“Maestri del ‘900 Italiano”: mostra di arte contemporanea al Museo Genti D’Abruzzo

EnnioMorlottiPESCARA – Comincia sabato 5 dicembre un nuovo riuscito percorso di contaminazione tra passato e presente presso lo Spazio Arte del Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara, in via delle Caserme 24. Fino al 13 dicembre, infatti, sarà visitabile la mostra “Maestri del ‘900 italiano”: circa 100 opere grafiche, donate da artisti, collezionisti e galleristi, che rappresentano un’interessante spaccato della produzione più importante del panorama artistico nazionale, costituiranno il primo passo di un progetto più ampio e a lungo termine.

La mostra “Maestri del ‘900 italiano” verrà inaugurata alle 11 di domani 5 dicembre e offirà tra l’altro l’opportunità di reiterare la positiva esperienza di solidarietà già avviata con l’iniziativa “Cento artisti per L’Aquila”, finalizzandola stavolta ad un’operazione di valorizzazione culturale. Il 13 dicembre alle ore 16.30, infatti, a conclusione della mostra, le opere esposte verranno messe in vendita in un’asta il cui ricavato verrà devoluto alla “Fondazione Genti d’Abruzzo” – Onlus per finanziare l’innovativo progetto “Arte e tradizione nel Museo delle Genti d’Abruzzo – Mostre d’arte contemporanea nel percorso museale”, volto all’attualizzazione dei linguaggi espositivi del Museo. Il valore delle opere in mostra è alla portata di tutte le tasche: dai 100 ai 1000 euro; la base d’asta, come di consueto, corrisponderà alla metà del valore reale. Sarà possibile anche partecipare lasciando offerte scritte, sulla scheda disponibile presso il bookshop del museo. Tali offerte verrano inserite nell’asta del 13 dicembre, alla quale è preferibile prenotarsi.


Spiega Ermanno De Pompeis, direttore del Museo delle Genti d’Abruzzo:

L’iniziativa vuole avviare un dialogo tra museo e artista che sappia trarre ispirazione da quel mondo antico di cui gli oggetti museali sono testimoni. Le tradizioni, le radici culturali, l’appartenenza al passato sono archetipi con cui confrontarsi, ma gli artisti, oltre a questo livello tematico, possono trovare nel museo un rapporto creativo anche con i materiali e le tecniche del passato come la tessitura, la ceramica, l’oreficeria, il legno.

Tra gli artisti che partecipano alla mostra “Maestri del ‘900 italiano” segnaliamo la presenza di Vincenzo Balsamo, Bruno Ceccobelli, Tommaso Cascella e Walter Valentini.  Ci saranno anche due opere all’artista pescarese Giuseppe Di Prinzio, donate dallo “Studio Calcografico Urbino”.

“MAESTRI DEL ‘900 ITALIANO”: GLI ARTISTI PARTECIPANTI

PieroDorazioValerio Adami, Giuseppe Ajmone, Eduardo Alcoy, Luca Alinari, Ugo Attardi, Lillo Bartoloni, Floriano Bodini, Franz Borghese, Aldo Borgonzoni, Remo Brindisi, Domenico Cantatore, Robert W. Carroll, Tommaso Cascella, Bruno Cassinari, Leonardo Castellani, Bruno Ceccobelli, Giuseppe Cesetti, Giuseppe De Gregorio, Bruno Donzelli, Piero Dorazio, Gianni Dova, Giosetta Fioroni, Salvatore Fiume, Felicita Frai, Beppe Francesconi, Franco Gentilini, Carlo Guarienti, Felice Ludovisi, Mino Maccari, Roberto Malquori, Marcello Mascherini, Umberto Mastroianni, Francesco Messina, Luigi Montanarini, Ennio Morlotti, Achille Pace, Enrico Paulucci, Antonio Possenti, Concetto Pozzati, Pino Procopio, Alberto Rocco, Franco Rognoni, Bruno Saetti, Aldo Salvadori, Anna Salvatore, Ruggero Savinio, Augusto Sciacca, Alberto Sughi, Orfeo Tamburi, Vittorio Tavernari, Valeriano Trubbiani, Giulio Turcato, Livio Orazio Valentini, Walter Valentini, Antonio Vangelli, Mariano Villalta Lapayes, Vanni Viviani.

