Non si può ridere di chi piange

Parole laceranti venute alla luce dalle intercettazioni che hanno suscitato reazioni avverse tra gli aquilani

L’AQUILA – Torna il dolore ma soprattutto l’indignazione e la rabbia tra gli aquilani! A suscitare tali emozioni sono bastate poche frasi contenute nella conversazione telefonica tra due imprenditori  venuta alla luce dalle intercettazioni ascoltate per l’inchiesta sugli appalti della Protezione Civile.

A poche ore dopo il sisma del 6 aprile scorso due imprenditori già assaporavano i lauti guadagni che sarebbero scaturiti dagli effetti dell’evento sismico per la ricostruzione del capoluogo come evince dal testo della loro chiacchierata telefonica.

Le parole di questa intercettazione hanno trafitto di nuovo il cuore degli aquilani e non solo! Testimoniano il cinismo e la cattiveria di taluni personaggi pronti a far‘soldi’ in contrapposizione alle lacrime e al terrore delle oltre 70mila persone che invece scappavano in cerca di un posto sicuro o cercavano di salvare i propri cari mentre la terra tremava sotto di essi…la terra non li faceva ‘ballare’ sicuramente allo stesso modo!

Per fortuna le reazioni avverse su tali vocaboli non sono ritardate sia da parte di comuni cittadini che dalle istituzioni come il presidente della Provincia di L’Aquila, Stefania Pezzopane che ha esposto così il suo sgomento:

Corvi e sciacalli ridevano sul nostro terremoto. E’ necessario conoscere quali sono le ditte che operano o hanno operato all’Aquila nell’emergenza e nella costruzione dei nuovi alloggi. Ho necessità di sapere, come rappresentante di questa comunita se ci siano ditte che hanno legami con gli imprenditori inquisiti per gli appalti del G8.

Quegli imprenditori che nelle intercettazioni telefoniche hanno scandalosamente dichiarato di aver riso nel loro letto alle 3 e mezza del 6 aprile, mentre noi ancora cercavamo di metterci in salvo, perche’ gia’ pregustavano gli appalti milionari.

Frasi da corvi e sciacalli famelici che hanno ferito, offeso e scioccato sicuramente non solo me. Provi disprezzo per persone che non riescono piu’ a sentire neppure un brivido per un disastro che ha svegliato la solidarietà del mondo intero, tanto sono accecati dalla corruzione del denaro. Il terremoto non c’e’ mica tutti i giorni’ hanno detto eccitati. Frasi da un’umanita’ perduta che non merita nessuna attenuante. La verità la decideranno i magistrati che esaminano gli atti, non le chiacchiere inzuppate di dietrologia e retorica permessivista degli smaliziati del terzo millennio.

Ma bastano le frasi come quelle intercettate a dimostrare da sole e condannare in maniera incontrovertibile la deriva morale che la nostra società ha imboccato. Dobbiamo sterzare, reagire e non permettere che L’Aquila sia colonizzata da questo stile disumano. Indignarsi, per lo meno, sarebbe gia’ il sintomo che in questo angolo dignitoso d’Italia si conservano ancora gli anticorpi contro una visione cosi’ cinica e vuota della realta’. Continuo ad augurarmi  che non sia quel che appare!

Anche il sindaco Cialente si presenta  irritato:

Fanno rabbrividire e fanno schifo. Si tratta della discussione tra due sciacalli. Temo che in parecchi pensino che il terremoto sia solo una grande occasione per fare affari. Ridevano nel loro letto alle 3 e mezza di notte? Sono parole che fanno ribrezzo. Vorrei incontrare questi due signori per dire loro di vergognarsi. Mi aspetto le loro scuse. Non a me ma alla città.

Tra la gente comune i commenti non sono stati da meno. In poche ore sul social network  Facebook le personali bacheche sono state riempite con riflessioni cariche di odio per le parole dei due imprenditori usando anche dei vocaboli coloriti e che non lasciano a fraintendimenti.

E’ nato in poco tempo anche un gruppo “Quelli che a L’Aquila alle 3.32 non ridevano” che questa mattina ha registrato oltre 2000 iscritti molti dei quali provenienti dalle aree terremotate dell’Aquila, come si intuisce dalle annotazioni lasciate.
Tra le opposizioni a tali gesti intollerabili si palesa  la possibilità di una mobilitazione nella principale di L’Aquila, Piazza Duomo  per domenica 14 Febbraio.

Ostile e dura è anche l’atteggiamento del comitato “3e32” uno dei più esemplificativi tra quelli sorti nel dopo-sisma,in una loro nota si legge infatti:

Ora sono tutti sorpresi  le intercettazioni d’altronde lo rendono esplicito. Noi il 15 Aprile scorso, 9 giorni dopo il sisma, stavamo gridando ‘forti e gentili si’, fessi no!’.  Solo 9 giorni dopo  perché è tanto quello che ci abbiamo messo ad aprire bene gli occhi ed a riconnettere le prime due sinapsi dopo lo shock.

Vogliamo precisare che volutamente non citiamo il nome delle persone, perchè piuttosto che sulle azioni dei singoli, quello su cui dobbiamo riflettere è di quanto cinismo e amore per il denaro a tutti i costi, è permeata la nostra società tanto da passare sopra alle tragedie immani che a volte travolgono intere popolazioni.