Il Pescara cade anche a Bari, quindici giorni da incubo per il Delfino

Il Pescara cade anche a Bari, quindici giorni da incubo per il Delfino

Ieri sera la sconfitta in casa del Bari e altra prestazione incolore da parte del Pescara, un punto nelle ultime quattro partite per Zeman.

BARI – Dovevano essere quindici giorni per il cambio di marcia in avanti e, invece, si sono trasformati in un brusco passo indietro. Ieri sera, in quel di Bari, è arrivata la terza sconfitta nelle ultime quattro partite per un Pescara che non è nemmeno il lontano parente di quello sognato dalla piazza in estate. Negli ultimi quattro incontri un solo punto racimolato dal Delfino (in casa del Palermo), poi solo sconfitte con il 3-0 casalingo subito col Brescia e le cadute a Empoli e Bari. Assenza totale di gioco, atteggiamento passivo e la confusione che regna sovrana come dimostrano le quattordici formazioni diverse in altrettante partite.

L’ANALISI DELLA SFIDA CONTRO IL BARI

La partita del San Nicola, vinta appunto dal Bari grazie alla punizione di Brienza, è stata un’altra dimostrazione che questa squadra, al momento, non è all’altezza delle altre pretendenti alla promozione con Palermo, Frosinone e lo stesso Bari su tutte. Una discreta prima mezz’ora con squadra corta e compatta e due conclusioni sul fondo di Del Sole e Palazzi, poi il vuoto più totale. Il Bari è cresciuto alla distanza e nella ripresa ha totalmente schiacciato il Pescara che è uscito dalla metà campo solo dopo la rete dei padroni di casa tanto che il primo tiro verso la porta è arrivato all’ultimo minuto con Crescenzi, terzino destro ed è tutto dire. Questa squadra non risponde alla filosofia di calcio del Boemo, sono rette parallele distanti anni luce tra di loro.

I NUMERI CHE CERTIFICANO IL DELUDENTE INIZIO DI CAMPIONATO

Non regge la scusa dei due Nazionali (Benali e Capone) e di alcune assenze nel pacchetto arretrato per via degli infortuni. Quel che conta è l’atteggiamento e, come detto da Zeman in conferenza, quello della sua squadra è stato troppo passivo con un secondo tempo giocato per non perdere. Una delle leggi non scritte di questo gioco ci insegna che quando si gioca per non perdere alla fine si esce sconfitti quasi sempre, il Pescara quel quasi non l’ha mai avuto in questa stagione.

I numeri ne sono la dimostrazione: in 14 giornate il Delfino ha racimolato 17 punti, otto in meno del Palermo che guida la classifica. Ventidue sono le reti fatte mentre ventiquattro quelle subite e una vittoria che manca dal 2-1 in casa contro l’Avellino. Dopo quasi tre mesi di campionato la compagine abruzzese non ha ancora trovato la sua identità, la sua quadratura ma soprattutto un gioco e delle certezze visto anche nei quattro successi ottenuti fin qui il gioco non si è mai visto salvo qualche sporadica occasione con il gol di Brugman a Parma o il secondo tempo con il Palermo nella sfida pareggiata 2-2. 

LE PROSSIME SETTE GIORNATE ABBORDABILI MA DECISIVE

Poi la confusione, le disattenzioni e anche qualche errore del Boemo che ieri ha tenuto ancora in panchina Ganz, preferendogli un impalpabile Cappelluzzo in un inedito ruolo di ala destra al posto di uno spento Del Sole. Tante domande e al momento poche risposte, anzi una: il campo. Sabato arriva la Pro Vercelli all’Adriatico e il Pescara non può permettersi di fallire ancora. Serve vincere ad ogni costo e in ogni modo perché in questo momento, forse, non c’è spazio per il bel gioco in una rosa che forse deve essere rivalutata in alcuni dei suoi interpreti. La sfida contro i piemontesi, poi, darà il via ad una serie di match abbordabili ma decisivi con Ternana, Novara e Venezia in casa mentre fuori ci saranno Spezia, Cesena e Ascoli. Servono tanti punti, serve sbloccarsi per non rendere questa stagione deludente.

Fonte foto: Pescara Calcio