Pescara: liberalizzazione licenze pubblici esercizi

La relativa delibera dovrebbe essere approvata domani, 3 giugno in Consiglio comunale.

PESCARA – L’assessore al Commercio del Comune di Pescara Stefano Cardelli, in vista della seduta di Consiglio già riconvocata per giovedì 3 giugno alle 11.30, ha ricordato che  in tale riunione sarà approvata  una delibera che la città attende da mesi, e che consentirà di incrementare la possibilità d’impresa sul nostro territorio.

Con un rinvio di quarantotto ore infatti il Consiglio comunale potrà varare la liberalizzazione del rilascio delle licenze dei pubblici esercizi sul territorio del capoluogo adriatico, una liberalizzazione che non sarà selvaggia.Infatti  saranno fissati dei  paletti per consentire a un aspirante esercente di aprire una nuova attività, come l’adeguamento dei locali alle necessità di insonorizzazione o l’impegno alla raccolta differenziata. Tali  criteri  saranno individuati  nel ‘Piano per l’insediamento e l’attività dei pubblici esercizi’ che verrà subito redatto dagli Uffici comunali.

Ha ripercorso l’assessore Cardelli :

nella giornata di lunedì  sono stati affrontati e respinti gli emendamenti presentati dal capogruppo della Lista Teodoro Massimiliano Pignoli, un lungo esame che si è concluso a mezzanotte e mezza. A quel punto si è deciso di sospendere la seduta per quell’accordo raggiunto con le forze d’opposizione che sembrerebbero favorevoli a votare lo strumento, condivisibile nell’interesse della città seppur nel rispetto della differenza dei ruoli tra maggioranza e opposizione. La delibera tornerà in aula per il voto finale giovedì alle 11.30, sbloccando un settore fermo dal luglio 2007.

Sono infatti già decine i cittadini che negli ultimi giorni si stanno recando presso l’Urp per avere informazioni sulle procedure da adottare per avviare un bar, un ristorante, un pubblico esercizio e che finalmente su Pescara potranno farlo senza la necessità di dover acquistare una licenza, ma semplicemente tramite una comunicazione con cui però dovranno dimostrare di essere in possesso di determinati requisiti, alcuni obbligatori, altri facoltativi, ma comunque necessari e che per il Comune rappresenteranno la garanzia per l’insediamento solo di iniziative di standard elevato.

Ha puntualizzato l’assessore Cardelli :

tra i criteri obbligatori, oltre a quelli igienico-sanitari ci saranno la dotazione di telecamere e impianti di videosorveglianza all’esterno e all’interno dei locali, e il possesso di tutte le attrezzature necessarie per effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti. Non solo: i requisiti qualitativi richiesti prevedono invece la disponibilità di un parcheggio personale o la prossimità di un’area di sosta; la presenza di personale di accoglienza alla clientela e di addetti al controllo fuori dalle attività, ossia lo steward; la cura del decoro e dell’immagine esterna della struttura, la dichiarazione di impegno ad aderire a programmi specifici per l’uso del trasporto pubblico o taxi; l’uso di attrezzature a risparmio energetico o utilizzo di sistemi ecocompatibili, come pannelli solari, impianti fotovoltaici o impianti a pavimento; dotazione di servizi igienici superiori alla norma; disponibilità di spazi destinati all’intrattenimento dei bambini e del rilevatore alcolometrico gratis per i clienti; la presenza di menù in almeno due lingue straniere e con almeno due vini doc regionali; la presenza di un’area wireless free; l’esistenza di un sito internet del locale; la conoscenza di almeno una lingua straniera da parte del richiedente; l’adesione alle iniziative e ai circuiti regionali, provinciali e comunali di promozione dei prodotti tipici locali a fini turistici. Giovedì la delibera tornerà in Consiglio per il varo definitivo, quindi sarà operativa.