L’Accademia d’Abruzzo presenta le opere di Nicola Costanzo

logo ACCADEMIA D'ABRUZZOLunedì 11 gennaio è stata esibita la mostra del pittore e xilografo pescarese.

PESCARA – Presso lo storico edificio della Fondazione PescarAbruzzo è stata presentata la mostra delle opere del pittore e grafico Nicola Costanzo, in occasione del 47° incontro culturale organizzato dall’associazione Accademia d’Abruzzo come essa si adopera da tempo regalando deliziosi momenti incentrati su componimenti poetici, musicali e pittorici. Le delucidazioni riguardanti i capolavori dell’artista pescarese sono state curate per i dipinti dal professor Antonio Zimarino, invece per la xilografia dalla professoressa Anna Cutilli; il tutto allietato dalla lettura di alcuni testi poetici da parte dello stesso presidente dell’accademia Franco Castellini e dalle liete note del trio di musicisti: Antonella Anile al pianoforte accompagnato dai flauti di Sandro Carbone e Micaela Sabatini che hanno proposto dei brani tratti dalle musiche di Bach, Briccialdi e Doppler.


L’associazione Accademia d’Abruzzo,con sede a Pescara,dal 1989 è promotrice di simili eventi culturali  per offrire opportunità di approfondimento dei vari settori della conoscenza intellettiva e artistica umana. Lo scorso pomeriggio nel cuore della città ha donato ai suoi spettatori l’esposizione FRAMMENTI DEL REALE del pittore,incisore e saggista Nicola Costanzo nato a Pescara e rimasto nella sua terra natia,a differenza di altri suoi colleghi,esattamente a  Montesilvano luogo in cui vive e lavora tuttora.

La pittura di Costanzo è una ricerca continua della rappresentazione mobile e transitoria della realtà alla quale si apre con una particolare sensibilità che non vuole rifugiarsi nell’immaginario;ciò lo porta a rinnovarsi periodicamente evitando di ancorarsi ad identità artistica fissa, come viene illustrato dal professor Antonio Zimarino che ha commentato i dipinti dell’artista:

Nei suoi lavori precedenti, questa idea di transitorietà (connaturata obbligatoriamente con idea di persistenza) tra solidità e dissoluzione è sempre stata presente, creando una viva tensione tra segno e colore, tra definizione e dissolvenza,tra forme e non-forme: ora, invece ci troviamo ad un’ennesima svolta del suo lavoro e del suo approccio all’immagine, meno teso, meno drammatico se si vuole ma sicuramente di maggior apertura e interesse al reale,a partire dall’analisi della sua frammentarietà.

Nicola Costanzo quindi, è un pittore innovativo e poco attaccato alla tradizione,situazione che non accade invece nelle sue opere xilografiche, esibite sempre ieri pomeriggio nella sala della Fondazione PescarAbruzzo e illustrate dalla professoressa Anna Cutilli; infatti nella laboriosa e difficile arte dell’incisione su legno che Costanzo ha appreso presso un’antica scuola Urbino,egli è rimasto fedele alle tecniche xilografiche del Cinquecento,rifiutandosi di utilizzare gli attuali mezzi meccanici specifici per tale pratica. I suoi oggetti,dunque,sono molto pregiati e poco diffusi realizzandoli per interi da solo con pazienza e meticolosità!

Il tema trattato in questi capolavori è l’uomo, a volte rappresentandolo in maniera geometrico-astratta e altre volte senza personalità, tipo manichino uguale ad altri suoi simili. Alterna l’uso di legni più teneri come il pioppo a quelli più duri come il pero,a seconda della tecnica e dell’effetto,come viene spiegato dalla professoressa Cutilli che ha curato proprio la sezione xilografica della mostra:

Quando egli utilizza i legni teneri come il pioppo in cui le fibre dure e portanti si avvicendano con parti più cedevoli che si sgranano sotto la trazione della punta che incide, si formano le cosiddette ‘barbe’ che danno movimento e delicatezza all’opera al pari delle vibrazioni musicali.(…) Usa i legni duri come il pero perché,date le ridotte dimensioni, i segni devono essere minuti,distinti e precisi.

La mostra,comunque,sarà a disposizione fino al 22 gennaio presso la Maison des Arts della Fondazione PescarAbruzzo.