Pescara, via Alento: Campus dell’Accoglienza della Caritas

PESCARA – La Commissione Gestione del Territorio ha esaminato e approvato, ieri, il progetto del nuovo  ‘Campus dell’Accoglienza’ della Caritas che verrà realizzato a Pescara, in via Alento. La struttura, che sarà costituita da quattro corpi di fabbrica per ospitare dormitorio, area mensa e servizi servirà a dare ospitalità ed una qualità di vita migliore ai senzatetto della città. Il progetto approderà all’esame del Consiglio comunale il prossimo 18 marzo, come variante al Piano regolatore generale. Subito dopo il via libera dell’aula, gli uffici potranno procedere con il rilascio dei permessi a costruire con un vincolo di vent’anni sui fabbricati.

L’assessore all’Urbanistica Marcello Antonelli e il Presidente della Commissione consiliare Gestione del Territorio Gianni Santilli dopo l’approvazione del progetto del Campus dell’Accoglienza hanno detto:

Si tratta di un importante passo in avanti teso a dotare la città di una struttura fondamentale, capace di dare ospitalità a quei nostri fratelli che non hanno casa, famiglia, lavoro, costretti a vivere per strada, troppo spesso sulle panchine delle nostre piazze, una struttura che Pescara ha atteso per anni e che mai il passato governo di centro-sinistra è stato in grado di costruire al di là delle tante chiacchiere fatte negli ultimi sei anni.

La nuova struttura sorgerà in via Alento, su una superficie di proprietà della Fondazione PescarAbruzzo e messa a disposizione della Caritas, dove insistono già due costruzioni destinate ad attività artigianale come previsto nel Piano regolatore. La Commissione Gestione del Territorio stamane ha approvato ovviamente il cambio di destinazione d’uso dei fabbricati che andranno a ospitare strutture per i senza fissa dimora.

Il progetto, nello specifico prevede la realizzazione e individuazione di quattro edifici: il fabbricato A1, l’attuale capannone, sarà destinato a mensa. La struttura verrà completamente demolita e ricostruita, mantenendo invariata la sagoma di massimo ingombro con la modifica della distribuzione interna degli spazi e la creazione anche di un magazzino al primo livello; il secondo fabbricato, denominato A2, ospiterà i locali tecnici: il fabbricato esistente verrà ristrutturato con l’eliminazione della tettoia in struttura metallica esistente e la realizzazione di un terrazzo dove verranno sistemate le macchine per gli impianti di riscaldamento e condizionamento. L’edificio B sarà adibito a dormitorio e servizi, con una diversa distribuzione degli spazi interni e l’installazione di un ascensore per il superamento delle barriere architettoniche; infine l’edificio C, anch’esso destinato a dormitorio, che prevede l’installazione ex novo di un manufatto in legno.

Hanno aggiunto Santilli e Antonelli :

L’intero complesso edilizio  sarà trasformato in una comunità-alloggio per persone che versano in condizioni di grave disagio, una struttura che non mira solo a dare un tetto notturno a chi non ha casa, ma piuttosto a realizzare un vero centro di accoglienza, anche diurna, per dare piena assistenza ai clochard, ipotizzando anche un percorso di recupero e reinserimento sociale nei casi in cui sarà possibile. Sull’immobile abbiamo ovviamente previsto un vincolo di almeno vent’anni sull’utilizzo della struttura quale ‘campus dell’accoglienza’. A questo punto attendiamo solo il passaggio in aula e l’approvazione del Consiglio per consentire il rilascio della concessione edilizia richiesta dalla Caritas, che potrà così aprire il cantiere.