Ex Cofa, Albore Mascia: “la minoranza ha tenuto in ostaggio una città intera”

bonifica-ex-cofa01Il sindaco di Pescara interviene  sulla  rinuncia  della Camera di Commercio all’accordo di programma sull’ex Cofa e attacca senza mezzi termini   il centro-sinistra per l’ostruzionismo in Consiglio comunale

PESCARA – Non accennano a placarsi le polemiche sulla mancata ratifica dell’accordo di programma su l’ex Cofa in Consiglio comunale a Pescara .Dopo che ieri la Camera di Commercio ha deciso di rinunciare a tale accordo  e quindi all’acquisto e alla riqualificazione dell’ex Cofa ,il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia è intervenuto contro il  centro-sinistra che con l’ostruzionismo ha forse condannato  l’area suddetta  ad altri vent’anni di immobilismo e di degrado: una responsabilità,per Mascia , che l’intero Partito democratico con tutta la sua classe dirigente dovranno sentire sulle proprie spalle.

Ha detto il sindaco:

quello che è accaduto a Pescara rappresenta una vergogna: una esigua minoranza politica, espressione di partiti ormai distanti anni luce dal territorio e dalle sue esigenze, ha tenuto in ostaggio non la maggioranza di governo, ma una città intera e, con il proprio ostruzionismo, ha impedito l’approvazione di un atto teso esclusivamente a garantire lo sviluppo del nostro territorio nel pieno rispetto delle regole urbanistiche vigenti . Appena questa mattina avevo inviato una lettera al Presidente della Camera di Commercio Becci, al Presidente della Regione Abruzzo Chiodi e al Presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa, nella quale, esprimendo una condanna ferma nei confronti dell’ostruzionismo pregiudiziale del centro-sinistra che non ha consentito, non solo la ratifica dell’accordo di programma, ma anche la discussione nel merito della delibera, ho proposto un incontro al fine di verificare la disponibilità degli Enti coinvolti a sottoscrivere un nuovo documento riproduttivo di quello decaduto. Nel frattempo si è riunita la Giunta della Camera di Commercio che nella tarda mattinata ha ufficializzato la propria decisione, ossia la rinuncia all’accordo di programma e il passo indietro. Una posizione assolutamente comprensibile e giustificabile, considerando le offese di cui la stessa Camera di Commercio è stata scelleratamente fatta oggetto negli ultimi giorni da parte del centro-sinistra, che ha definito l’Ente uno speculatore, paventando chissà quali interessi reconditi si celassero dietro quell’accordo che aveva invece un unico fine: lavorare per il bene della città e per il suo sviluppo, lavorare per costruire, per rilanciare l’economia del territorio, per creare occupazione, per ridare slancio alla vocazione turistica di Pescara. Una volontà che purtroppo si è scontrata contro l’ostruzionismo e l’irresponsabilità di chi non ha né la maturità né la capacità di governare un territorio, né tantomeno di esercitare il ruolo di opposizione. Quello commesso ai danni di Pescara è un delitto, un crimine, di cui ora tutta la città dovrà purtroppo pagare le conseguenze. Da oggi il Pd e il centro-sinistra porteranno sulle proprie spalle tutto il carico della responsabilità di quel delitto, ogni giorno ricorderemo loro la grande occasione che hanno fatto perdere a Pescara, l’occasione di vedere quattro Enti pubblici uniti e coinvolti in un’opera di rilancio unica. Da parte mia resta la profonda amarezza per la mia città che da vent’anni attendeva la possibilità di cancellare la vergogna rappresentata dall’ex Cofa, un pugno nello stomaco: l’intero complesso a questo punto resterà di proprietà della Regione Abruzzo che assumerà le proprie decisioni, mentre al Comune resterà solo la possibilità di vigilare sul rispetto del Piano regolatore. Ma è evidente che a questo punto il ‘partito del non fare’ non potrà prevalere uccidendo una città che vuole crescere e guardare al futuro, una città che non potrà mai dimenticare di essere stata vittima dell’irresponsabilità del Pd.