Deposito dei Segni rappresenta l’Italia all’VIII Janana Summer Encounter

present.lab.finale.9Hanno preso appunti, si sono dedicati a graffiti, acquerelli, tempera, per poi scegliere un titolo, una trama e un modo di rappresentare la loro storia con il linguaggio del corpo. I quindici  partecipanti al workshop condotto dall’associazione abruzzese Deposito dei Segni nell’VIII edizione del Janana Summer Encounter a Brumana-Beirut (Libano) non hanno solo appreso nuove tecniche per entusiasmarsi ed esprimersi, ma hanno soprattutto imparato ad insegnarle: al percorso espressivo proposto tra pedagogia teatrale e didattica artistica hanno partecipato operatori libanesi, palestinesi ed egiziani che al ritorno nelle loro terre e comunità condivideranno l’esperienza vissuta, esercitando la loro attività tra i bambini dei campi profughi, delle aree emarginate e di guerra. Ha preso parte al workshop anche un’operatrice irlandese, che l’anno prossimo condurrà un workshop lei stessa.

present.lab.finale.8Il gruppo, che prevedeva una presenza massima di 15 iscritti, per il workshop “Il Libro Vivente” ha inventato il racconto “La Principessa di Bissan” ed ha acquisito tecniche e metodi per inventare storie e drammatizzarle, costruire libri e illustrarli. Sono state proposte tecniche differenti, dal graffito all’acquerello, dalla stampa xilografica al bianco/nero, dal carboncino alla tempera, impiegando per la trascrizione del testo la scrittura araba anche come motivo grafico. Seguendo una struttura di base predefinita i partecipanti hanno inventato collettivamente una fiaba, scoprendo come drammatizzarla e rappresentarla con il linguaggio del corpo,  riscontrando il consenso del pubblico e degli altri trainer nella rappresentazione de “La principessa di Bissan” al termine del workshop.

Così raccontano Cam Lecce e Jörg Grünert di Deposito Dei Segni:

Su otto edizioni del Janana Summer Encounter abbiamo avuto l’onore di rappresentare l’Italia e quindi l’Abruzzo per ben cinque anni di seguito. L’obiettivo delle attività è far individuare il perché nascosto dietro ogni gioco: in questo modo gli operatori trovano nuova propulsione nella loro attività, si fanno conduttori di benessere e fanno da collante in risposta ad un problema comune in tutto il mondo, l’evasione scolastica. Nel workshop imparano la condivisione, la socializzazione, l’armonia, il confronto: l’importanze di “fare gruppo”, senza essere giudicati. Un sorprendente passaparola ci vede puntualmente concludere i workshop con sempre già quasi 10 iscritti per quello dell’anno successivo.

present.lab.finale.5Le attività di teatro didattico e sociale che Deposito Dei Segni svolge da cinque anni in Libano sono presenti all’interno del prestigioso Annale di TEATRO E STORIA – Annali 29, XXII (2008), pubblicato da Bulzoni nel febbraio 2009. Il volume pone attenzione alle voci del teatro vivente coniugando riflessioni sul lavoro storico e teorico e investiga sulla scena, le metodologie, i grandi maestri con monografie, interventi, report e lettere. Cam Lecce e Jörg Grünert sono presenti con il report: “Teatro didattico nei campi profughi palestinesi in Libano”, con una nota introduttiva di Raimondo Guarino, docente di Teatro al Dams di Roma.

Al Janana Summer Encounter quest’anno erano presenti operatori e artisti formatori provenienti anche da Germania, Inghilterra, Francia, Egitto, Giordania, Palestina, Libano, Irlanda, Svizzera, seguiti da 120 partecipanti libanesi, palestinesi, giordani ed egiziani.

Janana Summer Encounter è organizzato dal Centro “Al Jana/Arcpa di Beirut, ong libanese impegnata nella promozione del dialogo delle comunità locali. La partecipazione di Deposito dei Segni rientra tra le attività previste nel  Progetto Culturale Internazionale “La linea di pace” per la formazione, educazione e promozione di una cultura della pace e dei diritti umani, con particolare riferimento alla condizione dei rifugiati palestinesi nei campi profughi e delle aree svantaggiate ed emarginate del Libano, e per la divulgazione delle culture che vivono lungo le sponde del Mediterraneo.

Il progetto è sostenuto dai Comuni di Pescara (capofila), Spoltore e Giulianova; dalle Province di Pescara e Teramo e dalla Regione Abruzzo; e gode del Patrocinio della Presidenza della Giunta Regionale, della Presidenza del Consiglio Regionale, della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Teramo, della Facoltà di Scienze Sociali e della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università “G. d’Annunzio” di Pescara-Chieti, dell’Aiccre Abruzzo, della CGIL Regionale, delle Camere del Lavoro Territoriale di Pescara e Teramo.