Legambiente: Abruzzo crocevia di traffici illeciti di rifiuti speciali

L’associazione ambientalista richiede alla Regione di istituire una speciale Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti.

PESCARA –  I fatti di cronaca di ieri riguardanti le operazioni dei carabinieri dei Noe “Spiderman” e “Golden Rubbisch” sul traffico illegale di rifiuti speciali, hanno evidenziato quanto in Italia e in Abruzzo sia diffuso un sistema di smaltimento illegale soprattutto dei rifiuti industriali, ma non solo, gestito da vere e proprie organizzazioni criminali denominate “ecomafie”, che hanno assunto una forte connotazione economica.

I rifiuti  smaltiti in modo illecito, vengono scaricati senza alcun trattamento e precauzione nelle fognature, sul terreno, in discariche abusive o peggio ancora in discariche autorizzate, ma compiacenti, in mare, nei corsi d’acqua ecc. con gravissimi danni sia per l’ambiente e il paesaggio che per la salute di uomini, flora e fauna.

Il problema dunque ci riguarda direttamente perché la natura con i suoi cicli,che riutilizzano  materia, ci restituisce poi con gli interesssi quello che le “regaliamo”.

Purtroppo quasi quotidianamente registriamo episodi a livello nazionale o regionale, che riguardano  i rifiuti e che portano alla luce dalle semplici discariche “fai da te” dei cittadini  per lo più nelle periferie, al sitema illegale vero e proprio gestito da operatori privi di scrupoli, se non addirittura dalla criminalità organizzata. Dovremmo riflettere di più  su quanto conti poco la salute dell’ambiente e dell’uomo messa a confronto del  lucro.

A proposito della illegalità diffusa , che grazie ai carabinieri dei Noe sta venendo alla luce registriamo un intervento del presidente di Legambiente Abruzzo, Angelo Di Matteo  che ha definito due obiettivi prioritari per combattere il fenomeno dell’ecotraffico: una operazione trasparenza sempre più necessaria da parte delle imprese e la istituzione di una specifica Commissione d’inchiesta .

Ha commentato Di Matteo alla notizia dei 22 avvisi di garanzia e degli 8 provvedimenti restrittivi, emessi dalla procura di Lanciano  nell’ambito dell’operazione ” Spiderman” condotta dai Carabinieri del Noe di Pescara:

L’Abruzzo è di nuovo cabina di regia di uno sporco affare nella gestione dei rifiuti: fatto gravissimo che va affrontato con urgenza e fermezza. Siamo ormai di fronte ad una vera e propria emergenza  L’Abruzzo è sempre più crocevia di organizzazioni dedite al traffico illecito di rifiuti con diramazioni in diverse altre regioni del territorio nazionale. Fatto, questo, ulteriormente confermato anche dalla concomitante operazione del NOE di Grosseto “Golden Rubbish”, che ha evidenziato il coinvolgimento della nostra regione in un altro grave caso di carattere nazionale.

E’ necessaria una vera e propria “Operazione trasparenza” da parte dell’imprenditoria abruzzese al fine di garantire, per quanto possibile, un controllo preventivo di “filiera” che consenta di individuare da subito anomalie e distorsioni sul mercato dei rifiuti. Non si tratta soltanto di stroncare attività criminali che compromettono l’ambiente e la salute dei cittadini, ma di tutelare gli interessi di quell’imprenditoria onesta e rispettosa della legalità  che investe in innovazione tecnologica e tutela ambientale.

Come già fatto in passato, non possiamo che rinnovare l’invito alla Regione Abruzzo di istituire una specifica commissione regionale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti  troppo spesso caratterizzato da attività di ecocriminali ed ecotrafficanti.