La linea programmatica di Legambiente presentata al suo IX congresso abruzzese «L’Abruzzo deve ritrovare la sua dimensione di regione»

«L’Abruzzo deve ritrovare la sua dimensione di regione»
Rinnovato il gruppo dirigente: confermato Di Matteo alla presidenza

PESCARA –  Si è parlato di futuro, domenica 13 novembre, al IX congresso regionale di Legambiente. Nell’auditorium “Leonardo Petruzzi” del museo delle Genti d’Abruzzo a Pescara, per tutta la giornata i delegati dei circoli territoriali si sono confrontati su alcune questioni che sono al centro del dibattito politico della regione.
Il congresso, titolato “Capire il futuro per cambiare il presente – La forza dell’ambientalismo per vincere le sfide del mondo moderno”, si svolge ogni quattro anni ed è stato un’occasione per fare il punto, di fronte alla politica, agli enti locali, alle autorità giudiziarie e religiose e ai mondi delle imprese, dell’università, della comunicazione, del sindacato e dell’ambientalismo, sulla linea programmatica di Legambiente rispetto a temi come energia, rifiuti, trasporti, bonifica dei siti inquinati, ecomafie, parchi, acqua, cave, rischio idrogeologico, consumo di suolo, sisma e piccoli Comuni.
Il congresso ha inoltre eletto il gruppo dirigente dei prossimi quattro anni, composto da 30 consiglieri tra cui i componenti della segreteria regionale (presidente Angelo Di Matteo, direttore Antonio Sangiuliano, e segretari Antonella Carlucci, Luzio Nelli, Antonio Ricci, Francesca Aloisio, Francesca Morgante, Michele Cassone, Giuseppe Di Marco).

«L’Abruzzo deve ritrovare la sua dimensione di regione, contare sulle identità delle sue genti e guardare al difficile futuro con senso solidale ed unitario – ha affermato Angelo Di Matteo, confermato presidente di Legambiente Abruzzo – Oggi c’è la necessità di avanzare proposte capaci di unire locale e globale e di costruire alleanze per dare rappresentanza a interessi materiali, sociali, culturali ed etici. Dipende anche da noi: l’ambientalismo deve proporre un progetto di Paese che sappia affrontare le grandi questioni del mondo contemporaneo; che sappia promuovere alleanze e percorsi concreti intaccando interessi e rendite di posizione; e che sappia, infine, trasformare in agenda per la Politica i bisogni e i desideri dell’Italia che ci piace».

Il dibattito della sessione mattutina ha messo in evidenza la rivoluzione energetica in atto, incentrata sulle rinnovabili, sull’efficienza energetica e sul gas come fonte fossile di transizione, e che oggi si contrappone alla prospettiva nucleare e del petrolio.

«Il nostro obiettivo – ha continuato Di Matteo – è puntare a un’integrazione delle rinnovabili in edilizia, in agricoltura e nell’industria come occasione per innescare processi virtuosi di risparmio, riqualificazione e innovazione».
Altri argomenti caldi nel dibattito politico sono stati la mancanza del Piano regionale dei trasporti, la parziale attuazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti e l’assenza del Piano di tutela della acque. Chiara e forte, inoltre, la sollecitazione agli interventi sui siti inquinati.
Sul consumo di suolo, che costituisce un potenziale devastante verso l’ambiente e la società, Legambiente ha rinnovato alla Regione l’invito a recepire le proposte consegnate in occasione del tanto discusso disegno di legge urbanistico regionale. Attenzione è stata prestata anche alla situazione estrattiva, che necessita della redazione di un piano cave regionale capace di incentivare la filiera del riciclo degli inerti anche rispetto alle necessità connesse alla Ricostruzione aquilana. La Ricostruzione, per Legambiente, deve essere occasione di riforma strutturale della Regione: un’eccezionale opportunità per tutto l’Abruzzo non solo in termini di innovazione materiale, ma anche in termini di ridefinizione dell’intera governance politica, amministrativa, economica e funzionale.

«Per ricostruire L’Aquila – ha ribadito Angelo Di Matteo – oltre all’orgoglio abruzzese servono coesione sociale, idee nuove, risorse finanziarie sufficienti, strutture tecniche adeguate, rigore morale e tanto tanto coraggio politico. La sfida è tutta qui. Le macerie sono ancora tutte lì».