SCHEDE:

UGO ATTARDI nasce il 12 marzo 1923 a Sori, in provincia di Genova, ma si trasferisce prima a Palermo con i genitori e in seguito a Roma, ospitato da Pietro Consagra, a sua volta ospite di Renato Guttuso. Con alcuni giovani artisti, nel 1948, costituisce il movimento astratto Forma I, maturando tuttavia visioni divergenti rispetto al resto del gruppo. Nei primi anni Cinquanta orienta la sua arte verso l’espressionismo, ispirandosi tra gli altri a Francis Bacon e George Grosz, affiancando alla propria attività di artista l’impegno politico all’interno del Partito Comunista Italiano. Nel 1952 e nel 1954 fu invitato alla XXVI ed alla XXVII Biennale di Venezia. Nei primi anni sessanta partecipa a numerose esposizioni sia in Italia che all’estero. Si è spento a Roma nel 2005.

RemoBrindisiREMO BRINDISI (Roma, 25 aprile – Lido di Spina, 1996) ha studiato a Pescara, l’Aquila e Roma, per poi trasferirsi a Milano. Al 1940 risale la sua prima personale a Firenze; la presentazione del catalogo è scritta da Eugenio Montale. Ha esposto opere in mostre personali a Parigi, Nizza, Milano, Venezia, Roma al Cairo, a San Paolo del Brasile. È stato Presidente della e gli è stata assegnata la medaglia d’oro della Pubblica Istruzione della Repubblica per meriti culturali. Ha partecipato, soprattutto tra gli anni ’40 e ’50, a numerose ed alle Quadriennali di Roma. Ha creato i simboli portati in processione il Venerdì Santo a L’Aquila. Ha saputo esprimersi compiutamente in tutte le tecniche grafiche: litografia, acquaforte, serigrafia.

DOMENICO CANTATORE è nato a Ruvo di Puglia il 16 marzo 1906. Già nel 1930 la sua prima mostra personale alla galleria Milano lo rivela un artista di alte qualità creative, attento alla traduzione di quella realtà che rimarrà poi, in tutta la sua opera, l’argomento dominante. Negli anni successivi partecipa ai premi Bergamo, alle Biennali di Venezia con pareti e sale personali, alle Quadriennali di Roma; espone da Barbaroux, alla galleria Genova, all’Annunciata e nelle più importanti gallerie d’arte. Numerosi i premi, le opere in musei italiani e stranieri e nelle maggiori raccolte private. Nel 1940 viene nominato titolare della cattedra di pittura all’Accademia di Brera. Muore a Parigi nel 1998.

BRUNO CASSINARI è nato a Gropparello (Piacenza) il 28 ottobre del 1912. Nel 1939 vince il Premio Nazionale per giovani pittori e l’anno successivo tiene la sua prima personale a Milano, alla Galleria di Corrente. Nel 1952 vince il primo premio alla Biennale di Venezia; nello stesso anno è invitato alla Galleria Kurt Valentin di New York. Nel 1955 la Quadriennale gli assegna il Premio Nazionale per la pittura. Dopo la Biennale di Venezia, nel 1957, ha una mostra personale alla Galleria Matthiesen di Londra e alla Galleria Klihm di Monaco di Baviera. Nel 1960 il museo di Darmstadt gli dedica una antologica, che viene ripetuta a Berlino e a Kassel. Particolarmente abbondante e di alto livello la sua produzione grafica, che affianca e accompagna quella pittorica. Scompare nel mese di marzo del 1992.

