Giulianova : “Saluti da Serajevo” di Luca Leone

GIULIANOVA (TE) – Domenica 20 novembre  alle ore 17.30, presso il Circolo virtuoso Il nome della Rosa, a Giulianova,sarà presentato il libro “Saluti da Serajevo” di Luca Leone, con la  prefazione di Eldina Pleho e l’introduzione di Kanita Ita Focak. E’ pubblicato da Infinito Edizioni.

Presenta: Roberto Di Giovannantonio

Il volume è una guida dedicata ad un città, alla sua storia, alla sua realtà e al suo futuro. Una guida dedicata a Sarajevo, un omaggio a una città stupenda, straziata fin nel profondo dell’anima dalla barbarie della guerra ma, ciò nonostante, ineguagliabile per la sua capacità di accogliere e di stupire.

Nessuno può raccontare Sarajevo meglio di coloro che ne comprendono l’essenza. L’autore di questo libro è uno di loro, una persona che cerca di imparare la lezione che Sarajevo vuole tramandare all’umanità, una lezione che pensavamo di avere già imparato… Benvenuti a Sarajevo, una città non perfetta ma che vi può raccontare una storia che vi renderà molto più vicini alla perfezione che tutti desideriamo. (Eldina Pleho)

Saluti da Sarajevo narra 4.500 anni di storia della città e ne racconta gli scorci e l’essenza attraverso splendide immagini a colori e consigli di percorsi di visita, concentrandosi sulla sua urbanità incredibile, sulla sua innata e insopprimibile tolleranza e laicità.

Seguendo la scelta fatta con Bosnia Express – ovvero avviare una nuova fase di narrazione sulla Bosnia Erzegovina, che non si occupi più solo del passato e in particolare della guerra ma che invece si concentri sul presente e sulle prospettive future – l’autore di Saluti da Sarajevo racconta con immagini a colori di alta qualità e testi la Capitale bosniaca di oggi, descrivendone scorci, percorsi, storia, sviluppo, contraddizioni, e disegnando un libro a metà strada tra il reportage giornalistico, il diario di viaggio e la guida sia per neofiti che per conoscitori della città.

Saluti da Sarajevo, progetto unico nel suo genere, porta il lettore a confrontarsi con una Sarajevo inattesa, nuova, a tratti altera ma sempre accogliente, concentrandosi sui suoi quartieri e luoghi più importanti e unici, che raccontano una storia e mille storie affascinanti e uniche, come unica sa, può e deve essere Sarajevo.

A sedici-diciassette anni ho conosciuto il mio futuro marito. Lui, nato sarajevese da un’antica famiglia, mi portava nei posti più belli e dall’alto mi faceva vedere la sua città, mi raccontava le storie degli abitanti, delle sue vie, delle case. Mi raccontava la bellezza delle tradizioni portate da queste parti da vari popoli… E non so più se mi sono innamorata prima di lui o della sua città. (Kanita Ita Foèak)

A seguire sarà proiettato il Cortometraggio – “L’Angelo di Srebrenica”

Regia: Ado HASANOVIC

Questo è il primo cortometraggio professionale del giovane regista Ado Hasanoviæ, che al momento vive a Srebrenica e lavora per l’associazione “Prijatelji Srebrenice” (“Amici di Srebrenica”). Tutto il film è realizzato con effetti speciali. Il progetto è stato sostenuto dalla fondazione Schüler Helfen Leben SHL che ha sede a Sarajevo. La produzione invece è a cura di una delle agenzie di marketing più conosciute: l’agenzia Via Media di Sarajevo. Il personaggio dell’angelo viene impersonificato da Samra Mlinar, ballerina di Sarajevo.

Il film parla di un giorno perfetto, nella Srebrenica di oggi. In una città che ancora soffre per le conseguenze della guerra. L’angelo, con il suo balletto e i suoi movimenti, ci svela alcune parti della città riconoscibili allo spettatore, come il Memoriale di Potoèari, e in questo modo crea un’immagine della vita a Srebrenica, passata e presente.

La ragione per cui ho deciso di girare questo film risiede nel mio desiderio di rappresentare lo sviluppo della città di Srebrenica attraverso l’arte, e con questo desidero essere al passo con le mode globali. E’ importante che il pubblico europeo e internazionale lo veda soprattutto per la tematica che tratta. Il debutto a livello regionale, europeo e mondiale, proverò a farlo partecipando ad alcuni prestigiosi festival cinematografici. La mia affermazione è la serietà della realizzazione personale, di specifiche culture espressive e l’uscita da autentici circoli chiusi locali nel mondo. Come prodotto di confine è nato “L’angelo di Srebrenica” ed è già un successo evidente. Inoltre, un grande appoggio per la realizzazione del film è stata data da Berin Tuzlic e desiderei ringraziarlo moltissimo

dice il regista Ado Hasanovic.