L’Aquila, Università: solidarietà del Senato Accademico alla protesta dei ricercatori … mentre la Gelmini accelera i tempi

Approvata una mozione a sostegno della presa di posizione dei ricercatori contro il Ddl  1905, proposto dal ministro Gelmini, che oggi  si è espressa sulla Riforma Universitaria

L’AQUILA – Nella seduta di ieri, il Senato Accademico dell’Università degli Studi dell’Aquila ha approvato una mozione con cui ha ribadito pieno sostegno alla protesta nazionale dei ricercatori universitari contro il ddl 1905 (riforma universitaria Gelmini) che lede gravemente la loro figura professionale e le prospettive di carriera.

Il disegno di legge prevede infatti la figura del ricercatore a contratto (di diritto privato) e a termine, che però dovrà assolvere le stesse mansioni attribuite ai ricercatori, senza nessuna certezza né sugli sbocchi professionali degli attuali ricercatori di ruolo, né sul futuro dei nuovi ricercatori che saranno assunti sulla base di un contratto a tempo determinato.

Inoltre, considerando i gravissimi tagli ai fondi destinati nei prossimi anni alle Università, si riducono le possibilità di un passaggio al ruolo di professore associato per i ricercatori meritevoli, mentre per quelli appena reclutati, oltre ad essere penalizzati dal punto di vista economico, si prevedono ulteriori obblighi didattici.

Tutto ciò, unitamente al blocco del turnover, comporterà la chiusura dei corsi di studio, l’impossibilità di svolgere ricerca di qualità e dunque anche un danno per le nuove generazioni. Anche nell’Ateneo aquilano entra quindi nel vivo la protesta dei ricercatori che, contro la possibile imminente approvazione della riforma universitaria del Ministro Gelmini, a grande maggioranza hanno manifestato la propria volontà di astenersi dallo svolgimento delle lezioni.

In segno di condivisione della protesta, i docenti dell’Ateneo aquilano hanno dichiarato la propria indisponibilità a ricoprire gli incarichi eventualmente lasciati scoperti dai ricercatori, con i quali le Facoltà dell’Ateneo sono solidali, manifestando la loro posizione critica e di opposizione a una riforma che penalizza fortemente il sistema universitario nella sua globalità.

Le Facoltà hanno anche sottolineato come l’eventuale approvazione della riforma Gelmini comporterebbe l’inevitabile riduzione degli insegnamenti a favore degli studenti, con evidenti danni al loro diritto di poter contare su un ampio spettro di possibilità formative.

Ha detto il Rettore di Orio:

se il Ddl Gelmini  fosse approvato senza ulteriori emendamenti che tengano conto della protesta messa in atto dai ricercatori, tutte le Facoltà universitarie dovrebbero in poco tempo ridimensionare la propria offerta formativa per il prossimo a.a. 2010/2011. Questa scelta risulterebbe assai penalizzante a livello nazionale,  ma per l’Università dell’Aquila una riduzione dell’offerta formativa rischierebbe di compromettere i risultati ottenuti in quest’ anno accademico, nel quale oltre 23000 studenti hanno dimostrato fiducia in una delle Istituzioni che vuole essere al centro del processo di ricostruzione dell’intero comprensorio colpito dal sisma.

Mentre nei vari Atenei italiani docenti e ricercatori  dissotterrano l’ascia di guerra e si preparano a mobilitarsi contro il ddl Gelmini, il ministro dell’Istruzione, dell’Università  e della Ricerca Mariastella Gelmini, oggi, forse sentendo soffiare venti di guerra, ha mostrato di voler accelerare i tempi. Infatti in una intervista ai microfoni di Radio Anchio, la rubrica di approfondimento del Gr1 ha annunciato che la riforma dell’Università sarà approvata, al massimo, per metà ottobre.

Ha detto il ministro:

c’è  un impegno preciso del governo, del presidente Berlusconi ma anche dei capigruppo del Senato per calendarizzare l’università immediatamente dopo la manovra, quindi intorno alla metà di luglio. Si prevede poi una discussione alla Camera di circa un mese e quindi crediamo per la fine di settembre, massimo metà ottobre di poter approvare definitivamente questa riforma.

Nel frattempo stiamo già lavorando ai decreti attuativi onde evitare di perdere ulteriore tempo.

Parlando poi del sistema 3+2 che caratterizza oggi le lauree universitarie e che sembra non aver dato risultati positivi,  la Gelmini ha annunciato correttivi  .. “ma senza stravolgere un sistema che ha già subito tanti scossoni”.

Infatti secondo il ministro non si può  intervenire ogni volta e rivedere il sistema.  C’è l’intenzione però di coinvolgere nel percorso di riforma le regioni, per valutare “la sostenibilità nel tempo ed evitare che ci sia la corsa ad aprire facoltà che poi non producono risultati o non sappiano gestirsi”.