Fondo sociale del Comune, Di Pino: “Il vero problema di oggi è legato alla liquidità”

PESCARA – Durante la conferenza stampa di ieri, per fare il punto della situazione sul Fondo sociale del Comune, è intervenuto il Presidente della Commissione Politiche sociali Di Pino che ha illustrato le principali azioni per il sociale che sono state attivate dall’attuale amministazione comunale:

– incremento dei fondi destinati alle mense dei poveri

– istituzione dei nuovi capitoli di spesa per il contrasto al disagio giovanile e per le politiche dell’immigrazione

– creazione ex novo del Fondo per il sostegno al reddito delle famiglie in difficoltà

Di Pino sottolinea l’aumento di 1 milione di euro netti degli investimenti per il settore e l’impiego del 55% della spesa per pagare dei servizi che risalgono al 2008.

Quindi ha puntualizzato come:

all’interno della Commissione abbiamo affrontato a più riprese le tematiche del disagio economico dei nostri cittadini, attivando un confronto diretto con le organizzazioni che operano sul territorio e che ci hanno descritto un quadro sicuramente difficile. Oggi purtroppo il soggetto in difficoltà non è solo l’immigrato, ma la famiglia italiana, magari monoreddito, con un mutuo sulle spalle. Per sostenere tali nuclei la nostra amministrazione comunale ha attivato vari strumenti, tra cui il Pronto intervento sociale, destinato agli utenti che hanno difficoltà a pagare bollette o medicinali e che noi aiutiamo erogando somme alle parrocchie o alle associazioni sul territorio.

Così sugli interventi effettuati dalla maggioranza:

La maggioranza di governo è riuscita a non ridurre gli stanziamenti e, anzi, abbiamo istituito anche nuovi capitoli incrementando gli stanziamenti per il Banco Alimentare e per le mense per i poveri, istituendo ex novo il Fondo per il sostegno al reddito delle famiglie in difficoltà, uno strumento oggi oggetto di una valutazione di merito presso il Comune che dovrà stabilire i parametri attraverso cui erogare i contributi. Un fondo che attualmente ammonta a 75mila euro ma che, non appena arriveranno ulteriori entrate, porteremo a 250mila euro. Attualmente la spesa per il sociale del 2010, pari a 10milioni 350mila euro, contro i 9milioni 904mila del 2009, è la più sostanziosa mai registrata dal 2003 a oggi. Vero è che l’amministrazione ha anche effettuato scelte precise su come investire tali somme, istituendo, ad esempio, degli assessorati prima inesistenti, come il contrasto al disagio giovanile che ha determinato una spesa ad hoc, o le politiche dell’immigrazione.

Sul problema della liquidità:

Il vero problema che oggi l’amministrazione comunale si trova a fronteggiare non è dunque relativo agli stanziamenti che ci sono, ma piuttosto è la liquidità. L’attuale amministrazione ha infatti ereditato debiti del 2008 e 2009 che oggi impegnano il 55 per cento dello stanziamento, dunque oltre 5milioni di euro serviranno a pagare spese che riguardano gli anni pregressi che il passato governo cittadino di centro-sinistra non ha saldato, anzi ha rinviato al futuro, preferendo usare le liquidità di cassa per servizi diversi dalle politiche sociali. E oggi è l’attuale governo cittadino a dover coprire, ad esempio, i rimborsi delle bollette anticipate dalle associazioni del territorio nel 2008. A questo punto l’invito rivolto alle forze di maggioranza è quello di rimboccarsi le maniche con senso di responsabilità e di individuare insieme la soluzione a una problematica che abbiamo ereditato, visto che nel 2008 il sindaco non era Luigi Albore Mascia, l’assessore alle Politiche sociali non era Guido Cerolini, ma la Lista Teodoro, prima delle amministrative di due anni fa, era in maggioranza con un vicesindaco.