Bologna: il festival dei cervelloni

Nella città  in questi giorni si sta svolgendo “La scienza in piazza”un riuscito connubio tra Scienza e Arte.

BOLOGNA – E’ in corso di svolgimento nel centro di Bologna l’evento  “La Scienza in piazza. -L’arte di vedere, il piacere di capire”. La manifestazione di diffusione della cultura scientifica,  alla sua  quinta edizione,  è articolata in mostre, exhibit, incontri, spettacoli, laboratori che coinvolgono il pubblico di ogni età, soprattutto i giovani. Gli edifici e luoghi storici del centro cittadino – da Piazza Maggiore a Palazzo Re Enzo con la sua piazza, dal Cortile d’Onore di Palazzo d’Accursio alla Sala Borsa -sono  per 10 giorni in un grande science+art center.

Arte e Scienza insieme per vedere di più e capire di più, oltre le apparenze: é questo il leit motiv della manifestazione  il cui format offre contenuti innovativi e coinvolgenti, tutti da provare con le proprie mani, tutti da vivere con le proprie emozioni.

La manifestazione, ideata dalla Fondazione Marino Golinelli e realizzata con la collaborazione del Comune di Bologna, affronta temi quali neuroscienze cognitive; bio e nanotecnologie; robotica; astronomia; risparmio energetico e sostenibilità ambientale; scienza per la salute; cibo, alimentazione e chimica in cucina.

L’obiettivo dell’evento è far uscire la scienza dalle accademie per renderla accessibile a tutti. In questa direzione lo spazio Agorà, in collaborazione con ARIC Area della Ricerca dell’Università di Bologna, prevede tutti i fine settimana l’incontro tra ricercatori e cittadini. Un’occasione per parlare insieme di alcuni studi di rilevanza internazionale, discutere i limiti e le potenzialità delle applicazioni pratiche, immediate e future di alcune scoperte. La scorsa edizione ha riscosso un enorme successo: 120.000 visitatori e 70.000 partecipanti attivi.

L’arte e la scienza hanno in comune una radice fondamentale: la curiosità intelligente nei confronti del mondo. Entrambe sono, infatti, modi per andare oltre la realtà immediata delle cose: come l’arte non è un semplice “vedere”, così la scienza trova spiegazioni che quasi sempre contraddicono il senso comune».

[Marino Golinelli]

«Arte+scienza, arte e scienza. Arte di vivere e per vivere. Scienza per vivere. Oggi tali cose si declinano un po’ diversamente da un tempo. Per il nostro nuovo rapporto con gli altri esseri viventi e per il nostro consapevole e controverso rapporto con la madre Terra, che è poi per noi l’ambiente di tutti gli ambienti».

[Edoardo Boncinelli]

«Della realtà che si trova “là fuori”, la scienza coglie gli aspetti fisici, oggettivi, cercando di svelarne leggi e meccanismi di funzionamento. L’arte (tutta l’arte, comprese quindi anche la letteratura e la musica) coglie invece, spesso anche in anticipo, quello che qualcuno ha chiamato l'”alone” delle cose, quel rapporto assolutamente soggettivo con loro, ma al tempo stesso condivisibile con gli altri e per qualche aspetto anche universale, che è fatto di ricordi, pensieri, stati emotivi, aspettative, immaginazioni, e lo rende esplicito, visibile, concreto».

[Giovanni Carrada]