Largo ai dispensari farmaceutici

Il PD ha accettato la proposta di legge approvata anche dal Consiglio regionale

L’AQUIALA – Ieri nel corso della assemblea regionale  è stato approvato dal Consiglio  il progetto di legge proposto della presidente della Commissione  Affari Sociali e politiche della salute Nicoletta Verì riferente Norme Urgenti in materia di assistenza farmaceutica, indirizzato alle necessità dell’assistenza farmaceutica attraverso la disposizione di un numero maggiore di dispensari farmaceutici.

Nella sua relazione Verì ha esposto l’ esigenza di presidi assistenziali per la cittadinanza:

La nostra Regione è composta da 305 Comuni, molti dei quali risentono della mancanza di tutti o parte dei servizi socio-assistenziali.

Tesi appoggiata anche dal consigliere d’opposizione Claudio Ruffini che ha commentato la disposizione in tal modo:

Resta un fatto positivo per assicurare l’assistenza farmaceutica nelle aree interne e nelle frazioni minori, perché la legge viene incontro a quella popolazione costituita per la maggior parte da persone anziane che hanno più difficoltà nello spostarsi. L’auspicio è di vedere modificata la legge nazionale del 1991 di oltre 20 anni fa per favorire una maggiore apertura al mercato del settore farmaceutico.

Il dispensario farmaceutico è una struttura sanitaria diversa dalla farmacia in quanto non è dotata di un di autonomia economico-professionale,infatti è gestita dal titolare della farmacia più vicina e non necessariamente dello stesso Comune. E’ adibito alla distribuzione di medicinali di uso comune e di pronto soccorso già confezionati, ossia le specialità medicinali non può allestire le preparazioni galeniche, inoltre non partecipa ai turni,ma ha orari regolari.

Per la popolazione risulta comunque una grande risorsa perché viene istituito solo nei Comuni con popolazione fino a tremila abitanti in cui risultino effettive e comprovate la mancanza di assistenza farmaceutica in loco, l’oggettiva difficoltà per gli abitanti di raggiungere la sede farmaceutica più vicina e la discontinuità di abitato rispetto al centro urbano e al centro storico.

Il Pd veramente, avrebbe preferito che la gestione dei dispensari fosse affidata totalmente ai Comuni, anziché al farmacista del circondario della zona,ma ciò non è possibile per legge la quale prevede che il Comune vi provveda soltanto se il farmacista della circoscrizione lo rifiuti.