Considerazioni dalla costa. Al confine con la distruzione.

francavillaLe ore sciovolano via ma il disagio nato improvvisamente a seguito del devastante sisma di circa due giorni fa non perde di efficacia. A Francavilla al Mare, in provincia di chieti, all’apparenza quella di oggi è una giornata ordinaria come le altre. L’aspetto tranquillo della nostra cittadina stamane non è che un ingannevole maschera di superficie fornitaci dal destino. La distruzione che manca lungo le nostre vie intatte, alberga nei nostri cuori affranti. Lo stato d’animo che ci coinvolge all’unisono in questo drammatico momento è troppo complesso per essere definito semplicemente con il termine di solidarietà. Si tratta di qualcosa di più del semplice impulso di natura umana che spinge gli uomini ad essere partecipi spiritualmente delle tragedie altrui. La tragedia dell’aquilano è una tragedia interamente abruzzese. Ci sentiamo coinvolti in prima persona in questo dramma che ha devastato la popolazione dell’intera regione. Il desiderio di prestare soccorso ai nostri conterranei è disperato nel senso di incontrollabile. A livello pratico sono stati attivati punti di raccolta di beni di prima necessità da inviare nelle zone dell’interno e messi a disposizione posti letto e alloggi non solo a Francavilla ma in tutte le città del litorale. Internamente siamo divisi tra il personale impulso di voler donare conforto e forza ai cuori di tutti e la agghiacciante consapevolezza che non si può nè dire nè fare niente di fronte allo strazio della morte. La vita in Abruzzo dopo il sei aprile è decisamente cambiata e la nuova realtà dei fatti ci suggerisce che occorreranno fatica, forza e molto tempo per far si che tutto torni come prima. Così tanti e così intrecciati i nostri pensieri adesso che è possibile leggerli chiaramente sul volto di ognuno di noi. Lutto, paura, incertezza del futuro e in più incredulità e rabbia nel venire a conoscenza degli assurdi episodi di sciacallaggio che stanno avvenendo nelle zone disastrate mentre la terra e il cuore continuano a tremare.

di Alessia De Luca