Pescara, furti e rapine ad anziani: sgominata l’organizzazione

Arrestate 14 persone; disposto il sequestro di due gioiellerie dove veniva riciclata la refurtiva

PESCARA – Dall’alba di questa mattina i poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Pescara e Chieti, con la collaborazione del Reparto Prevenzione Crimine “Abruzzo”, stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari, dr. Gianluca Sarandrea, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica dr.ssa Barbara Del Bono, titolare dell’inchiesta.  Impiegati comunali, dipendenti dell’Enel, assistenti sociali, amici di famiglia e addirittura medici. Erano queste le mentite spoglie sotto le quali un’organizzazione criminale, formata da zingari residenti tra Pescara e Chieti, usava presentarsi, con fare rassicurante e confidenziale, presso le abitazioni di persone sole ed in età avanzata, che venivano poi immancabilmente derubate dei risparmi di una vita. Con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti e rapine in abitazione ai danni di persone anziane, sono finiti in carcere 12 nomadi abruzzesi del clan Spinelli-Bevilacqua, già noti alle forze dell’ordine. Ai domiciliari, invece, sono finiti 2 ricettatori, padre e figlio, che ricompravano i preziosi razziati dalla banda per rivenderli tramite le loro due gioiellerie ,una nel pieno centro di Pescara e l’altra a Chieti , ora sottoposte a sequestro preventivo. Questi ultimi devono rispondere, oltre che della partecipazione all’associazione per delinquere, del gravissimo reato previsto dall’articolo 648 ter del Codice Penale che punisce, con una pena che va un minimo di quattro anni ad un massimo di dodici, chi impiega nelle proprie attività economiche beni di provenienza illecita. Su questo specifico aspetto dell’indagine ha collaborato la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Chieti, che ha fatto luce su una serie di finte compravendite di oro usato che i Massaro avevano imbastito per camuffare i loro illeciti.

I criminali, che colpivano in formazioni di volta in volta diverse secondo un copione ben congegnato e rodato da anni di consumata esperienza criminale, solevano partire da Pescara, per raggiungere le abitazioni delle loro prede.  Per rendere ancora più credibile la “sceneggiata”, specie le donne si presentavano alle vittime in abiti per così dire “civili”, evitando accuratamente di indossare capi di abbigliamento e accessori che potessero in qualche modo tradire la loro origine “zingaresca”.  Sono ben tredici i casi scoperti nel corso delle indagini, compreso un episodio in cui, di fronte alla reazione di due anziani coniugi che avevano scoperto l’inganno, quattro degli arrestati hanno agito in maniera violenta per impedire alle due vittime di chiamare le forze dell’ordine e per guadagnare la via di fuga, meritandosi così la più grave accusa di tentata rapina.  Un numero di episodi ragguardevole, considerato che le indagini hanno interessato un arco temporale relativamente circoscritto.  Chieti, Teramo, Frosinone e Rieti. Queste, oltre a quella pescarese, le province colpite dalle scorrerie degli insaziabili ladri, che hanno fruttato ragguardevoli cifre all’associazione criminale, considerato il valore dell’oro e dei monili trafugati e del contante sottratto.  Ulteriori particolari nel corso della conferenza stampa che si terrà in Questura alle ore 11.00 presso la sala conferenze del Reparto Prevenzione Crimine.