La discarica di Bussi e la stabilizzazione dei precari impiegati presso l’amministrazione provinciale, i due temi affrontati dal Consiglio provinciale

PESCARA – Giovedi 20 maggio nel corso del Consiglio provinciale, due sono stati i punti più dibbattuti: la discarica di Bussi e la stabilizzazione dei precari impiegati presso l’amministrazione provinciale. Entrambi i temi sono scaturiti da un’interrogazione e da una mozione presentate da Antonella Allegrino (IdV) alla presenza di un nutrito pubblico composto da rappresentanti delle associazioni ambientaliste e da una parte dei lavoratori precari dell’Ente.

A proposito dell’interrogazione sulla discarica di Bussi, nella quale la Allegrino chiedeva di conoscere quali azioni sono state svolte e quali saranno attuate dall’amministrazione per la messa in sicurezza e la bonifica del sito, ha risposto l’assessore provinciale all’Ambiente Mario Lattanzio, ribadendo che, come scritto nel decreto del Ministero dell’Ambiente:

la Montedison si è fatta carico già dal dicembre 2009 del progetto di messa in sicurezza del sito del Comune di Bussi sul Tirino, rendendosi disponibile a coprire i costi. Relativamente alle aree di competenza Solvay Solexis, si è preso atto della documentazione trasmessa dalla società, dalla quale è emerso che il sito è pesantemente contaminato.

Nel rispondere alla segnalazione dei rischi per le persone che si recano nell’area contaminata per effettuare pic-nic e per la pesca, in assenza di qualsiasi segnale di divieto, l’assessore ha, inoltre, precisato che

Il calendario ittico approvato dalla regione Abruzzo prevede, per i siti SIN, la pesca no-kill, ovvero che il pesce pescato venga rigettato in acqua. Tuttavia pur non essendo una nostra competenza specifica, stiamo cercando di intervenire sul ministero dell’Ambiente affinché provveda al più presto a far effettuare la bonifica dell’intero sito.

A tale proposito, si registra la seguente dichiarazione della Allegrino:

Rispetto il ruolo dell’assessore all’Ambiente, ma non sono per nulla soddisfatta della risposta data da Mario Lattanzio alla mia interrogazione su un tema che interessa da vicino la salute dei cittadini. Non mi soddisfa la sua risposta perché è basata esclusivamente sulle competenze tecniche e prestabilite della Provincia, che non prevedono un’azione diretta dell’Ente nell’ effettuare la messa in sicurezza del sito contaminato di Bussi. Io credo invece che compito di un Ente intermedio quale la Provincia sia quello di svolgere un ruolo di stimolo e di pressione presso le autorità preposte (ministero, regione) per arrivare all’obiettivo di bonificare quella che è stata definita “la discarica di rifiuti chimici più grande d’Europa”.

La capogruppo dell’IDV ha poi continuato sottolineando che:

Ci sono competenze che non sono solo tecniche, ma soprattutto politiche, e che sono legate al senso di responsabilità dell’Ente nei confronti del territorio che amministra. La Provincia, che ha avanzato istanza di costituzione di Parte Civile nel processo a carico della Solvay e della Montedison, deve muoversi e farsi parte attiva per la realizzazione e il coordinamento di un comitato di comuni della val Pescara e dell’intera provincia per svolgere le dovute pressioni sugli enti competenti, e deve farsi promotrice della richiesta di un’indagine epidemiologica da parte dell’Istituto Superiore di Sanità del ministero della Salute, per valutare lo stato di salute della popolazione della val Pescara, che ha consumato per anni acque provenienti dai pozzi di Castiglione a Casauria, contaminate da quel terreno sul quale erano state accumulate sostanze tossiche e cancerogene.
Chiederò che la questione torni in Commissione Ambiente e che venga affrontata approfonditamente in un Consiglio straordinario dedicato.

L’altro argomento molto discusso durante la giornata è stato il problema della stabilizzazione dei 66 lavoratori precari della Provincia. All’assemblea è stato chiesto di votare un atto indirizzo che impegnava la Giunta a dare risposte certe e immediate sul destino dei lavoratori, valutando la professionalizzazione dopo anni di lavoro presso l’Ente, e rivedendo il piano dei fabbisogno del personale per il prossimo triennio. La mozione è stata respinta con 13 voti favorevoli e 9 contrari. Dopo un’ampia discussione, è intervenuto il presidente Guerino Testa. Il Presidente della Provincia ha fatto il punto su quanto sta facendo l’attuale amministrazione, che ha costituito un tavolo tecnico composto da dirigenti e assessori, per risolvere:

un problema molto complesso, al quale Giunta e i dirigenti stanno dedicando tempo ed attenzione.

Il Presidente Testa ha, inoltre, siegato che:

Il percorso per la stabilizzazione, definito dalla precedente amministrazione provinciale presupponeva che dalla regione Abruzzo venissero trasferite somme per la formazione professionale indiretta, che poi non sono state erogate, e prevedeva il pensionamento di almeno 13 dipendenti, che avrebbero procurato un risparmio per l’ente di 365.000 euro. In realtà, nel corso del 2010 sono state fatte solo otto domande di pensionamento, con un risparmio ben più limitato (210.000 euro). La copertura finanziaria prevista da una delibera del 2009 della giunta allora guidata da De Dominicis, dunque, è inferiore di una somma pari a 300.000 euro. A ciò si aggiunge una forte diminuzione delle entrate e un livello notevole di indebitamento dell’amministrazione in rapporto alle entrate: problemi che si aggiungono a quelli di carattere organizzativo e gestionale, che impongono un ripensamento sulle professionalità da impiegare nell’ente, considerato che oggi mancano alcune figure tecniche (ingegneri, geometri, geologi ecc.) per le quali non è possibile una riconversione del personale oggi a tempo determinato.

Lo stesso Testa ha concluso dicendo:

Alla luce di tutto ciò è chiaro che dobbiamo tener conto di tutti gli aspetti di questa complessa vicenda, ma è evidente che non verrà trascurato l’aspetto umano. Ciascuno di noi vorrebbe assicurare un futuro ai lavoratori a tempo determinato e se questo fosse possibile, oggi non saremmo qui a discutere su come farlo. Ma non vogliamo neanche fare promesse che non si possono mantenere. Non è il momento di fare demagogia e populismo.

Sono stati rinviati alla prossima seduta i punti riguardanti il rinnovo del consiglio di amministrazione dell’IRIS, e due mozioni sul personale e sulle attività di comunicazione delle attività di Giunta e di Consiglio.