Pescara, Comune: taglio delle spese … a partire dai telefonini?

PESCARA – Il  Presidente della Commissione consiliare Finanze Renato Ranieri, nel corso della conferenza stampa  di sabato convocata sul ‘caso’ dell’indebito versamento della  tassa di concessione governativa sulla telefonia mobile, tassa cancellata nel 2003, ha esposto le azioni da proporre all’amministrazione comunale per procedere lungo il percorso di razionalizzazione e taglio delle spese dell’Ente.

E’ necessario effettuare  una revisione immediata degli elenchi dei dipendenti comunali che da anni usufruiscono dell’utilizzo dei cosiddetti ‘telefoni cellulari’ di servizio e, contestualmente, l’immediato recupero di oltre 140mila euro, indebitamente versati gli scorsi anni dal Comune  per la suddetta tassa.

Ha ricordato Ranieri :

nel  2003  è stata cancellata la tassa governativa sulla telefonia cellulare, norma subito applicata alle ricariche telefoniche, ma non sugli abbonamenti, tanto che, nonostante sia in vigore la nuova normativa, l’amministrazione comunale ha continuato a pagare. Non solo: già nel 2001 il Testo unico sui tributi ha equiparato le Province e i Comuni allo Stato, rendendo doppiamente vana la concessione governativa, quasi come se lo Stato pagasse la tassa a se stesso.

In Abruzzo, sino a oggi, tale problematica non è stata presa in considerazione e il Comune di Pescara è il primo che sta iniziando a muoversi, e che oggi deve attivarsi per il recupero immediato degli ultimi tre anni di imposta versata, essendo cadute in prescrizione le altre annualità. In tutto potremmo recuperare circa 140mila 731 euro, ossia 49mila 703,50 euro per il 2007, 49mila 664,77 per il 2008 e 41mila 363,64 per il 2009, cifra assurda se consideriamo che di tale spesa appena 6mila euro sono rappresentati dai consumi telefonici e 35mila euro dalle tasse.

Attualmente le utenze telefoniche mobili concesse in uso all’interno dell’amministrazione comunale risultano 279, di cui  40 assegnati al settore Affari generali e che comprendono, oltre al sindaco e agli assessori, anche tutti i capigruppo consiliari, di maggioranza e opposizione; 9 le Attività produttive; 3 l’Avvocatura; 2 il settore cimiteri; 4 per i dipendenti dell’ex Aurum; 4 la Gestione del territorio, 29 i Lavori pubblici; 37 il settore manutenzione; 1 il monitoraggio Pue, 4 gli Organismi circoscrizionali; 10 il Patrimonio e impianti sportivi; 1 Pescara Gas; 10 Politiche ambientali e mobilità; 5 le Politiche sociali, 44 la Polizia municipale; 4 il settore Programmazione del territorio; 6 la Ragioneria-Economato; 1 le Risorse umane; 3 la Segreteria generale; 1 i Servizi Demgrafici; 16 il Servizio scolastico; 13 il Servizio informatica; 3 i tributi; 8 gli Uffici giudiziari.

Anche in tal senso suggeriamo all’amministrazione comunale un esame delle autorizzazioni per verificare l’effettiva necessità di tali contratti, e la redazione di un regolamento ad hoc che disciplini l’assegnazione del numero di servizio e il suo effettivo utilizzo. Risultano infatti dei capigruppo consiliari che non fanno utilizzo del mezzo, sul quale, però, pur non pagando i consumi, gravano le imposte.