Campagna “Salva L’Acqua”: comuni abruzzesi contro la privatizzazione

Manifestazione in atto per 23-24  gennaio nelle maggiori piazze abruzzesi

ABRUZZO – In questi giorni è in vita un dibattito riguardante uno dei beni principali per l’uomo: l’acqua, risorsa primaria che  permette la sopravvivenza degli esseri viventi. Tutto l’Abruzzo, come le altre regioni italiane, è attivo per bloccare la privatizzazione dell’acqua promossa  dall’attuale governo con l’approvazione del Decreto Ronchi a novembre 2009 che definisce l’acqua un servizio a rilevanza economica e prevede l’obbligo di affidarne la gestione ai privati. A difendere tale battaglia ,denominata Salva l’acqua in Abruzzo, sono scese in campo diverse associazioni locali accompagnate da partiti politici e sindacati dei vari comuni abruzzesi che rivendicano:

Il provvedimento è un vero e proprio attacco alla democrazia perché sottrarrà ai cittadini e alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, alle grandi multinazionali.(…) Chiediamo ora al presidente Chiodi di fare ricorso alla Corte Costituzionale contro il Decreto Ronchi (come hanno già fatto altre quattro regioni).

Su tale tema si è espresso anche Paolo Castellucci, segretario della Camera del Lavoro di Pescara, il quale ha commentato che

L’acqua deve mantenere proprietà e gestione pubbliche, anche se in questo settore c’è bisogno di una riforma degli enti e una riduzione dei costi. Le privatizzazioni  non hanno mai assicurato una maggiore qualità del servizio e una riduzione delle tariffe per i cittadini, anzi.

Mentre Renato Di Nicola, di Abruzzo social forum ha comunicato che nel fine settimana saranno allestiti dei  punti di riferimento nelle più grandi città d’Abruzzo, per sensibilizzare l’opinione pubblica, mentre Loredana Di Paola ha comunicato che e’ stato attivato sito un sito internet: www.nonlasciamolifare.org per informare cittadini e amministrazioni sulle iniziative proposte per manifestare il proprio disaccordo.

Inoltre in Abruzzo sono tanti comuni che hanno presentato la delibera per modificare lo statuto ma finora solo quello di Bussi l’ha approvata, come dicono gli esponenti dei comitati sensibili a questa tematica:

Gli effetti della privatizzazione sono ormai noti: crescita incontrollata delle tariffe (ad Arezzo, ad Aprilia e in altri comuni le tariffe sono aumentate fino al 400%!) e mancati investimenti per la ristrutturazione delle reti idriche colabrodo. Molti comuni italiani e abruzzesi stanno avviando l’iter per inserire nei propri Statuti un articolo che definisca il Servizio Idrico Integrato “servizio pubblico locale privo di rilevanza economica”.

I movimenti abruzzesi nati presenzieranno anche nella manifestazione nazionale convocata a Roma per il 20 marzo, data  che darà inizio alla campagna referendaria che mobiliterà milioni di persone in tutta Italia. Intanto il prossimo fine settimana, 23 e 24 gennaio, nelle maggiori località abruzzesi ci saranno banchetti informativi e si raccoglieranno le firme a sostegno delle delibere di modifica degli Statuti comunali, con esattezza i presidi saranno a Pescara, Chieti, Teramo, Sulmona, Vasto, Montesilvano, Francavilla e Giulianova.