Pescara,ex Omni: in autunno la gara d’appalto per la riqualificazione

PESCARA – Il Presidente della Commissione consiliare Politiche sociali Salvatore Di Pino al termine della riunione convocata  ieri per esaminare il progetto per la riqualificazione della Palazzina ex Omni in via del Circuito, ex sede della Polizia municipale di Pescara e ora destinata a ospitare gli Uffici delle Politiche sociali del Comune,ha detto che tale progetto è ormai pronto . Le planimetrie dovrebbero approdare all’esame della giunta entro aprile, per poi consentire la redazione del progetto esecutivo ed entro maggio la gara d’appalto. Per l’autunno prossimo l’Amministrazione comunale conta di affidare l’intervento, in parte finanziato con l’accensione di un mutuo, in parte con la disponibilità in bilancio di un vecchio finanziamento, e da quel momento occorrerà un anno di lavori per dare vita alla nuova struttura.

Ha ricordato Di Pino:

la vicenda travagliata dell’ex Omni nasce da lontano : la vecchia palazzina è stata utilizzata per anni come sede della Polizia municipale, poi trasferita nel 2006 a pochi metri di distanza, in un’ala della scuola media Michetti, proprio per consentire i lavori di ristrutturazione del vecchio fabbricato di via del Circuito. Anziché ridestinarlo ai vigili urbani, la passata amministrazione ha deciso di trasferirvi in blocco l’intero Settore delle Politiche sociali, affidando la redazione del progetto di adeguamento e riqualificazione: l’edificio ex Omni, peraltro, non risulta sottoposto ad alcun vincolo della Sovrintendenza, ma di fatto i tecnici hanno comunque richiesto il relativo parere. Come hanno riferito stamane i progettisti, l’intero edificio risultava avere diversi problemi strutturali, tanto che un intero livello era utilizzato dalla Polizia municipale, ma era puntellato, mentre un altro livello non era impiegato perché non aveva un’altezza utile. Il progetto è andato in appalto per una somma complessiva pari a 1milione 365mila euro, diviso in due lotti, il primo riguardava le opere edili, il secondo gli arredi. I lavori sono cominciati il 10 ottobre 2006, ma l’impresa che si è aggiudicata l’intervento, dopo aver effettuato 350mila euro di opere inerenti le strutture portanti, con l’adeguamento alle norme antisismiche, si è bloccata, congelando il cantiere, e l’amministrazione, dopo un tira e molla burocratico tra lettere e diffide, è andata avanti con la rescissione del contratto in danno. Dunque quel cantiere è fermo da sei lunghi anni, un edificio a due passi dal centro circondato da una gabbia di ferro, costituita dalle impalcature. Nel frattempo il progetto è stato ripreso e si è deciso di procedere con il riaccorpamento dei due lotti, ossia comprendendo opere murarie e arredi fissi e mobili, imponendo però il rifacimento complessivo del progetto stesso e una inevitabile dilatazione della tempistica. Ora dovremmo essere in dirittura d’arrivo: oggi i tecnici hanno annunciato di aver completato la redazione del progetto definitivo che entro aprile prossimo potrà essere approvato dalla giunta. Quindi si passerà al progetto esecutivo per dare il via libera alla gara d’appalto che potrebbe concludersi in autunno, con la consegna dei lavori che dovrebbero concludersi entro un anno, dunque entro il 2013, ferme restando le previsioni del Piano triennale delle opere pubbliche. Nelle planimetrie è stata prevista la separazione della parte relativa all’utenza e quella riservata ai dipendenti, nonché una biblioteca di settore all’ultimo piano, l’installazione di un ascensore dentro una scala di vetro nel vano scala per garantire l’accessibilità anche ai portatori di disabilità e 400 metri quadrati di autogestione energetica sul terrazzo.