Pescara, restituite le deleghe all’assessore Serraiocco

PESCARA – Il  sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, nel corso della conferenza stampa convocata  ieri,  ha ufficializzato  il reintegro in giunta  dell’assessore Vincenzo Serraiocco, dopo gli ultimi esiti dell’inchiesta giudiziaria che lo ha visto coinvolto circa tre settimane fa. Presenti anche lo stesso Serraiocco, il capogruppo dell’Udc Vincenzo Dogali, e gli avvocati Vincenzo Di Noi, consigliere comunale Udc, e Gianni Arienzo che hanno assistito Serraiocco. L’assessore  dunque  è tornato nel pieno delle proprie funzioni e della propria carica, riassumendo le deleghe che lo scorso 24 settembre, responsabilmente, in seguito al ricevimento di un avviso di garanzia per vicende comunque estranee alla sua attività amministrativa, aveva restituito nelle mani del sindaco , autosospendendosi dalla carica e dalla relativa indennità in attesa di chiarire la propria posizione. La Magistratura ha effettuato le proprie indagini e verifiche, che hanno permesso al Pubblico Ministero di emanare una richiesta di archiviazione dell’inchiesta.


Ha ripercorso il sindaco:

come ricorderete , lo scorso 24 settembre l’assessore Serraiocco, in carico all’Udc, è stato destinatario di un avviso di garanzia da parte della Procura della Repubblica con il quale si ipotizzavano reati, tra cui la truffa aggravata, che però avevano comunque una natura privatistica. In realtà l’avviso di garanzia, per sua stessa natura, è un atto di tutela nei confronti dell’indagato che viene informato sul fatto che la sua attività è sotto la lente d’ingrandimento, anche se è un atto che sicuramente non fa piacere ricevere. Tuttavia, il 24 settembre Serraiocco ha ricevuto l’atto che ha scatenato uno strepitus mediatico, con un’enfasi roboante data alla notizia, tanto che qualcuno ha anche tentato di collegare la vicenda con l’attività stessa dell’amministrazione comunale. Serraiocco, al quale sono legato oltre che da ragioni amministrative, anche da un forte rapporto umano, è stato messo nel tritacarne mediatico, ed è stato destinatario anche di un provvedimento di sospensione di natura cautelativa da parte della Segreteria del suo partito. A quel punto, dopo alcune riunioni con me, abbiamo concordato cosa fare anche con il suo capogruppo e il suo partito, l’Udc, e oggi rivendico la libertà dell’iniziativa che ho assunto di non rimuovere l’assessore Serraiocco, non prestando attenzione alle spinte giustizialiste, ma ho deciso di attendere gli esiti dell’attività di indagine, optando per una strada irrituale per le dinamiche, ossia l’autosospensione che con grande senso di responsabilità l’assessore Serraiocco mi ha comunicato in una lettera inviata lo stesso 24 settembre, restituendomi la titolarità delle deleghe, e con un altrettanto atto di grande responsabilità nei confronti dei cittadini pescaresi, Serraiocco ha inviato una seconda nota al segretario e al Settore Finanziario, rinunciando alle proprie indennità, un atto che in passato, a fronte di vicende giudiziarie ben più gravi, molti non hanno mai adottato. Dunque dal 24 settembre scorso l’assessore Serraiocco non ha più partecipato alle riunioni di giunta, non ha occupato il suo ufficio e non ha partecipato a indennità e retribuzioni. Oggi – ha proseguito il sindaco Albore Mascia – è però di dominio pubblico che l’assessore Serraiocco ha avuto una comunicazione, di cui l’avvocato Arienzo ha avuto notizia formale, ossia che il Pubblico Ministero, che aveva sottoscritto l’avviso di garanzia, ha condotto i propri approfondimenti e oggi ha formalizzato la richiesta di archiviazione della vicenda Serraiocco. Dunque da oggi sono venute meno le esigenze che avevano spinto Serraiocco a fare un passo indietro e l’assessore ha riassunto la pienezza delle sue funzioni con le deleghe che erano in capo alla sua persona e con la possibilità di partecipare di nuovo alle sedute di giunta. Nei giorni scorsi avevo ricevuto la richiesta della sua revoca da assessore, una richiesta che ho valutato ma era chiaro che quella specifica istanza verteva sulla condizione di sospensione di Serraiocco per la vicenda politica. Ora è chiaro che la questione politica è separata da quella amministrativa, se l’Udc ritenesse di dover sottoporre alla mia attenzione un avvicendamento in giunta non è tema sul Tavolo odierno; oggi, per me, dal punto di vista tecnico-procedurale e amministrativo, Serraiocco è nella pienezza delle sue funzioni, ricordando che già all’atto dell’insediamento avevo voluto verificare che la posizione penale di tutti i miei assessori, a partire dalla mia, fosse immacolata. Ora rivedremo tutte le scelte future con l’Udc che per un anno e oltre si è riconosciuto nell’operato dell’assessore Serraiocco, e sono soprattutto felice dal punto di vista umano.

Ha aggiunto Dogali:

la  comunicazione inerente la richiesta di archiviazione della vicenda giudiziaria  ha sicuramente tranquillizzato gli animi del partito e Roma ci ha comunicato che, non appena avremo ricevuto il fax sulla revoca della sospensione dal partito stesso, Serraiocco potrà riprendere la sua attività. Serraiocco resta in carico all’Udc, ed è rappresentante della giunta nominato dal sindaco su indicazione dell’Udc. Altra cosa potrà essere rappresentata dal fatto che l’Udc possa chiedere al sindaco un Tavolo politico, ma è argomento di altra natura. Il Partito ha comunicato la revoca della sospensione di Serraiocco e noi ci siamo adeguati perché la stessa sospensione è partita da Roma.

Ha aggiunto Serraiocco, che ovviamente non percepirà alcun arretrato per gli stipendi passati:

oggi  è come una rinascita. Sul piano personale, in merito all’inchiesta, ho detto sin dal primo giorno di avere massima fiducia nella Magistratura e oggi la ribadisco, oltre al rispetto del lavoro condotto nell’inchiesta. Poi il mio partito: la sera in cui abbiamo deciso di chiedere la mia sospensione, ho riscontrato la massima comprensione da parte del mio gruppo e io stesso non ho avuto alcuna esitazione ad accogliere tale richiesta. Il reintegro odierno è testimone dell’onestà del mio gruppo, del mio partito e soprattutto del sindaco che ha sempre creduto in ciò che sino a qualche giorno fa potevo garantirgli solo verbalmente. Poi voglio sottolineare la vicinanza dei miei colleghi di giunta con telefonate quotidiane che mi hanno aiutato ad andare avanti. Oggi penso che in questa vicenda ci sia stata solo una mancanza del partito regionale perché siamo commissariati da troppo tempo, e spero che questa storia personale spinga il partito ad affrettare i tempi per la convocazione di un congresso regionale. Sono un uomo di partito, e sono un leale uomo di fiducia del sindaco.