Pescara-Padova: chi è il più forte?

I biancoscudati hanno costruito una corazzata, ma sono in crisi, i biancazzurri hanno dalla loro un gioco brillante, ma anche qualche amnesia di troppo.

PESCARA –  Pescara-Padova è una partita che va al di là dell’alta classifica. Si sfidano infatti due rose, due progetti e due allenatori che non potrebbero essere più diversi. Il Pescara è una squadra giovane che ha come scopo quello di vincere divertendo ed è guidata da un tecnico che è una vera e propria icona del calcio italiano. Il Padova, al contrario ha una rosa esperta, piena di giocatori che hanno combattuto mille battaglie, ha come obiettivo dichiarato la promozione e in panchina è guidato da un allenatore emergente che, però, ha dimostrato già tutto il suo valore.

Vedendo il cammino delle ultime partite, gli abruzzesi paiono i favoriti. I biancazzurri infatti, in casa hanno un ruolino di marcia di sei partite vinte su sei e sono l’unica squadra di serie B ad essere sempre andata a segno in questo torneo.  I veneti, invece, non vivono un buon momento. Domenica, hanno interrotto una serie vincente  di sei successi di fila in casa, pareggiando con la Juve Stabia e in trasferta sono reduci da tre ko di fila contro Albinoleffe, Varese e Crotone.

SCOPRIAMO L’AVVERSARIO … – Dal Canto non riesce ancora a trovare il bandolo della matassa in una squadra che, per organico, è senza alcun dubbio la migliore della cadetteria. Ad ogni partita, infatti, il tecnico veneto ha quattro ballottaggi, da risolvere, tre a centrocampo e uno in avanti.

Quello che fa maggiormente discutere i tifosi biancorossi è la sfida tra Italiano e Milanetto. Il capitano biancoscudato è l’idolo incontrastato della tifoseria, l’anima e l’uomo simbolo della squadra.  Per trasferirsi al Padova, due anni fa, rifiutò il Torino, convinto dal progetto del patròn Cestaro e i tifosi lo hanno accolto subito come uno di loro. Anche Milanetto ha rifiutato un trasferimento già annunciato quest’anno, al Lugano, club svizzero militante in serie B. Qui il caso è diverso. L’ex centrocampista del Genoa è stato costretto a lasciare i liguri quest’estate, perché era entrato nel mirino dei tifosi, dopo un violento scontro avuto con gli stessi nell’ultimo derby della Lanterna.

Il Lugano, club di proprietà di Preziosi, sarebbe stato una cella dorata, invece l’ex capitano del Modena, ha scelto di scendere in serie B, andando a giocarsi il posto con Italiano. Per uno che, negli ultimi cinque anni, ha sfidato, tra gli altri, Tiago Motta e Miguel Veloso per un posto al sole, quella di Padova rappresenta un’ulteriore sfida per la sua carriera. Gli altri due ballottaggi a centrocampo sono tra Marcolini e Bovo e Osuji e Cuffa.

L’ex centrocampista del Chievo, scaricato dagli scaligeri quest’estate, è diventato subito fondamentale per i biancoscudati grazie alla sua sapienza tattica. Rispetto a Bovo, “il rosso” ha maggior capacità di leggere l’azione, rallentando o aumentando i ritmi di gioco a seconda della situazione di gioco. Anche Osuji e Cuffa hanno caratteristiche diverse. Il nigeriano è più difensivo, mentre l’argentino ha più le caratteristiche dell’assaltatore d’area ed è devastante quando si inserisce sia sui calci da fermo che nelle azioni manovrate.

In avanti, invece c’è la sfida tra Cacia e Ruopolo. Dal Canto ha provato a far giocare insieme i due, sfruttando il grande spirito di sacrificio dell’ex atalantino, ma l’esperimento è fallito, perché i due si pestavano i piedi in avanti. Così l’allenatore, in attesa che Succi guarisca dall’infortunio, trasformando il ballottaggio a due, in una sfida a tre, sceglie di volta in volta l’uomo che giocherà al centro dell’attacco. Ultimamente questo ballottaggio è vinto da Cacia, più opportunista e gelido sotto porta rispetto a Ruopolo, che, dal canto suo, è più bravo a difendere il pallone, facendo salire la squadra e rendendo il Padova più compatto.

In mezzo a tutti questi ballottaggi, l’unico intoccabile per Dal Canto è Aniello Cutolo. L’ex centrocampista del Crotone, ha sostituito El Shaarawi nel cuore della tifoseria veneta. Le sue giocate infiammano la piazza e danno al Padova quell’imprevedibilità lì davanti, che lo rende letale. Cutolo, 14 gol l’anno scorso in Calabria, ha avuto fin qui meno fortuna di quanto le sue doti tecniche gli permettessero, a causa di un carattere non facile. Negli ultimi due anni però è molto maturato. É devastante con le sue accelerazioni ed è capace di inventarsi gol straordinari (senza andare molto al di là nel tempo, basta vedere la rete con cui ha steso il Livorno, martedì scorso).

PUNTO DI SVOLTA – Il Padova quindi è senza dubbio l’avversario più forte della cadetteria, superiore, per valori tecnici, anche a Torino e Sampdoria. Battere i biancoscudati, vorrebbe quindi dire, passare un esame fondamentale per la crescita della squadra. Lo stadio Adriatico evoca bellissimi ricordi a Dal Canto. Fu infatti proprio col Pescara che iniziò la sua carriera d’allenatore, nel marzo di quest’anno. La vittoria dei biancoscudati contro il Pescara, dette il via alla grande cavalcata dei veneti fino alla finale playoff persa contro il Novara e permise al suo tecnico di guadagnarsi la riconferma. Rispetto all’anno scorso però sia il Pescara che il Padova sono molto cambiati. Questa sfida dirà molto sulle reali ambizioni di entrambi.

Battere i biancoscudati, vorrebbe dire, per i biancazzurri, passare un esame fondamentale per la crescita della squadra e avanzare prepotentemente la propria candidatura nell’Olimpo di coloro che puntano alla serie A.

[Foto della partita della scorsa stagione di Massimo Mucciante per gentile concessione]