PIERO DORAZIO (Roma, 29 luglio 1927 – Todi, 17 maggio 2005), dopo l’iscrizione alla facoltà di Architettura partecipa giovanissimo alla difficile evoluzione dell’arte astratta italiana del dopoguerra, e nel 1947 è tra i firmatari del manifesto e delle mostre Forma I insieme ad Attardi, Consagra, Turcato, Accardi e Sanfilippo. Durante gli anni Sessanta è direttore del dipartimento di Belle Arti della Pennsylvania. Tiene mostre personali alla Biennale di Venezia nel 1960, nel 1966 e nel 1988. Espone più volte a Londra, a New York e in gallerie svizzere e tedesche e ottiene prestigiosi riconoscimenti internazionali: membro dell’Accademia di San Luca; dell’Akademie der Kunste di Berlino; insignito dei Prix Kandinsky e del Premio internazionale della Biennale di Parigi; del Premio Michelangelo dell’Accademia dei Virtuosi. Vasta e particolarmente importante importante la sua produzione grafica.

SALVATORE FIUME (Comiso, 1915 – Milano, 1997) è stato pittore, scultore, architetto, scrittore e scenografo. La prima mostra è a Milano, nel 1949, alla Galleria Borromini; a questa segue, nel 1950, l’invito della Biennale di Venezia che gli vale una copertina della rivista americana Life. In seguito la sua attività artistica si articola in direzioni diverse, sempre alla ricerca di nuove vie per esprimere il suo estro creativo. Di grande respiro la sua produzione grafica, che ha sempre accompagnato quella pittorica. Le sue opere si trovano in alcuni dei più importanti musei del mondo: i Musei Vaticani, Il Museo Ermitage di S. Pietroburgo, il MoMA di New York, il Museo Puškin di Mosca e la Galleria d’Arte Moderna di Milano.

FRANCO GENTILINI nasce a Faenza il 4 agosto 1909. Nel 1930 la giuria della XVII Biennale di Venezia ammette un suo dipinto nei saloni espositivi. Nel 1932 si trasferisce definitivamente a Roma. Entra nell’ambiente letterario dello storico Caffè Aragno, dove conosce e frequenta artisti e letterati (Cagli, Mucci, Falqui, Sinisgalli, de Libero), avviando con loro lunghe collaborazioni nell’illustrazione di testi e poesie. Gentilini è considerato uno dei maggiori artisti figurativi italiani del novecento. Le sue opere, sempre contese dai collezionisti, sono presenti in importanti musei e raccolte pubbliche tra cui la Galleria degli Uffizi a Firenze, i Musei Vaticani, la Pinacoteca Comunale di Faenza, il Centro Studi e Archivio della Comunicazione a Parma, la Galleria nazionale d’arte moderna e Palazzo Montecitorio a Roma. Importante e copiosa la sua produzione grafica, apprezzata da sempre in tutta Europa. Muore a Roma, dopo una brevissima malattia, il 5 Aprile 1981.

UMBERTO MASTROIANNI (Fontana del Liri, Frosinone, 1910 – Marino Laziale, Roma, 1998) – dopo un primo periodo figurativo caratterizzato soprattutto dal recupero di forme espressive arcaiche e antiche, e in seguito improntato su un boccionismo con qualche infiltrazione neocubista – nel dopoguerra persegue una linea astratta utilizzando sia strutture informali, sia schemi geometrizzanti, sempre con forti caratterizzazioni dinamiche e vitalistiche, con particolare riferimento al costruttivismo. Di particolare rilievo la realizzazione di monumenti dedicati alla resistenza, ai caduti in guerra e alla pace, eseguite prevalentemente in bronzo o in acciaio, in cui dalla composizione dei volumi e delle loro linee profilari e dall’energia del loro moto scaturisce limpido e perentorio il concetto che li ispira. Nel 1958 ottiene il Gran Premio Internazionale per la scultura alla XXIX Biennale di Venezia. Il 27 ottobre 1989 gli viene conferito a Tokyo il “Premium Imperiale”, Nobel per l’arte del Sol Levante.

