Pescara, addomestica il lupo (analisi del prossimo avversario)

Gli abruzzesi, contro la squadra del paese noto per il miracolo di San Francesco, cerca tre punti per riprendere la corsa promozione.

PESCARA – Il Pescara, dopo la beffa subìta contro il Padova, si ripresenta nuovamente all’Adriatico, per cercare   di riprendere la corsa promozione, interrotta nelle ultime due giornate.

Di fronte avrà un Gubbio in cerca di punti salvezza, dopo che, i due k.o. consecutivi contro Vicenza e Sassuolo, hanno interrotto la miniserie positiva di sette punti in tre gare, iniziata con l’avvento in panchina di Simoni. Proprio la sfida tra Zeman e Simoni, sarà uno dei motivi d’interesse della sfida. I due tecnici non si affrontano in panchina, dal loro ultimo anno in serie A.

I PRECEDENTI … – 10 novembre 2004: Siena-Lecce:1-1, reti di Pecchia per i bianconeri e Cassetti per i giallorossi. Simoni allenava i toscani, mentre Zeman era il tecnico dei pugliesi. La stagione si concluse in maniera opposta per i due allenatori. L’Italiano, infatti, fu esonerato a gennaio, mentre il boemo, riuscì a salvare il Lecce.

Da quel giorno di novembre, i due allenatori hanno intrapreso strade diverse, senza più incrociarsi. Zeman ha continuato a viaggiare per le squadre del Sud Italia, non disdegnando esperienze all’estero, mentre Simoni, dopo essere stato anche lui sedotto dal fascino straniero (Cska Sofia)  ha deciso di ripartire dalla C1 (Lucchese), per poi passare dietro ad una scrivania, nel ruolo di direttore tecnico. La scelta di tornare ad allenare in pianta stabile, da parte di Simoni, ha spiazzato un po’ tutti quelli che credevano che la sua esperienza sulla panchina umbra, sarebbe durata lo spazio di una partita. Invece il tecnico di Crevalcore, pare avere ancora energie da spendere.

ANALIZZANDO I PROSSIMI AVVERSARI – Il suo Gubbio pratica un 4-1-4-1, in cui Boisfer, funge da schermo davanti alla difesa e le due ali Raggio Garibaldi e Graffiedi, devono supportare il centravanti, ex di turno, Daniel Ciofani. La tattica degli umbri è chiara: chiusura totale degli spazi, lanci lunghi e ripartenze in contropiede. Questo modulo, penalizza i tre attaccanti in rosa, cioè Ciofani, Ragatzu e Mendicino, che, non solo devono giocarsi l’unica maglia da titolare, ma, in partita, hanno pochissime palle gol da sfruttare.  Non è un caso che, tra le squadre di B, il Gubbio sia infatti ultimo sia nel calcolo del tempo della supremazia territoriale in campo (7′.16”), sia nella percentuale di pericolosità offensiva (33.9%).

Il Pescara quindi troverà una squadra che chiuderà ogni varco e cercherà di irretire il suo gioco, con falli tattici, per poi cercare di colpire sfruttando le ripartenze e i calci da fermo. Il pericolo maggiore, verrà, come detto dall’ex di turno Daniel Ciofani, giocatore in cui il Pescara non ha mai creduto. Ciofani, 55 gol in tre anni nelle file della Cisco/Atletico Roma, ha avuto un buon impatto con la serie B, mettendo a segno fin qui, 5 reti. L’attaccante di Avezzano, vorrà dimostrare ai suoi ex dirigenti di aver fatto la scelta sbagliata l’anno scorso, quando decisero di lasciarlo andare definitivamente. Il reparto migliore del Gubbio non è però l’attacco, bensì il centrocampo. Qui agisce il duo Raggio Garibaldi-Bazzoffia, duo che farà strada.

Di Silvano Raggio Garibaldi si parla da anni. Centrocampista molto tecnico, è esploso l’anno scorso proprio a Gubbio, grazie al suo ex allenatore della Primavera (e attuale tecnico del Bari) Torrente. Il suo ruolo ideale è quello di interno di centrocampo con vocazione ad offendere, ma attualmente, nel 4-1-4-1, ricopre il ruolo di ala. É uno dei giocatori più interessanti di questa B, non a caso, già seguito da squadre quali Udinese, Milan e Juventus. Questo deve essere l’anno della sua definitiva esplosione.

Anche Bazzoffia è un centrocampista da tenere d’occhio. É dotato di un buon tiro e ha ottimi tempi d’inserimento. Nel nuovo modulo di Simoni, gioca come centrale di centrocampo, posizione, forse, non molto congeniale alle sue caratteristiche tecniche. Il Gubbio è certamente una squadra alla portata del Pescara, ma gli abruzzesi dovranno essere bravi a non farsi irretire dal gioco degli avversari. In queste gare occorre avere pazienza e lavorare ai fianchi l’avversario per poi colpirlo quando sarà più vulnerabile.

Le gare con squadre che lasciano pochi varchi, sono quelle in cui il Pescara soffre maggiormente. Vincere contro il Gubbio, sarà quindi importante, non solo per la classifica, ma anche per il percorso di maturazione della squadra.