE Daniele Cavicchia è nato a Montesilvano, dove risiede. Fra le sue pubblicazioni di poesia ricordiamo: Il manichino ( 1993); I dialoghi del paziente ( 1998) ; Il custode distratto ( 2002); La malinconia delle balene (presentazione di Mario Luzi); Dal libro di Micol ( 2008); La signora dell’acqua (2011) . Ha collaborato a Il Messaggero e a L’informatore librario e diretto due riviste. E’ segretario organizzatore del premio di saggistica ” Città delle rose “- già Premio Città di Montesilvano, e ha curato il premio Ovidio e il festival ” Moto perpetuo” di Pescocostanzo. Sue poesie sono tradotte in ebraico, giapponese, inglese, russo, tedesco e ungherese. La Matita è la sua opera prima in prosa.