Pescara, Antonelli :” già inviati alla Corte dei Conti tutti gli atti inerenti gli incarichi e le consulenze “

L’assessore al Personale Antonelli  replica in questo modo alla polemica sollevata ieri dai consiglieri Pd Del Vecchio e Idv Di Nisio sul ‘caso’ incarichi stipulati dall’Amministrazione  Mascia

PESCARA – L’assessore al Personale del Comune di Pescara Marcello Antonelli , intervenendo nella polemica sollevata di nuovo dai consiglieri Pd Del Vecchio e Idv Di Nisio ,  ha detto  che l’amministrazione comunale , un mese fa, ha già inviato alla Corte dei Conti tutti gli atti inerenti gli incarichi e le consulenze stipulati  e contestati dai  suddetti consiglieri chiedendo l’esame dei ‘casi’ e delle procedure seguite. Inoltre   nell’attesa  dell’esame di tutti i fascicoli , si è deciso  di inviare alla Corte dei Conti anche tutti i contratti articolo 90 stipulati dalla precedente amministrazione, ossia contratti inerenti lo staff del sindaco che non consentivano ai soggetti di firmare atti, come invece sembra sia accaduto tra il 2003 e il 2009. Dunque a far luce su  ogni singolo aspetto della questione, valutando l’esistenza di un possibile danno erariale, sarà la magistratura contabile.

Ha sottolineato Antonelli:

ai consiglieri innanzitutto ribadiamo che sono liberissimi di presentare tutti gli esposti che vogliono alla Corte dei Conti e alla Procura, anzi hanno il dovere istituzionale di denunciare i propri ‘sospetti’, anziché continuare ad avanzare illazioni dalle pagine dei quotidiani o di ‘minacciare’, atteggiamento che potrebbe configurare ben altre ipotesi di reato. Poi veniamo alla sostanza delle contestazioni: i due consiglieri continuano a parlare di presunte assunzioni di ‘dirigenti a tempo determinato’ equiparandoli al ‘caso’ che è costata la condanna dell’ex sindaco D’Alfonso, ovvero il ‘caso’ Dezio. Va allora di nuovo chiarito che in realtà l’incarico che a suo tempo venne affidato a Dezio non ha nulla a che vedere con quelli assegnati dalla nostra amministrazione comunale: quelli del governo di centro-destra sono articoli 110, 6° comma, che non hanno nulla del ‘dirigente’, ma sono ‘incarichi di supporto all’attività politico-amministrativa’, incarichi che non potranno mai essere tramutati in rapporti di dirigenza, né potranno essere mai trasformati da rapporti a tempo determinato in tempo indeterminato. Situazione ben diversa da quella che ha determinato il procedimento giudiziario a carico dell’ex sindaco che, come si legge nella sentenza e nelle carte conservate in Comune, fece al dottor Dezio un contratto da Dirigente, ma ai sensi dell’articolo 90 del Tuel, articolo che invece riguarda esclusivamente rapporti a tempo determinato di staff non assimilabili a incarichi dirigenziali, chiara dunque l’illegittimità del provvedimento. I cosiddetti ‘articoli 90’ sono equiparabili al massimo a una qualifica D3; a Dezio invece sono anche state corrisposte indennità di mansioni superiori a D3, con un danno anche erariale, consentendogli di svolgere il lavoro del Dirigente, addirittura firmando gli atti come Dirigente al Patrimonio, firmando atti di gara che oggi rischiano di essere tutti illegittimi, come i nostri uffici stanno peraltro verificando, e precostituendo titoli in vista di futuri concorsi, come poi è avvenuto, concorsi ai quali, stando alle conclusioni della Procura, non avrebbe potuto partecipare non avendone titoli e requisiti richiesti. Nella nostra amministrazione, contrariamente a quanto affermato in maniera diffamatoria dai due consiglieri d’opposizione non c’è alcun caso simile. Innanzitutto – ha spiegato l’assessore Antonelli – i cosiddetti ‘articoli 110 6° comma’ citati già nella precedente interrogazione di Del Vecchio non sono tutti uguali: ci sono i contratti con l’architetto Lepore e con il professor Giordano Bruno Guerri che sono assimilati a contratti di consulenza, peraltro quello di Guerri solo dopo la sentenza a Sezioni Riunite della Corte dei Conti emessa lo scorso 14 settembre 2011. I contratti con la società Lidea Snc e con la Geoalp non sono consulenze, ma sono incarichi con Società con stabile organizzazione non assimilabili a consulenze, dunque non rientrano nel tetto di spesa citato da Del Vecchio. Il contratto di Console è un incarico di staff degli assessori Cerolini e Renzetti, così come gli altri casi citati da Del Vecchio. Il contratto con l’architetto Salvatore Colletti non è un contratto di consulenza, ma un incarico di progettazione per alcuni Piani di Zona ai sensi del Codice dei Contratti, ed è stato scelto dal Dirigente da un elenco di professionisti dopo un avviso pubblico. Infine il contratto con l’avvocato Giuliano Grossi, si tratta di un incarico articolo 110 6° comma addirittura a carattere gratuito per stessa certificazione dell’incaricato che, nelle more, rivestiva, sino a qualche settimana fa, anche la carica di Difensore Civico regionale. Nessuno degli articoli 110, 6° comma, citati da Del Vecchio ha responsabilità di procedimenti, ma piuttosto svolgono attività di ausilio tecnico, di studio e di ricerca a supporto degli uffici, contrariamente al ‘caso’ Dezio. C’è dunque un’evidente confusione nelle affermazioni del consigliere Del Vecchio che però avrebbe avuto e ha tempi e modi per documentarsi e studiare il ‘caso’: gli articoli 110 6° comma non hanno limitazioni, né occorrono procedure di evidenza pubblica per l’affidamento dell’incarico, e non si applica loro la legge 165 citata impropriamente dai due consiglieri, e peraltro il bando sarebbe necessario solo per i dirigenti nominati successivamente al decreto legge Brunetta, risalente al novembre 2009. E ancora: nella precedente interrogazione, Del Vecchio fa riferimento alla delibera di giunta numero 589 del 27 maggio 2008, 3° comma, che, per gli incarichi degli articoli 110 6° comma prevede una comparazione tra vari soggetti sulla base dei curricula. Il consigliere Del Vecchio non si è accorto che quel comma non esiste più nel nuovo Regolamento Uffici e Servizi, che dal 2008 a oggi è cambiato già tre volte, e non esiste più la comparazione. Infine, il consigliere Del Vecchio ha anche fatto riferimento nell’interrogazione anche al 7° comma dell’articolo 110, che però di commi ne ha solo 6. E per quanto riguarda le consulenze, è bene ricordare che dal 2011 esiste un tetto di spesa, pari a 67mila euro, che l’amministrazione rispetta e che non possiamo superare per legge. Sarà però ora la Magistratura contabile a doversi pronunciare, e lo farà sui contratti nuovi e su quelli del precedente governo di centro-sinistra, valutando gli eventuali danni erariali.