Pescara, approvata delibera Regolamento Gestione dei beni immobili

PESCARA – Ieri in Cosiglio Comunale a Pescara è stata approvata con 23 voti a favore e 1 solo astenuto la delibera sul nuovo Regolamento per la gestione dei beni immobili del Comune, delibera che nel corso della settimana è stata ulteriormente approfondita grazie al lavoro di mediazione condotto dal Presidente della Commissione Politiche sociali Salvatore Di Pino, con piccole modifiche per ristabilire ordine nelle procedure di assegnazione di locali, garage, e manufatti in genere, fissando criteri validi per tutti. Tale regolamento permetterà anche di mettere a reddito tutte le strutture commercialmente appetibili sul mercato, concedendo invece riduzioni alle associazioni Onlus, mentre al Consiglio comunale spetterà il potere di decidere l’elenco degli immobili disponibili ogni anno, ossia quelli potenzialmente alienabili, scegliendo anche il settore sociale da ‘privilegiare’ di anno in anno.

L’assessore al Patrimonio Eugenio Seccia in riferimento a tale seduta del Consiglio comunale, ha detto:

l’amministrazione comunale di Pescara ritiene tale delibera una sorta di ‘anno zero’ , un’operazione che ci permetterà di ripristinare ordine in un settore privo di disciplina, dove sin dal nostro insediamento abbiamo registrato una quasi totale assenza di criteri generali validi per tutti per decidere le assegnazioni. Dinanzi alla ‘giungla’, tre anni fa abbiamo revocato un bando iniziale pubblicato per mettere a disposizione alcune strutture esistenti sul territorio, per redigere due documenti prioritari, ossia il primo Censimento del patrimonio immobiliare, presentato circa due anni fa, che finalmente ci ha consentito di disporre di un quadro esatto circa gli immobili disponibili e indisponibili. Poi siamo partiti con la redazione del Regolamento che d’ora in avanti disciplinerà l’assegnazione di ogni metro quadrato di proprietà comunale, anche al fine di una razionalizzazione delle risorse. Le strutture sono state classificate come beni del demanio comunale, destinati a soddisfare prevalenti interessi della collettività e, considerati fuori commercio, possono essere dati in uso a soggetti diversi dal Comune proprietario; poi ci sono i beni del patrimonio indisponibile, ossia destinati ai fini istituzionali del Comune; infine i beni del patrimonio disponibile che possono essere dati a terzi tramite concessione o locazione. Innanzitutto sarà compito del Comune redigere ogni anno, per massimizzare la redditività dei beni costituenti il proprio patrimonio, il Piano delle valorizzazioni immobiliari da allegare al bilancio di previsione indicando per ciascuno di essi la localizzazione, la destinazione d’uso, il suo valore, il canone di locazione o concessione. I canoni da corrispondere al Comune vengono determinati sulla base del valore immobiliare del bene da concedere in uso, e i parametri di redditività del locale vengono commisurati alla destinazione d’uso prevista.

Come stabilito nel Regolamento, i locali a uso commerciale o per attività a scopo di lucro potranno essere assegnati solo mediante gara pubblica, previa emanazione di un bando che indichi i requisiti necessari dei concorrenti.

“Le associazioni con sede e operanti a Pescara che richiedono la concessione di locali per attività non a scopi di lucro – ha proseguito l’assessore Seccia – per avere diritto a partecipare ai bandi comunali dovranno essere iscritte all’Albo comunale delle forme Associative; entro il 30 novembre di ogni anno, come previsto nello Statuto, sarà il Consiglio comunale a stabilire con un atto di indirizzo i settori di attività verso i quali indirizzare prioritariamente la concessione degli immobili comunali e l’eventuale abbattimento dell’importo massimo del canone. In altre parole, il Consiglio stabilirà anno per anno la tipologia di attività che intende ‘privilegiare’, alla quale intende dare priorità ai fini dell’assegnazione degli immobili eventualmente disponibili, stabilendo anche la riduzione del canone secondo percentuali anch’esse già fissate nel Regolamento, e che sono state leggermente riviste in sede di approfondimento della delibera in seno alla Commissione presieduta da Salvatore Di Pino. La percentuale verrà calcolata sulla base del grado di rilevanza sociale dell’attività svolta”. Entro il 31 dicembre di ogni anno il Servizio Patrimonio del Comune redigerà l’elenco dei beni potenzialmente utilizzabili riportando l’ubicazione, la descrizione del bene, lo stato di manutenzione e il canone di concessione o locazione “e ovviamente anche le Circoscrizioni avranno la facoltà di proporre alla giunta e alle Commissioni consiliari l’assegnazione di eventuali spazi esistenti nel proprio quartiere per le associazioni che operano nella circoscrizione stessa esplicando attività di particolare rilevanza sociale – ha proseguito l’assessore Seccia -. Una volta approvato l’elenco dei beni utilizzabili, entro 30 giorni dall’adozione del provvedimento da parte della giunta comunale, l’Ufficio Patrimonio dovrà predisporre e pubblicare il relativo avviso, e ovviamente i candidati all’assegnazione dovranno indicare nelle proprie domande l’immobile per il quale si intende partecipare al bando.

La fase istruttoria di assegnazione è curata da una Commissione tecnica di valutazione, nominata con provvedimento della giunta e composta dal Dirigente al Patrimonio e quattro membri individuati dai dirigenti di settore; tale Organismo dovrà portare a termine la fase istruttoria entro 60 giorni dalla scadenza dei termini previsti sull’avviso pubblico per la presentazione delle domande e l’assegnazione verrà varata direttamente dalla giunta. Tra i requisiti richiesti per l’assegnazione di locali ad Organismi senza fini di lucro sono richiesti la valenza sociale degli scopi perseguiti, finalità dell’attività in linea con i programmi e gli obiettivi dell’amministrazione comunale, la destinazione totale degli utili a scopi istituzionale, e infine la comprovata capacità di aggregazione svolta dall’Associazione, verificabile sulla base del numero di iscritti. Per le concessioni i contratti avranno durata di quattro anni; le locazioni avranno durata di sei anni e nei contratti verranno espressamente indicati i fini per i quali l’immobile viene concesso. Ovviamente l’amministrazione può revocare in qualsiasi momento, con preavviso di almeno tre mesi, la concessione amministrativa qualora intervengano necessità di carattere pubblico o bisogni prevalenti dell’amministrazione, o qualora vengano violate le norme contrattuali. Oggi la delibera è stata definitivamente approvata con 23 voti a favore e un astenuto.