Pescara Jazz: inizio per palati fini, conclusione con Jamal e Rolli

PESCARA – Decisamente meglio delle previsioni questo inizio di Festival, ricordiamo nato quest’anno tra le tante difficoltà ma che sta offrendo la qualità che da sempre ne contraddistinguono l’evento.

Nella serata inaugurale si sono esibiti due celebrità del Jazz Internazionale: Chick Corea e Roy Haynes.

Due concerti che hanno infiammato il numeroso pubblico presente al Teatro D’Annunzio (con molta difficoltà si potevano vedere dei posti liberi) hanno accompagnato la calda serata pescarese per più di tre ore regalando un grande spettacolo e un inedito molto apprezzato come chiusura finale.

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------ il pianista statunitense Chick Corea ------

DOLCEMENTE CHICK – Il pianista e tastierista statunitense (vecchia e gradita conoscenza del festival) si è fatto apprezzare per il suo inconfondibile stile attraverso  le sue note raffinate percorrendo una mini storia con il pianoforte passando dai maestri più amati a pagine classiche fino alle sue composizioni personali fatte di estro ed improvvisazione. Particolarmente suggestivi i giochi sulla tastiera e sulle corde che hanno regalato musicalità originali tenendo attento il pubblico per tutta la sua performance.

ROY HAYNES: IL BATTERISTA EVERGREEN – 84 anni  e uno swing corposo e fluente, il batterista statunitense ha dato una lezione di longevità e “disinvoltura scenica”.

Il suo ritmo trascinante ma non invasivo in un perfetto mix di stile ed inventiva, è stato il protagonista della seconda parte della serata. Con lui Danilo Perez al pianoforte e John Patitucci al basso hanno potuto quindi dare sfogo ai loro virtuosismi che hanno in più riprese trascinato il pubblico presente.

UNA JAM SESSION MOLTO AMATA – Non poteva esserci finale così apprezzato quanto inatteso. Dopo i due corposi concerti (che la dicono tutta sulla professionalità e l’affetto che legano gli artisti alla manifestazione) arriva lo spettacolo nello spettacolo quando Roy Haynes fa accomodare Chick Corea sul palcoscenico al posto di Danilo Perez e poi quando i due pianisti suonano a quattro mani esaltando la musicalità del pianoforte. Ricordiamo che proprio l’84enne batterista del Massachussetts è stato uno degli artefici del lancio definitivo alle fine degli anni ’60 di Corea.

DA BENSON AL GRAN FINALE – Appuntamento serale con il concerto di George Benson (guarda l’articolo) mentre domenica 19 luglio, alle 21.15, l’ultima serata di Pescara Jazz 2009 propone due concerti estremamente diversi tra loro: saranno il quartetto di Ahmad Jamal e la Rolli’s Tones Orchestra guidata da Maurizio Rolli ad esibirsi sul palco del Teatro D’Annunzio.

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--- il pianista statunitense Ahmad Jamal ---

Ahmad Jamal si presenta a Pescara con una formazione particolare: al canonico piano trio, formato da pianoforte, contrabbasso e batteria, si aggiungono le percussioni suonate da Manolo Badrena. Gli arrangiamenti e le improvvisazioni si arricchiranno di una grande possibilità espressiva. Come già George Benson, anche Ahmad Jamal, nonostante le sue collaborazioni e la sua lunghissima carriera, si esibisce quest’anno per la prima volta al festival di Pescara.

Jamal è il classico esempio di musicista amato dai musicisti. Figura carismatica, poco esposto al grande pubblico, Jamal rivela da sempre un tocco sopraffino e una assoluta lucidità nel trovare soluzioni ardite sul pianoforte. Miles Davis amava Jamal in modo sviscerato, come riporta nella sua autobiografia, (“Ho sempre pensato che Ahmad Jamal fosse un grandissimo pianista che non ha mai avuto il riconoscimento che gli spettava.”). Lo stile di Jamal unisce leggerezza e improvvisazioni fulminanti per mantenere sempre l’attenzione sulla dimensione narrativa e, spesso, drammatica della musica.

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- bassista abruzzese M. Rolli -

Come di consueto, la chiusura del festival è affidata a un organico orchestrale. Maurizio Rolli presenta il suo nuovo lavoro Rolli’s Tones: una carrellata di successi e inni del rock rivisitati per l’organico della jazz big band. Jimi Hendrix i Rush e gli Aerosmith, i Beatles, i Police e Ozzy Osbourne: melodia, ritmi più incalzanti, virtuosismi, costruzioni ardite si intrecciano nel repertorio scelto dal bassista, in un percorso davvero enciclopedico nella storia del rock.

Una formazione ampia e composta principalmente da musicisti abruzzesi valorizza le individualità presenti sul territorio e offre loro una vetrina di altissimo prestigio, come quella del Pescara Jazz Festival. La presenza di due ospiti di grande livello internazionale come il sassofonista Bob Mintzer e il batterista Peter Erskine completa arricchisce ulteriormente il programma della trentasettesima edizione del festival.