Pescara , il Pd su Attiva e Comune

I Consiglieri del PD Camillo D’Angelo e Enzo Del Vecchio in un comunicato attribuiscono ad Attiva  una crisi di liquidità e   sostengono che  il Comune di Pescara si avvia verso  una sicura bancarotta

PESCARA – Riceviamo e pubblichiamo una nota dei Consiglieri del PD Camillo D’Angelo e Enzo Del Vecchio relativa alle somme dovute dal Comune di Pescara alla Attiva e in cui si sostiene   la tesi di una crisi di liquidità per tale  società e della mancanza di copertura finanziaria da parte dell’amministrazione comunale.Recita così il comunicato:

In data 28.09.2010 la Società ATTIVA presentava a all’amministrazione comunale il budget finanziario per l’anno 2011 pari ad €. 17.116.851,30. L’aumento del canone fino a tale cifra avrebbe consentito alla Società di procedere agli estendimenti della raccolta differenziata, agli investimenti per il rinnovo del parco macchine e a migliorare la pulizia della città soprattutto nelle zone periferiche.
Nel corso di numerosi incontri tra i rappresentanti di ATTIVA e dell’Amministrazione comunale, quest’ultima comunicava che le risorse finanziarie dell’Ente non consentivano un incremento del canone. Pertanto la Società avrebbe dovuto garantire gli stessi servizi erogati nel corso del 2010 per un ammontare complessivo riconosciuto per tale anno di €. 14.235.000,00
Nella predisposizione del bilancio di previsione per il 2011 l’Amministrazione comunale inserisce nello strumento contabile, approvato definitivamente dal Consiglio comunale con la deliberazione del 21.04.2011, una risorsa finanziaria per il servizio raccolta rifiuti svolta da ATTIVA S.p.a. per un importo di €. 11.200.000,00.

Questa situazione fu denunciata dai sottoscritti già in sede di discussione del bilancio di previsione 2011 che ritenevano l’atto non veritiero e non trasparente negli impegni assunti con la Società.
L’Amministrazione rispose impegnandosi a coprire durante il corso dell’anno le somme mancanti mentre la Società doveva continuare, come ha fatto fino a questo momento, ad effettuare gli stessi servizi concordati e equivalenti a quelli del 2010.Da quanto detto è del tutto evidente che l’Amministrazione con l’assestamento di bilancio dovrà stanziare i tre milioni necessari a coprire la mancata previsione di bilancio: In caso contrario si determinerà un debito fuori bilancio che non potrà essere successivamente coperto se non dai responsabili di questa situazione.
In data 29.09.2011, con protocollo n. 2095, la Società ATIVA S.p.A. ha fatto pervenire all’amministrazione comunale un documento nel quale sono riportati:
1. REPORT ATTIVITA’ AL 31.08.2011;
2. FORECAST ECONOMICO AL 31.12.2011;
3. BUDGET 2012
Dall’esame di tale documento si evidenziano le seguenti CRITICITA’:
1. Il mancato trasferimento di risorse alla Società per le attività di pulizia della Città ha comportato la necessità di attivare una specifica linea di credito bancario che, inevitabilmente, produce una imprevista spesa per interessi quantificabile in €. 250.000,00; Infatti la Società vanta un credito, ad oggi , per fatture non liquidate di circa €10.000.000
2. L’eventuale mancata copertura dell’intera attività svolta determinerebbe nel bilancio di Attiva una perdita di esercizio nell’ordine di circa 3 Milioni di euro;
3. La perdita di € 295.000 derivante dalla gestione del mattatoio. Su questo tema la Società aveva predisposto sin dal giugno 2009 tutti gli atti ed i documenti per procedere tramite gara europea. Elaborati che sono stati aggiornati a maggio 2011 e riallineati alle nuove normative. Purtroppo tutto è ancora al vaglio dell’amministrazione comunale che, ad oggi, non ha ancora rilasciato il nulla osta per l’avvio delle procedure di gara.
La situazione che si è determinata è di estrema gravità:
le casse dell’amministrazione sono vuote ed allo stato non riesce a reperire quei circa 3 milioni di euro necessari per coprire gli impegni assunti con ATTIVA per l’anno 20111 , la quale viaggia sulle corde di anticipazioni bancarie che la espongono sempre più ad esborsi imprevisti. La raccolta differenziata non avrà nemmeno per il 2012 nessun incremento e il tetto del 65% fissato dalla legge nazionale, da raggiungere entro il 2011 ,è una chimera.
Un sicuro aumento dei costi di smaltimento in discarica, per l’esaurimento della stessa previsto nel marzo 2012, comporterà un ulteriore aggravio alle casse comunali. Tenuto conto degli ulteriori tagli operati dal Governo Berlusconi ai trasferimenti agli Enti Locali , a nostro parere il Comune di Pescara si avvia verso sicura bancarotta.
ATTIVA COME SIAP?
Il marchio politico è sempre quello, auguriamoci che il tempo li abbia cambiati altrimenti altro fallimento in vista.