Pescara, continuano i disservizi nell’erogazione dell’acqua

Il sindaco Albore Mascia in una lettera chiede  a l’Aca una risoluzione definitiva delle problematiche effettuando investimenti sul territorio per il potenziamento delle reti o dei serbatoi

PESCARA – Il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia  ha ufficializzato la lettera inviata  ieri mattina  al Presidente dell’Aca Spa, Ezio Di Cristoforo, e al Direttore Generale dell’Azienda, l’ingegner Bartolomeo Di Giovanni, per le continue interruzioni nell’erogazione dell’acqua potabile a interi quartieri della città di Pescara, senza alcun preavviso né valida giustificazione. Tali disservizi non sono più tollerabili e per questo il primo cittadino ha chiesto l’immediato ripristino delle condizioni per una regolare e costante fornitura di acqua in tutte le abitazioni di Pescara, che si trovino nelle zone collinari o vicino la costa, e in caso di mancata risoluzione definitiva della problematica  ha  annunciato che sarà attivata  ogni iniziativa necessaria per tutelare i diritti dei cittadini.

Ha ribadito il sindaco:

l’amministrazione comunale condivide il senso di esasperazione che ormai da giorni provano tantissimi cittadini di Pescara, specie quelli residenti nelle zone collinari del territorio, alle prese con una carenza o assenza totale d’acqua dai rubinetti che non è più tollerabile. Già nei giorni dell’emergenza neve ci siamo trovati a dover fronteggiare un’emergenza nell’emergenza, ossia il black out dell’erogazione di acqua in centinaia di abitazioni per almeno quattro giorni, prima per la rottura di una condotta in via Salita Pandolfi, poi il guasto di una pompa di sollevamento all’interno del serbatoio di via Valle Furci. E non basta perché a poche ore di distanza c’è stato un ulteriore guasto a un’altra pompa a sud della città, che ha lasciato a secco i rubinetti in via Colle Pineta e poi di nuovo le difficoltà nel garantire la ricarica dei serbatoi con continue interruzioni notturne e diurne, sino all’ennesimo guasto, la notte scorsa, sempre lungo la condotta di via Salita Pandolfi che nuovamente ha lasciato senza una goccia d’acqua centinaia di famiglie dei Colli Innamorati. Già nei giorni dell’emergenza i centralini della Polizia municipale e del Centro Operativo Comunale della Protezione civile sono stati sommersi dalle chiamate di centinaia di famiglie sul piede di guerra per il disservizio e l’amministrazione comunale, che ha attivato delle linee telefoniche dedicate per fronteggiare la situazione, ha pure cercato di fare da ‘cuscinetto’, ascoltando il disagio dei pescaresi, spesso anche assumendosi, agli occhi della città, una responsabilità che invece non ci compete visto che da anni il Comune non ha più la gestione delle reti idriche, gestione trasferita all’Aca. E abbiamo anche cercato di giustificare, in ogni modo, quelle carenze, anche per non infierire contro quegli operai che pure hanno lavorato giorno e notte per riparare guasti e danni, senza però riuscire a ridurre la portata del disagio e proprio per lenire quanto più possibile le criticità ci siamo attivati con i Vigili del Fuoco per installare un’autobotte nel quartiere Colli per garantire la fornitura dell’acqua alle famiglie, acqua che abbiamo anche portato nelle case con l’ausilio delle squadre della Protezione civile. Oggi però – ha proseguito il sindaco Albore Mascia -, a una settimana dalla conclusione dell’emergenza neve, i disservizi continuano, intere famiglie continuano a denunciare di essere senz’acqua, e ovviamente continuano a puntare l’indice accusatorio contro un’amministrazione comunale che non ha gli strumenti per intervenire nel merito, ma che ovviamente è la prima interlocutrice dei cittadini, è il primo front office al quale gli utenti rivolgono la loro protesta. A questo punto però anche il Comune vuole vederci chiaro e sapere cosa sta accadendo e, al di là delle giustificazioni tecniche, chiediamo l’immediato ripristino del servizio idrico in ogni punto del territorio.Se si tratta di effettuare investimenti sul territorio per il potenziamento delle reti o dei serbatoi  l’Aca ha il dovere di effettuare tali interventi perché non è possibile che l’erogazione dell’acqua si interrompa per ore, per giorni, solo per la rottura di una condotta o di una pompa, ferma restando la necessità di individuare una soluzione definitiva alle problematiche dei residenti delle zone collinari più alte e più vicine al serbatoio di Valle Furci, paradossalmente le prime a restare senz’acqua.