Pescara, veni, vidi, vici

È la richiesta che ogni singolo spettatore dell’Adriatico (15.000 stasera) fa alla squadra biancazzurra, attesa stasera da una sfida verità contro il Padova.

PESCARA – Il Pescara prova a ripartire nella gara più difficile. L’imperativo è cancellare la sconfitta di Livorno, sconfitta che ha messo in evidenza come il Pescara abbia bisogno di giocare sempre al massimo per portare a casa il risultato. Zeman ci ha messo anche del suo con alcune scelte di formazioni che si sono rivelate penalizzanti.

BROSCO – La prima di queste è stata quella di lasciare in panchina Romagnoli per dar spazio a Brosco. Spiace sparare su Brosco, perchè è giovane e certamente, giocare nelle squadre del boemo per un difensore, è il lavoro peggiore del mondo, perchè la figuraccia è sempre dietro l’angolo. Purtroppo però, l’ex giocatore della Triestina, non ha ancora dimostrato di aver assimilato i movimenti che il tecnico vuole da lui, continuando a sbagliare a ripetizione e costringendo, il suo compagno di reparto al doppio lavoro, cioè cercare di rimediare ai suoi errori, stando attento a non commetterne di propri.

VERRATTI – L’altro giocatore che ad oggi si integrato meno alla manovra del Pescara è Verratti. L’ottima partita giocata con la nazionale Under20 in settimana, contrapposta alla prestazione di Livorno ha messo in evidenza un fatto inconfutabile: Verratti manca ancora di personalità. Finora il talentino abruzzese si è espresso ad alti livelli solo con i pari età, mentre, nel momento di fare il salto i qualità contro i “grandi” ha sempre fallito. La partita del “Picchi” è stata la “summa” di tutto ciò che non va nel gioco del numero 10.

Rispetto al gioco di Zeman infatti appare ancora un pò troppo lento ed impacciato, spesso troppo innamorato del pallone: in questo momento Verratti è un giocatore che il Pescara non può permettersi in squadra. Con Zeman l’azione deve scorrere veloce, il giocatore deve usare tocchi di prima, facendo scorrere subito la palla da una parte all’altra del campo, invece proprio Verratti, che ha le caratteristiche per questo tipo di gioco e dovrebbe fare la differenza, finisce spesso per giocare per gli avversari, consegnando loro palla ogni volta che ce l’ha tra i piedi. Contro il Padova Verratti non giocherà a causa degli impegni con la nazionale. Il numero 10 dovrebbe essere sostituito da Togni, che non è un fulmine di guerra, ma è più congeniale alla manovra in questo momento.

DUE SQUADRA IN CERCA DI UN PRONTO RILANCIO – I biancoscudati sono l’avversario peggiore che si potesse incontrare in questo momento del campionato. Spesso si dice che affrontare avversari forti subito dopo una sconfitta è il modo migliore per ripartire perchè una vittoria di prestigio aiuta l’autostima. Ma che succede se l’avversario in questione è a sua volta reduce da risultati poco convincenti e deve a sua volta vincere per scacciare la crisi?

Succede che la partita rischia di essere una battaglia campale tra due squadre in cerca di rilancio. E il Padova ha certamente più frecce al suo arco. Avere alternative del calibro di Ruopolo e Milanetto, capaci di risolvere la gara, partendo dalla panchina, è un lusso che nessuna squadra di serie B può permettersi. Pescara-Padova sarà anche la partita tra un giovane talento che rischia di fare una carriera folgorante e un giocatore, non più giovanissimo, che è esploso solo l’anno scorso e vuole recuperare il tempo perduto. Parliamo di Insigne e Cutolo, che saranno i protagonisti indiscussi della sfida. Una loro giocata deciderà probabilmente la sfida dell’Adriatico.

DUE DIFFERENTI 4-3-3 … – Nel complesso sarà una gara tra due convezioni diverse del 4-3-3, come diversi sono i due allenatori. Se il Pescara cerca lo spettacolo sempre e comunque, andando al massimo per novanta minuti, rifiutando di amministrare il risultato, il Padova è più cinico, capace di rallentare il gioco addormentando la partita, per poi sfruttare la giocata di uno dei suoi singoli per portare a casa i tre punti.

Il vero problema del Padova è sulla fascia destra. La partenza di Crespo per Bologna, ha lasciato un vuoto che non si è riuscito a colmare. Il suo posto è infatti stato preso da Donati, ex giocatore della Primavera dell’Inter, ma il ragazzo fin qui non ha convinto, commettendo parecchi errori in fase difensiva e non assicurando la spinta che era solito dare lo spagnolo. Contro il Pescara, Donati mancherà a causa degli impegni con la nazionale e il suo posto dovrebbe essere preso da Osuji, un centrocampista. Sarà quindi sulla fascia di competenza di Balzano e Cascione che il Pescara dovrà cercare di sfondare.

Il Padova è senza dubbio l’avversario più forte incontrato fin qui dal Pescara. La sfida dell’Adriatico dirà dunque se i biancazzurri possono aspirare alla promozione. Occorrerà quindi fare una partita perfetta. I 15.000 spettatori che accoreranno in massa allo stadio Adriatico meritano di vedere una partita che anzitutto sia giocata con il coltello tra i denti. Se il Pescara lo farà, il risultato verrà di conseguenza, perchè questa squadra, quando gioca come sa, può mettere sotto chiunque.

[Le foto di Pescara Padova della scorsa stagione a cura di Massimo Mucciante per gentile concessione]