Notizie-Abruzzo. Gravi problemi per i taxisti dell’area metropolitana.

Una delegazione dei taxisti di Pescara e Chieti ha incontrato l’assessore Reionale ai trasporti

Nel pomeriggio di ieri, a Pescara, una delegazione di taxisti dell’area Montesilvano-Pescara-Francavilla- Chieti, (recentemente evolutasi in un consorzio), ha incontrato l’assessore ai trasporti per la Regione Abruzzo Giandonato Morra.

All’incontro erano presenti anche alcuni funzionari dei comuni interessati.

Dal confronto sono emerse numerose problematiche, non ancora affrontate nella nostra regione in un confronto istituzionale fino ad ora, ed è emersa la difficoltà nell’esercizio della professione di taxista in Abruzzo sia per chi già la esercita, sia per chi la vuole intraprendere.

I problemi principali dibattuti ieri sono stati: la grande limitatatezza di azione per i conducenti dei taxi: essi sono soggetti alle differenti disposizioni di legge di ogni singolo comune che attraversano, con gravi disagi.

Un esempio eclatante è il seguente: se un taxista trasporta un cliente da Pescara a Chieti, quando arriva a Chieti non può prendere a bordo, alla fine della corsa, un altro cliente, perché non esiste una convenzione tra i comuni che lo consente. Ciò comporta una tariffa più elevata per l’utente, ed un danno economico per il taxista.

L’altro grave problema sono le limitazioni, per tutti i taxisti della zona dell’area metropolitana di Pescara-Chieti, nell’accesso all’aeroporto.

C’è poi da dire che chi vuole intraprendere la carriera di taxista si trova la strada sbarrata da uno stallo creatosi in materia di procedure burocratiche e di licenze: in pratica, chi vuole fare il taxista a Pescara e nelle zone contigue riceve un secco no dalle istituzioni.

La legislazione in materia di taxi prevede una serie di deleghe stile “scatole cinesi”, per cui lo stato delega le competenze alla regione, la regione alle provincie e le provincie ai comuni.

Per risolvere il problema sembra assurda la strada di coinvolgere, con grande fatica, decine e decine di comuni, per una libera e proficua circolazione dei taxi. Urge dunque una modifica delle leggi regionali, se non nazionali, in materia.

Andrea Russo