Dissesto idrogeologico: situazione critica in Calabria

Alla vigilia dell’importante evento  sul dissesto idrogeologico in Italia dal titolo “Le Frane in Casa”,interviene il Presidente dell’Ordine dei Geologi della Calabria per richiamare l’attenzione sulla situazione della sua regione.

Il Presidente dell’Ordine dei Geologi della Calabria, Arcangelo Francesco Violo illustra  le criticità della regione, alla vigilia dell’importante Forum nazionale sul dissesto idrogeologico in Italia dal titolo “Le Frane in Casa”, in programma il 16 Giugno al Centro Congressi “Frentani” di Roma. Un evento senza precedenti, organizzato dagli Ordini Regionali dei Geologi d’Italia e dal Consiglio Nazionale dei Geologi. Durante il briefing con la stampa, i geologi illustreranno il quadro della situazione presente in Italia ed anche l’impatto economico dei danni provocati da tali eventi sul sistema Paese.Ha detto Violo che  in Calabria si sono avute 550 frane negli ultimi due inverni che hanno avuto come conseguenze oltre 1 MLD di euro di danni , centinaia le famiglie evacuate e decine di  infrastrutture viarie ancora interrotte . Si trascorrerà la prossima stagione invernale senza aver messo in sicurezza tutte le criticità manifestatesi negli ultimi due anni. Ha spiegato ancora Violo :

In Calabria 550 frane negli ultimi due inverni di cui 300 nel 2009/2010 e 250 nell’inverno precedente. Inoltre nell’ambito di uno studio realizzato nel 2008 che ha interessato solo il 50% del territorio calabrese, sono state censite ben 10.000 frane . La Calabria è caratterizzata da un territorio intrinsecamente fragile e molto predisposto al dissesto idrogeologico.Nell’ultimo inverno si sono quantificati, e non sono ancora dati precisi, oltre 1 MLD di euro di danni in Calabria.

Benché la Regione Calabria abbia varato la prima fase del Piano di Difesa del Suolo, rivolta agli interventi puntuali ed urgenti, con circa 220 interventi previsti per 170 MLN di euro di importo finanziato le procedure necessarie per rendere gli interventi cantierabili saranno piuttosto lunghe e dunque sappiamo già, con certezza, che in Calabria trascorreremo il prossimo inverno senza aver messo in sicurezza tutte le criticità manifestatesi in queste ultime due stagioni invernali . Centinaia sono le persone ancora evacuate nella nostra regione, a causa delle frane. Non solo a Maierato, ma, ad esempio, anche nella periferia di Catanzaro ed esattamente nel quartiere Ianò, decine di famiglie sono ancora costrette a restare fuori casa per l’attivazione di una grande frana: al riguardo è stato predisposto un piano di monitoraggio continuo atto a seguire l’evolversi di questo importante fenomeno. Tuttavia, anche in questo caso, gli interventi di messa in sicurezza tardano ad arrivare.

Violo è stato chiaro sulla prevenzione ed ha così continuato :

riteniamo che la difesa del suolo debba diventare il tema centrale di governo del territorio. Crediamo che sia necessario puntare sulla prevenzione, in primo luogo attraverso studi di pianificazione territoriale, programmando gli interventi urbanistici nelle aree stabili. E’ necessario predisporre un piano organico di difesa del suolo che metta in sicurezza il territorio anche attraverso il controllo e la manutenzione continua del territorio stesso, coinvolgendo i geologi nelle attività di monitoraggio diretto del territorio attraverso l’instaurazione di presidi territoriali finalizzati a segnalare per tempo le criticità. Come Ordine dei Geologi della Calabria, abbiamo sempre richiesto alle autorità competenti, l’incremento della presenza dei geologi nelle strutture di controllo dei progetti: riteniamo, infatti, che la “sicurezza geologica” non possa prescindere dalla qualità della progettazione.

Il presidente dell’Ordine dei Geologi della Calabria, ha concluso ricordando che la Calabria è una delle regioni a più alto rischio sismico d’Europa. Tutti i 409 comuni calabresi sono a rischio sismico, di cui ben 261 ricadono in “Zona 1” ed i restanti 148 in “Zona 2”. Tre capoluoghi di provincia, Cosenza, Vibo Valentia e Reggio Calabria ricadono in “Zona 1”: è indubbia la necessità di mettere in sicurezza gli edifici, privati e pubblici, a più alta vulnerabilità.