Chieti, Accessibilità Universale: i commenti di alcuni protagonisti del Corso Nazionale

dirittiIn corso di svolgimento è organizzato dall’Associazione Diritti Diretti Onlus e  si basa su una metodologia didattica molto interattiva

CHIETI – É iniziato a Chieti  (settembre 2013 – marzo 2014)  il corso “Beni Culturali per tutti: Accessibilità universale”  rivolto a  personale direttivo, tecnici e personale di custodia delle strutture museali, dei parchi archeologici e naturalistici, delle pubbliche amministrazioni, guide museali e turistiche, laureati in Beni Culturali e in discipline del turismo, liberi professionisti.

Organizzato dall’Associazione Diritti Diretti Onlus, in collaborazione con il Laboratorio Accessibilità Universale dell’Università degli Studi di Siena e il Museo Universitario dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti – Pescara , si basa su una metodologia didattica molto interattiva in quanto affianca esercitazioni all’analisi dei singoli argomenti.La finalità del corso è l’Accessibilità Universale visto che il  godimento dei luoghi della cultura non è sempre adeguato per tutti i visitatori.

Esperti del settore stanno formando  professionisti capaci di rendere la visita ai luoghi della cultura un evento piacevole per tutti, avendo anche un buon ritorno economico.  Progettare l’accessibilità di un museo, di un’area archeologica o naturalistica e/o di un’esposizione temporanea significa rendere un luogo sicuro, confortevole e qualitativamente migliore per tutti i suoi potenziali utilizzatori, garantendo libero accesso alla comunicazione e all’informazione.

I primi protagonisti del corso hanno rilasciato le seguenti dichiarazioni:

SIMONA PETACCIA, Presidente della onlus Diritti Diretti e docente nel modulo “Accessibilità nei Beni Culturali: Comunicare un patrimonio rivolto al futuro”

«L’Accessibilità del patrimonio culturale/naturalistico dell’Italia è come una pietra preziosa con molte sfaccettature: Risparmio, Sviluppo economico, Cultura, Turismo e Accoglienza. Ognuna di esse può e deve essere valorizzata con professionalità e strategie differenti. Tuttavia, non basta la buona volontà per superare gli ostacoli architettonici, ambientali e culturali presenti nel Bel Paese, ma bisogna formare professionisti. È con quest’obiettivo che abbiamo creato il corso e, senza alcun finanziamento pubblico, siamo riusciti ad affidare le lezioni alla professionalità di esperti internazionali che ogni giorno sono alle prese con il compito di promuovere la cultura dell’accessibilità, spiegando a manager pubblici/privati come riuscire ad accogliere tutti convenga anche economicamente, perché migliora l’immagine di enti/aziende, aumenta il bacino di utenza e offre notevoli sgravi fiscali».

DINO ANGELACCIO, Responsabile LAU e docente nel modulo “Accessibilità universale e progettazione plurisensoriale”

«Durante i seminari che si svolgono a Chieti (Abruzzo), si offre a corsisti provenienti da molte regioni italiane (Sicilia, Emilia Romagna, Umbria, Lazio ecc.) la possibilità di comprendere come progettare e realizzare percorsi accessibili a tutti all’interno di luoghi d’interesse artistico, storico e culturale (chiese, musei, pinacoteche, parchi archeologici/ambientali ecc.). Progettare l’accessibilità significa rendere un luogo sicuro, confortevole e qualitativamente migliore per ogni suo potenziale utilizzatore, garantendogli libero accesso alla comunicazione e all’informazione. Noi vogliamo diffondere il “virus dell’accessibilità” per dare una risposta concreta a chi vorrebbe visitare l’Italia, ma non lo fa perché è ancora troppo spesso inospitale. Soltanto in Europa tali utenti sono 130 milioni se si considerano anziani, persone con disabilità, famiglie con bambini e chi ha disturbi alimentari. Il dato acquista, poi, maggiore rilevanza se si considera che raramente tali persone viaggiano da sole, ma si muovono con almeno un accompagnatore (partner, amici, parenti, operatori, volontari ecc.)».

FABIO IEMMI, artista che ha cooperato in 9 progetti di sviluppo culturale dell’Unione Europea e docente nel modulo “Estetica della materia”

«Tutti hanno diritto alla Bellezza e alla Cultura, ma c’è ancora molta strada da fare e dobbiamo percorrerla tutti assieme: istituzioni, università, associazioni e liberi professionisti. Paradossalmente, infatti, l’Italia è il Paese con il maggior numero di ricchezze artistiche, ma anche il meno accessibile. Musei, parchi storici, siti archeologici ecc. sono ancora “proibiti” a chi ha particolari esigenze. A tutti loro vorremmo permettere il godimento del nostro patrimonio culturale, rendendo accoglienti i nostri spazi espositivi e naturali attraverso uno studio professionale di mappe tattili, contrasti cromatici, percorsi olfattivi ecc.».

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