FRANCESCO MESSINA è nato a Linguaglossa (Catania) il 15 dicembre del 1900 da genitori poverissimi. Nel ’22 viene invitato alla XIII Biennale di Venezia, in cui sarà sempre presente fino agli anni ’40. La presentazione nel 1929 da parte di Carlo Carrà di una sua personale alla Galleria Milano ne consacra definitivamente la figura di scultore. Nel 1934 vince la cattedra di scultura all’Accademia di Brera, di cui dal 1936 al 1944 sarà anche direttore. Invitato nel 1949 alla Terza Internazionale di Scultura di Philadelphia, negli Stati Uniti, è stato da allora uno dei scultori italiani più conosciuti e apprezzati nel mondo. Le sue opere più note sono il grande Cavallo morente eseguito per il Palazzo della Rai a Roma e la monumentale Via Crucis in marmo di Carrara per la chiesa di San Giovanni Rotondo sul Gargano. Francesco Messina muore a Milano il 13 Settembre 1995.

ENNIO MORLOTTI, uno dei principali protagonisti della vicenda artistica italiana ed europea del secondo Novecento, è nato a Lecco, sul lago di Como, il 21 settembre 1910. Nel 1945 firmò il Manifesto del Realismo, aderì al Fronte Nuovo delle Arti ed effettuò la sua prima mostra personale alla galleria II Camino di Milano. In seguito si distaccò dai componenti “realisti” del gruppo, e nel corso degli anni ’50 produsse alcune tra le opere capitali dell’arte informale, non solo italiana, ma anche europea, sicuramente collegate all’esperienza sublime di autori quali Wols, Fautrier, De Stael, ma anche Pollock e De Kooning. Tra il 1948 e il 1988 la Biennale ospitò numerose volte le sue opere, sia con sale collettive che personali. Nel 1986 e nel 1992 viene invitato alla Quadriennale Nazionale d’Arte a Roma. Ennio Morlotti muore il 15 dicembre 1992 a Milano.

BRUNO SAETTI nasce a Bologna nel 1902. Nel ’27 organizza la sua prima mostra personale. L’anno successivo, con l’opera “Il giudizio di Paride”, viene ammesso alla Biennale di Venezia, che lo vide partecipante in ben 14 edizioni, dal 1928 al 1972. Nel 1930 va a Venezia come insegnante dell’Accademia, di cui assume la carica di direttore dal 1950 al 1956. Nel ’31 (e fino al ’72) prende parte alla Quadriennale romana, dove nel ’39 fu invitato con mostra personale, ottenendo anche il primo premio. Partecipa alla grandi rassegne internazionali organizzate dalla Biennale veneziana (Praga, Varsavia, Cracovia, Budapest, Vienna, Sofia, Bucarest). Negli anni successivi realizza affreschi in molti edifici pubblici e viene insignito di numerosi premi (il Salsomaggiore, il Michetti, il Fiorino, etc.). Bruno Saetti è stato anche pittore d’arte sacra, invitato a numerose rassegne a tema. Grande incisore seppe esprimersi con particolare efficacia e originalità anche nella litografia. Muore a Bologna nel 1984.

ORFEO TAMBURI (Jesi, 1910 – Parigi, 15 giugno 1994), compie gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e nel 1936 si reca per la prima volta a Parigi, dove entra in contatto con alcuni dei pittori più importanti dell’epoca. Tornato in Italia partecipa alla Quadriennale di Roma e l’anno seguente alla Biennale di Venezia, alle quali continuerà a prendere parte anche negli anni successivi, allestendo nel contempo mostre personali nelle più importanti città d’Italia. Alla fine della seconda guerra mondiale torna a Parigi e da qui estende la sua attività partecipando a mostre personali in Belgio, Francia, Svizzera e Olanda. Rientrato in Italia continua a esporre nelle più importanti città della penisola e fra il 1955 e il 1956 viaggia negli Stati Uniti dove espone a Los Angeles, San Francisco e New York presso importanti musei. Nel 1994 muore a Parigi dove si era trasferito negli ultimi anni della sua vita.

La mostra, curata da Roberto Rodriguez, è visitabile dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 13.30, la domenica dalle 15.30 alle 18.30 e nei festivi dalle 10.00 alle 13.30. Ingresso gratuito.