La Prefettura di Chieti non si tocca

Riceviamo e pubblichiamo la nota di: Paola Puglielli (CGIL FP Chieti), Gabriele Martelli (CISL FP Chieti), Donato D’arcangelo (UIL PA)

CHIETI – Si è svolta ieri l’assemblea sindacale del Personale della Prefettura e Questura di Chieti nel merito dello schema di DPR sulla nuova Organizzazione del Ministero degli Interni. Provvedimento che prevede la soppressione della Prefettura di Chieti accorpandola con quella di Pescara.
Nel corso dell’assemblea, che si è svolta contemporaneamente in tutte le 23 Prefetture italiane oggetto di accorpamento numerosi gli interventi dei dipendenti che con forza hanno ribadito la propria contrarietà al provvedimento in questione.
Le motivazioni sono:

Quali sono i criteri con cui si è proceduto alla riorganizzazione. La Provincia di Chieti per dimensione geografica, abitanti, numero comuni, insediamenti produttivi ha tutti numeri per non essere toccata
La chiusura dei presidi dello Stato sul territorio significa di fatto un arretramento dei presidi di legalità con tutte le nefaste conseguenze sulle attività di contrasto alla delinquenza, infiltrazioni malavitose senza dimenticare tutti i servizi offerti al territorio a partire dalla gestione degli immigrati aspetto oggi sempre più emergenziale
La soppressione della Prefettura di Chieti inoltre non tiene conto di quanto pattuito recentemente, il 3 novembre 2014, con il Piano di recupero delle caserme che ha stabilito, a fronte di un importante investimento del Mef, Chieti città pilota a livello nazionale di questa tipologia di interventi con la finalità del recupero di Strutture demaniali
Le notevoli ricadute sull’intero territorio cittadini e provinciale in termini economici considerando che si sposterebbero circa 300 persone con tutto ciò che ne consegue
Il richiamato provvedimento inoltre confligge con quanto stabilito nella riforma Madia che ha previsto uffici territoriali dello Stato nei quali tutte le amministrazioni dello Stato dovrebbero confluire
La sensazione diffusa tra i partecipanti è che non si tratti di un processo di riorganizzazione del Ministero con la finalità di efficientare la macchina amministrativa. Pensare che un semplice spostamento di personale tra sedi possa risolvere i problemi organizzativi o ottimizzare le risorse è follia
Dubbi anche su come sia possibile realizzare detto accorpamento anche solo dal punto di vista strutturale e logistico. Si dovranno forse affittare nuove sedi a Pescara per garantire la permanenza del personale oltre a tutto il materiale cartaceo e documentale in dotazione?
Sul fronte dei risparmi inoltre si è lamentato che detta operazione non chiarisce quali siano in realtà.
Il DPR inoltre nulla dice rispetto al personale interessato ma semplicemente decreta lo smantellamento dello Stato da una comunità locale e lascia nell’incertezza il personale che oggi in quel contesto garantisce coesione sociale, integrazione e convivenza civile
E’ evidente che ancora una volta quello prospettato non è un piano organico di razionalizzazione e ancora più gravemente non ne sono chiari ed intelligibili termini e criteri

L’assemblea al termine dei lavori ha dato mandato alle segreterie territoriali per dichiarare lo stato di agitazione con rinvio a successive comunicazioni su dichiarazione e di sciopero e manifestazione
coinvolgere ad ogni livello istituzionale, locale e regionale, l’intervento nei confronti dello stato centrale al fine di modificare i provvedimenti ad oggi assunti e scongiurare la chiusura della Prefettura di Chieti
Ribadire l’ultrattività del Protocollo che vede Chieti Progetto pilota in tema di riconversione del patrimonio demaniale
Perseguire obiettivi di razionalizzazione ma con criteri chiari, omogenei, condivisi e soprattutto che non sguarniscano il territorio e cittadini della presenza dello stato
Alleanza forte con cittadini, istituzioni, associazioni locali