”Informatica e non solo- fuori dal carcere”, nuovo progetto di Voci di Dentro

CHIETI-  Informatica e non solo – fuori dal carcere è il progetto pilota sorto dalla sinergia tra la Fondazione Carichieti e l’Associazione di Volontariato Voci di Dentro, grazie anche alla compartecipazione dell’Amministrazione comunale di Chieti, de La Camera di Commercio di Chieti, de La Panoramica e del Gran Caffè Vittoria.

Con il via libera del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, del Magistrato di Sorveglianza dott.essa Maria Rosaria Parruti, della Direzione della Uepe (Ufficio Esecuzione Penale Esterna), dallo scorso novembre è infatti in funzione una “scuola speciale” nei nuovi locali di Voci di Dentro di Chieti per  cinque detenuti, due di Chieti e due di Pescara a cui è stato concesso il regime di articolo 21, oltre a un detenuto agli arresti domiciliari partecipando ai corsi di Voci di Dentro: 5 ore di lezione al giorno, due ore e mezza al mattino e altrettante al pomeriggio, per apprendere l’uso del computer, livello base e livello avanzato (programmi di editing e audio video), applicazioni web, tecniche di scrittura, cultura generale.

Alla presentazione c’erano anche l’assessore ai servizi sociali del Comune Emilia De Matteo, la Direzione della Casa circondariale di Chieti, la Dottoressa Giuseppina Ruggero, il Comandante Valentino De Bartolomeo, gli educatori, i rappresentanti del Sert di Chieti, il Dottor Gianluca De Santis dell’Ufficio Promozione Camera di Commercio, la Dottoressa Rita Scarinci del Sert di Lanciano.

Il gravissimo problema del sovraffollamento, quasi 70 mila detenuti in 208 istituti che ne possono ospitare la metà , non diventa una tragedia immane solo grazie al lavoro e alla dedizione della polizia penitenziaria, degli educatori, delle direzioni delle carceri e delle associazioni di volontariato come quella che io rappresento.

A nome di Voci di Dentro, e dei detenuti, ringrazio pertanto tutti coloro, enti e privati, che hanno contribuito finanziando questo progetto che offre a un gruppo di detenuti un’occasione di studio e in prospettiva di inserimento praticando il principio costituzionale che la pena deve tendere alla rieducazione, ovvero una chance per evitare la cosiddetta porta girevole e il rientro in carcere per mancanza di opportunità, capacità, lavoro, formazione.

ha detto il presidente dell’associazione Voci di Dentro, il giornalista Francesco Lo Piccolo, aggiungendo:

Alla base di tutto c’è la cultura, non a caso all’interno delle nostre carceri la gran parte dei detenuti è composta da persone di bassa scolarizzazione. La formazione, e a questo tendono i laboratori di scrittura di Voci di Dentro nelle carceri di Chieti, Pescara, Vasto e Lanciano, vuole dunque fare da argine alla devianza e alla sottocultura.

Ai detenuti che accedono ai nostri corsi insegniamo tra l’altro a realizzare al computer la nostra rivista, rivista che esce ormai da 5 anni e che è interamente scritta dai detenuti delle carceri di Chieti, Pescara, Vasto e Lanciano. Dunque scuola-laboratorio e in futuro si spera posto di lavoro. E naturalmente vogliamo continuare: dopo i corsi pensiamo dunque all’inserimento lavorativo, alla realizzazione di una tipografia e altro.

Da qui l’appello di Voci di Dentro perché il progetto da pilota diventi definitivo, per l’arrivo di nuovi finanziamenti che permettano l’allargamento di questa splendida sinergia realizzata a Chieti tra pubblico e privato e per il concreto reinserimento nella società di persone che hanno sbagliato una volta ma che non vogliono sbagliare ancora.