Lanciano, al Fenaroli: “Questa sera si recita a soggetto”

LANCIANO (CH) – Giovedì 16 febbraio alle ore 21.00  quinto appuntamento con la Stagione di Prosa 2011/2012 del Teatro Fenaroli di Lanciano. In programma uno spettacolo di teatro classico con “QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO” di Luigi Pirandello, con Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini. Regia di Ferdinando Ceriani. Compagnia Molière.

 “Tutto il teatro recita!” scriveva entusiasta Pirandello dopo aver assistito alla prima tedesca di “Questa sera si recita a soggetto”, scritta nel 1930, durante il suo volontario esilio berlinese. Questa breve lapidaria, affermazione è una sintesi perfetta delle emozioni che si provano rileggendo l’opera: una prepotente dialettica di suoni, di luci, di colori, di passioni elementari. Giovanni Macchia in un suo saggio, non esita ad accostarla ai mystères medievali o alle feste carnevalesche dove la realtà veniva sovvertita a favore di un nuovo ordine liberatorio.

E per certi versi, è ciò che avviene in questa commedia “dei conflitti” dove all’autore si sostituisce l’egemonia del regista, poi degli attori, poi del pubblico e infine dei personaggi stessi (… in cerca di un autore?) che prendono il sopravvento. Una grande struttura funambolica in perenne equilibrio tra illusione e verità che può riassumersi proprio in questa breve esclamazione dell’autore: Tutto il teatro recita! E’ un trionfo dell’arte scenica, che vede protagonisti non soltanto gli interpreti di questa storia ma anche le luci, i palchi, la platea, il sipario (Pirandello nelle sue didascalie, lo muove continuamente, lo fa alzare e calare a ogni scena, a ogni interruzione; lo usa come spartifuoco tra pubblico e palcoscenico) e che si compie pienamente nel terzo atto dove quasi per scommessa, l’autore riesce a commuoverci con una delle più tragiche e strazianti scene di teatro anche se l’artificio teatrale viene preparato sotto i nostri occhi, nel momento stesso in cui gli attori stanno per divenire dei personaggi!

Allora ti accorgi che forse la commedia e’ proprio questa: un gioco di equilibrismi su due tavoli da gioco: svelare la macchina dell’ interpretazione e contemporaneamente, esaltarne le potenzialità evocatrici (espressive?), un montare e smontare la macchina scenica, una sorta di “torneo di scacchi giocato tra Diderot e Stanislawskij” come ci suggerisce con ironia, Giuseppe Patroni Griffi. E questo delicatissimo meccanismo scenico è anche figlio di quella Germania, di quella Berlino in cui viveva Pirandello. Siamo in piena Repubblica di Weimar al centro della rivoluzione culturale dell’epoca, da dove e’ partito Gropius, la grande cinematografia tedesca, in cui si affermano l’espressionismo e il teatro di Bertolt Brecht e Kurt Weill. E queste prime annotazioni sono tutti tasselli di un mosaico più ampio che di nuovo ci porta a quel “Tutto il teatro recita!”, sintesi perfetta di una straordinaria macchina teatrale che forse, non è altro che un potente affresco della vita, grottesca e drammatica. “La vita, o la si vive o la si scrive” diceva Pirandello. Noi con questo testo, la portiamo in scena.

Biglietti in vendita presso il botteghino del teatro (lun/ven 16.30/19.30) e su teatrofenaroli.it.