La Nazionale di calcio con SNOQ nella campagna “Mai più complici”

La Nazionale di calcio  giocherà oggi  a Parma l’amichevole contro il Lussemburgo e contro la violenza sulle donne

Contro la piaga sociale della violenza sulle donne scendono in campo gli azzurri della nazionale di calcio. La gara amichevole contro il Lussemburgo in programma oggi, 29 maggio a Parma , sarà infatti dedicata a questo problema. “La violenza sulle donne è un problema degli uomini. Insieme possiamo vincere questa partita” è lo slogan che accompagnerà l’iniziativa della FIGC e del Club Italia.

Per Italia-Lussemburgo, la prima delle due partite di preparazione agli Europei che si giocherà al Tardini di Parma, la Federazione – sottolinea la Figc – ha disposto l’ingresso gratuito delle donne che da venerdì 11 maggio hanno potuto recarsi in un punto vendita di Ticket One sull’intero territorio nazionale, e con un documento di riconoscimento richiedere un biglietto omaggio per un qualsiasi settore dello Stadio Tardini, fino ad esaurimento posti.
L’elenco delle rivendite di Ticket One è consultabile sul sito della Federcalcio (www.figc.it) e sul sito dei tifosi della nazionale (www.vivoazzurro.it), sezione biglietteria per Italia-Lussemburgo.

La FIGC ha deciso di aderire alla campagna sociale contro la violenza sulle donne, “schierando” anche la Nazionale su un tema così delicato e sensibile. La partita di Parma sarà dedicata a questo impegno, per condividere proposte e programmi che varie organizzazioni e movimenti di opinione stanno portando avanti in tutta Italia.

La partita sposa la campagna “Mai più complici” promossa da Se Non Ora Quando con Loredana Lipperini e Lorella Zanardo. “Per noi è un grande onore avere la Nazionale al nostro fianco – dice Luisa Rizzitelli di Se Non Ora Quando – perché oltre ad essere amatissima e quindi un eccellente veicolo di comunicazione, ha saputo comprendere subito quello che per noi e’ determinante: avere gli uomini in prima linea in questa battaglia”.

Lanciato nelle settimane scorse, dopo l’ennesimo assassinio di una donna, l’appello “Mai più complici” chiede al governo e alla società civile di mobilitarsi e mettere in campo azioni concrete per fermare la violenza contro le donne in Italia – sono 56 le donne morte da inizio anno per questo motivo – e ai media di cominciare a chiamare questi episodi con l’unico nome che spetta loro, femminicidio: solo in questo modo, sostengono le promotrici, potremo evitare che le storie delle vittime si perdano, confuse nelle pagine della cronaca nera.

L’appello ha avuto adesioni trasversali dal mondo della politica, da quello dello spettacolo, dai sindacati, dallo sport e dalla società civile.