Pescara, prorogata l’ordinanza anti-prostituzione

Il sindaco Albore Mascia ha firmato ieri la proroga  del provvedimento sino al 28 febbraio prossimo

PESCARA – Il  sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia  ha firmato ieri  la proroga dell’ordinanza antiprostituzione sino al 28 febbraio prossimo.Il provvedimento è finalizzato  a scoraggiare il fenomeno del meretricio in alcune zone specifiche e a rischio della città, come la riviera nord e sud, via della Bonifica, via Michelangelo, via Ferrari o via Nazionale Adriatica nord. In tali zone resta rigorosamente vietato, già dalle 17 e sino alle 7 del mattino successivo, rallentare, marciare in auto a passo d’uomo o fermarsi a bordo del proprio veicolo dinanzi a una peripatetica lungo la strada, correndo il rischio di provocare disagi nella viabilità. Vietato a chiunque assumere atteggiamenti e modalità comportamentali, o ancora indossare abbigliamento, suscettibili di offendere la pubblica decenza nonché tali da manifestare inequivocabilmente l’intendimento di offrire prestazioni sessuali a pagamento. Coloro che saranno sorpresi a violare tale dispositivo verranno sanzionati con multe sino a 500 euro e le stesse prostitute, dopo una serie di sanzioni non pagate, rischiano l’espulsione o il foglio di via obbligatorio, com’è già accaduto nei mesi scorsi.

Ha ripercorso il sindaco:

nell’estate 2008  è stata emanata la legge 125 che ha attribuito ai sindaci, quali Ufficiali di Governo, alcune funzioni in tema di ordine e sicurezza pubblica, ossia il ‘Pacchetto sicurezza’, che ha dato il via libera all’assunzione di provvedimenti che, in tutto il paese, hanno fatto rumore, suscitato scalpore, scatenando dibattiti e talvolta polemiche per il sapore anche un po’ eccessivo di quei provvedimenti bollati come esercizio dei ‘super-poteri’. A fermare alcuni eccessi è però intervenuta la sentenza numero 115 del 7 aprile 2011, che ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 54 del Tuel, ed ha introdotto una modifica apparentemente innocua e che invece ha una conseguenza chiara nei poteri dei sindaci, ovvero la Corte Costituzionale ha stabilito che i sindaci ‘possono adottare con atto motivato provvedimenti che devono essere necessariamente contingibili e urgenti’, ovvero devono essere determinati da un lato dall’impossibilità di differire l’intervento a un’altra data, proprio per la previsione di un danno incombente, e dall’altro lato dall’impossibilità di intervenire con altri strumenti offerti dalla legislazione, fermo restando che comunque quegli stessi provvedimenti assunti non potevano bypassare, prevaricare o contraddire le norme legislative vigenti. Il pronunciamento della Corte Costituzionale ci ha imposto la revisione delle precedenti ordinanze ‘anti-prostituzione’. A quel punto i nostri uffici – ha proseguito il sindaco Albore Mascia – hanno ripreso a studiare la materia con il prezioso contributo della Questura e abbiamo di fatto confezionato una nuova ordinanza tesa a scoraggiare il fenomeno della prostituzione sul territorio individuando le criticità; nel nuovo provvedimento abbiamo innanzitutto sottolineato che ‘il fenomeno della prostituzione su strada inficia gravemente il libero utilizzo degli spazi pubblici, rendendo difficoltosa la fruizione e il libero accesso agli stessi, creando problemi alla circolazione stradale sui tratti viari interessati, per i comportamenti imprudenti di coloro che, alla guida dei propri mezzi, sono alla ricerca di prestazioni a pagamento, ovvero possono essere distratti per la presenza di persone dedite al meretricio’. E ‘con l’approssimarsi delle festività natalizie e dell’inizio del nuovo anno l’esigenza di garantire la sicurezza della popolazione e il decoro della città è maggiormente sentita a causa del concomitante verificarsi di varie situazioni, come l’aumento della popolazione dovuto ai maggiori flussi per ragioni di carattere commerciale, lo svolgimento di manifestazioni musicali e di intrattenimento nelle aree centrali e periferiche di Pescara, la maggiore frequentazione del centro storico e del centro cittadino, soprattutto nelle ore pomeridiane e notturne, o svolgimento delle celebrazioni religiose in vista delle prossime festività, circostanze che dunque giustificano l’assunzione di provvedimenti contingibili e urgenti da parte dell’amministrazione’. Evidentemente il provvedimento assunto è limitato nel tempo, al fine di tamponare una criticità specifica. Per tale ragione nell’ordinanza abbiamo confermato, dalle 17 alle 7, per i conducenti che percorrono tratti di strada in prossimità di abitazioni, spazi e luoghi pubblici o aperti al pubblico, in cui stazionino soggetti dediti all’offerta di prestazioni sessuali a pagamento, il divieto di ‘fermarsi e/o chiedere informazioni allo scopo di contattare soggetti dediti all’attività del meretricio, contrattare prestazioni, salire o lasciar scendere gli stessi soggetti dal veicolo che si conduce. Inoltre è vietato procedere a passo d’uomo, eseguire brusche frenate o rallentare improvvisamente, effettuare qualsiasi manovra repentina di accostamento o fermata, dovendo invece regolare la conduzione del veicolo e la velocità in considerazione dell’ora notturna al fine di evitare ogni pericolo per la sicurezza delle persone e ogni disordine nella circolazione’. Tale divieto riguarda quattro aree specifiche della città: ossia l’area compresa tra il lungomare Cristoforo Colombo, lungomare Papa Giovanni XXIII, viale Pepe, strada della Bonifica, viale della Pineta, via Luisa D’Annunzio e viale Primo Vere, a sud; l’area compresa tra via Michelangelo, corso Vittorio Emanuele, via Teramo e via Ferrari; poi l’area compresa tra via Leopoldo Muzii, viale Bovio, piazza Martiri Pennesi, corso Vittorio Emanuele e via Michelangelo; infine l’area compresa tra via Cavour, viale della Riviera, via Nazionale Adriatica nord sino al confine con il comune di Montesilvano. Nell’ordinanza però – ha ancora aggiunto il sindaco Albore Mascia – non abbiamo inteso imporre divieti solo a chi viaggia in auto, ma anche a chi esercita l’attività del meretricio. Nello specifico, nelle vie segnalate dalla Questura, è stato imposto ‘il divieto a chiunque di assumere atteggiamenti e modalità comportamentali, ossia indossare abbigliamento, suscettibili di offendere la pubblica decenza nonché tali da manifestare inequivocabilmente l’intendimento di offrire prestazioni sessuali a pagamento’. Dunque non vietiamo la prostituzione, cosa impossibile dal nostro ordinamento, ma vietiamo l’utilizzo di abiti o l’assunzione di atteggiamenti che possono offendere la pubblica decenza. Coloro che saranno sorpresi a violare tale ordinanza, dunque sia chi è alla guida di mezzi e non osserva un comportamento idoneo, sia chi indossa abiti inequivocabili che offendono la decenza, verranno puniti con la sanzione sino a 500 euro. Vero è che già in passato le prostitute multate in realtà non hanno pagato le sanzioni, ma multare le prostitute è oggi utile perché la stessa normativa prevede dopo la terza, quarta, quinta sanzione insoluta, la possibilità per le Forze dell’Ordine di procedere con l’espulsione del soggetto extracomunitario sanzionato, o l’emissione del foglio di via obbligatorio per i soggetti comunitari, dunque la nostra ordinanza è un ulteriore strumento a disposizione delle nostre Forze dell’Ordine per fermare il fenomeno. L’ordinanza resterà in vigore sino al 28 febbraio 2013, ed è ovviamente già esecutiva.